{"id":219119,"date":"2024-01-30T19:42:46","date_gmt":"2024-01-30T18:42:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=219119"},"modified":"2024-01-30T19:43:32","modified_gmt":"2024-01-30T18:43:32","slug":"a-brindisi-si-celebra-il-giorno-del-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/a-brindisi-si-celebra-il-giorno-del-ricordo\/","title":{"rendered":"A Brindisi si celebra il \u201cGiorno del Ricordo\u201d"},"content":{"rendered":"<p>         Come noto, il 10 febbraio \u00e8 stato scelto, con la legge n. 92\/2004, per ricordare la tragedia che sul finire del secondo conflitto mondiale ha interessato il confine orientale coinvolgendo migliaia di nostri connazionali Istriani, Giuliani e Dalmati, in un\u2019opera di pulizia etnica ad opera dei partigiani jugoslavi guidati dal dittatore Josip Broz, detto Tito.<\/p>\n<p>          Le stime oscillano tra i venticinquemila e i trentacinquemila trucidati nelle ormai tristemente famose \u201cfoibe\u201d,- voragini carsiche di cui quei territori sono costellati &#8211; , ai quali vanno aggiunti oltre trecento cinquantamila esuli che hanno dovuto abbandonare ogni avere, per sfuggire alle persecuzioni, e che hanno vagato per anni in campi profughi disseminati per la penisola, in attesa di potersi reinserire, ma portandosi appresso il fardello dei parenti ed amici persi per sempre, il ricordo delle case e di ogni avere abbandonati in fretta in furia, le tombe degli avi sulle quali per decenni nessuno ha mai pi\u00f9 deposto un fiore. <\/p>\n<p>     Il dolore pi\u00f9 grande resta per\u00f2 il disconoscimento della loro tragedia, causata dall\u2019unica colpa di essere italiani, e pertanto vittime di una pulizia etnica che ha riguardato anche Croati, Sloveni, Monarchici, Cetnici, ecc., nella fattispecie  tutti coloro i quali avrebbero potuto contrastare con i progetti egemonici di Tito, alla cui morte negli anni \u201990 \u00e8 seguita la dissoluzione dello Stato Jugoslavo ed una nuova serie di orribili massacri interetnici, la vera ed unica risposta a chi ancor oggi, volendo negare la tragedia che ha riguardato i nostri connazionali, la sminuisce bollandola come \u201cla reazione\u201d, seppur errata, alla italianizzazione del confine adriatico negli anni \u201920 e \u201830.<\/p>\n<p>     Tacciamo, per carit\u00e0 di Patria, sul bianco latte destinato ai tantissimi bambini chiusi nei vagoni in transito dalla stazione di Bologna e diretti ai campi profughi del sud Italia, versato sui binari dagli operai comunisti, che inveivano verso chi scappava dal \u201cparadiso socialista \u201cdi Tito appellandoli con le peggiori contumelie.<\/p>\n<p>     In tanti trovarono ospitalit\u00e0 a Brindisi, tant\u2019\u00e8 che vi si costitu\u00ec un nutrito gruppo di esuli che fu accolto e inserito nella realt\u00e0 urbana, tanto che la stessa toponomastica della citt\u00e0, pi\u00f9 volte richiama le localit\u00e0 giuliano dalmate. Il quartiere Commenda, oltre ad essere divenuto luogo di residenza di moltissimi di loro, \u00e8 sede di una parrocchia titolata al Santo Patrono della citt\u00e0 di Fiume, San Vito Martire.<\/p>\n<p>     Sempre nella nostra citt\u00e0, dalle antichissime tradizioni marinare, essi trovarono un \u201clembo di casa\u201d all\u2019interno dell\u2019istituto Nautico, per anni ospitato presso il Collegio Navale, gi\u00e0 sede di un collegio militare della Regia Marina, \u00e8 titolato a quel lembo di mare, il golfo del Carnaro, su cui si affaccia la citt\u00e0 di Fiume.<\/p>\n<p>     Tra quanti si fermarono qui, un giovanissimo Sergio Endrigo, il celebre cantautore, che studi\u00f2 presso il collegio navale brindisino, del quale tutti ricordano una significativa canzone che egli dedic\u00f2 alla sua citt\u00e0 natale, Pola, titolata \u201c1947\u201d.  Struggente, a dir poco.<\/p>\n<p>     Nella chiesa della Madonna di Loreto presso il cimitero comunale di Brindisi, riposano le spoglie di Mons. Pietro Doimo Munzani, ultimo vescovo italiano di Zara, morto di infarto nella cattedrale di Oria mentre celebrava la santa Messa. <\/p>\n<p>     Scelse la via dell\u2019esodo, come i suoi fedeli. Avrebbe potuto rimanere, se lo avesse voluto, a rischio della sua vita, ma anch\u2019egli prefer\u00ec l\u2019ombra del tricolore ed un paese cristiano. <\/p>\n<p>     Non \u00e8 un caso che a Brindisi, nei pressi della via che gli \u00e8 stata titolata nel quartiere S. Angelo, esista via Martiri delle Foibe, ai quali, con la legge 94 del 30 marzo 2004 \u00e8 stata dedicata la solennit\u00e0 civile nazionale denominata \u201cGiorno del Ricordo\u201d che ricorre proprio il 10 febbraio, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell\u2019esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale.<\/p>\n<p>     E\u2019 nostro dovere, nei confronti delle vittime, degli esuli ancora in vita, e dei loro discendenti, rendere giustizia e tenere alto il ricordo di questa tragedia che ha riguardato il nostro popolo, indistintamente e senza colorazioni politiche di sorta.<\/p>\n<p>         Per celebrare il ventennale della Legge, Il Presidente del locale \u201cComitato 10 Febbraio\u201d, Cesare MEVOLI, gioved\u00ec 1 febbraio p.v., alle ore 17,30 , con il patrocinio del Comune di Brindisi e del Comitato Nazionale, inaugurer\u00e0 presso le sale di Palazzo Nervegna la mostra di pittura \u201cAngoli di Cielo\u201d dell\u2019Ing. Riccardo GARBUGLIA, le cui opere sono ispirate alle voragini di cui \u00e8 costellato il territorio carsico, le tristemente famose Foibe.<\/p>\n<p>     Saranno presenti il Sen. Roberto MENIA, \u201cpap\u00e0\u201d della Legge istitutiva, il Sindaco Giuseppe MARCHIONNA,  il Prof. Silvano Olmi, Presidente Nazionale del Comitato, ed i rappresentanti istituzionali del territorio: dopo i saluti di rito,  seguir\u00e0 un escursus sul rapporto tra la citt\u00e0 di Brindisi e gli esuli istriani ad opera del Prof. Giacomo CARITO, storico locale del territorio.<\/p>\n<p>     Gli appuntamenti continueranno venerd\u00ec 9 febbraio, laddove come ogni anno si celebrer\u00e0 il \u201cgiorno del Ricordo\u201d, secondo il seguente calendario: alle ore 16,30 (con concentramento alle 16.15) in via Martiri delle Foibe, al rione Sant\u2019Angelo, dove alla presenza di alcuni esuli istriani e di loro parenti, sar\u00e0 deposto un fascio di fiori nei pressi della targhetta che intitola la strada. <\/p>\n<p>      A seguire, i convenuti si ritroveranno alle ore 17.15 (con inizio alle ore 17.30), presso la Parrocchia \u201cSpirito Santo\u201d del quartiere, dove sar\u00e0 celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime, degli esuli, e dei loro cari.<\/p>\n<p>     All\u2019evento sono state invitate le autorit\u00e0 civili e militari, i rappresentanti istituzionali, ed \u00e8 aperto a tutte le forze politiche e alla cittadinanza tutta.<\/p>\n<p>                                      Ufficio Stampa <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come noto, il 10 febbraio \u00e8 stato scelto, con la legge n. 92\/2004, per ricordare la tragedia che sul finire del secondo conflitto mondiale ha interessato il confine orientale coinvolgendo migliaia di nostri connazionali Istriani, Giuliani e Dalmati, in un\u2019opera di pulizia etnica ad opera dei partigiani jugoslavi guidati dal dittatore Josip Broz, detto Tito. Le stime oscillano tra i venticinquemila e i trentacinquemila trucidati nelle ormai tristemente famose \u201cfoibe\u201d,- voragini carsiche di cui quei territori sono costellati &#8211; , ai quali vanno aggiunti oltre trecento cinquantamila esuli che hanno dovuto abbandonare ogni avere, per sfuggire alle persecuzioni, e che hanno vagato per anni in campi profughi disseminati per la penisola, in attesa di potersi reinserire, ma portandosi appresso il fardello dei parenti ed amici persi per sempre, il ricordo delle case e di ogni avere abbandonati in fretta in furia, le tombe degli avi sulle quali per decenni nessuno ha mai pi\u00f9 deposto un fiore. 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