{"id":220863,"date":"2024-03-07T16:21:37","date_gmt":"2024-03-07T15:21:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=220863"},"modified":"2024-03-07T16:21:37","modified_gmt":"2024-03-07T15:21:37","slug":"decarbonizzazione-gentile-cna-il-punto-di-partenza-e-un-impegno-diretto-del-governo-le-nostre-proposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/decarbonizzazione-gentile-cna-il-punto-di-partenza-e-un-impegno-diretto-del-governo-le-nostre-proposte\/","title":{"rendered":"Decarbonizzazione, Gentile (CNA): &#8220;il punto di partenza \u00e8 un impegno diretto del Governo. Le nostre proposte&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla della chiusura della pi\u00f9 grande centrale elettrica d\u2019Italia, il Governo nazionale non pu\u00f2 e non deve essere un semplice spettatore. Questo \u00e8 uno degli aspetti che ho inteso porre con decisione nel corso dell\u2019incontro svoltosi ieri presso il Ministerto del made in Italy. Del resto, in altre aree di crisi del paese, l\u2019impegno dei dicasteri interessati \u00e8 stato di ben altro tenore, a cominciare dalle risorse messe a disposizione per generare nuovi investimenti e nuova occupazione.<br \/>\nProbabilmente a Roma non erano ben chiari i termini della crisi che investe il territorio brindisino ed \u00e8 questo il motivo per cui ho fornito alcuni dati da cui emerge con chiarezza che siamo davvero vicini al collasso. Basti pensare che a causa della chiusura della centrale di Cerano, della dismissione del P9T da parte di Basell e dell\u2019eventuale chiusura dello stabilimento EuroApi (con i relativi indotti),  1.763 addetti potrebbero perdere il loro posto di lavoro.<br \/>\nUna cifra enorme per una citt\u00e0 come Brindisi, la cui economia rischia di deflagrare attraverso un pericolosissimo effetto-domino che inevitabilmente andrebbe a coinvolgere anche il terziario e tutti gli altri settori produttivi.<br \/>\nE\u2019 evidente, per\u00f2, che ieri il punto di partenza non poteva non essere collegato all\u2019Enel ed \u00e8 per questo che ho ribadito di ritenere che la societ\u00e0 elettrica non abbia predisposto alcuna ipotesi reale per Brindisi, n\u00e9 tantomeno per le imprese dell\u2019indotto che sono state al suo fianco per decenni.<br \/>\nTutto questo, a parere della CNA, \u00e8 inaccettabile per una societ\u00e0 partecipata dallo Stato come l\u2019Enel che se ne va da un territorio dopo 50 anni senza nemmeno avvertire la necessit\u00e0 di dire \u201cscusate, ho finito di trarre profitti e me ne vado\u201d.<br \/>\nAnzi, \u00e8 accaduto di peggio, visto che negli ultimi 5\/6 anni l\u2019Enel ha raccontato che non avrebbe lasciato a terra nessuno. Ci ha parlato di una centrale a gas ed \u00e8 scesa addirittura nel dettaglio dell\u2019impiego di imprese e lavoratori dell\u2019indotto anche nella fase di costruzione. E poi ci ha parlato della possibilit\u00e0 di realizzare un dissalatore, cos\u00ec come di un impianto per la produzione di idrogeno green. Ed ancora, di uno stabilimento per la produzione di componenti per pannelli fotovoltaici, della installazione di batterie e di campi fotovoltaici. Ci \u00e8 stato detto anche che avrebbe agevolato l\u2019insediamento di una azienda per la costruzione di pale eoliche innovative e, dulcis in fundo, della creazione di una grande base logistica, riutilizzando le ciclopiche infrastrutture esistenti, proprio a Brindisi nel cuore del Mediterraneo.<br \/>\nDi tutto questo purtroppo oggi non \u00e8 rimasto proprio nulla. Ed \u00e8 questo il motivo per cui ho chiesto al Governo nazionale di chiedere con la dovuta decisione all\u2019Enel di assumersi le sue responsabilit\u00e0 nei confronti del territorio brindisino, mettendo in campo tutte le azioni necessarie per evitare un vero e proprio disastro sociale.<br \/>\nPer esempio, leggiamo spesso e da tempo di preoccupazioni legate alla tempistica di utilizzo dei fondi del PNRR e che questi devono essere finalizzati, il pi\u00f9 possibile, allo sviluppo economico ed occupazionale.<br \/>\nA Brindisi, se il Governo realmente lo vuole, c\u2019\u00e8 una effettiva possibilit\u00e0 di utilizzo di questi fondi, proprio in questa direzione.<br \/>\nL\u2019Enel, come gi\u00e0 detto, ha presentato un progetto per la realizzazione di una centrale a gas per il quale \u00e8 stata rilasciata la VIA, attualmente con procedimento sospeso su richiesta della stessa Enel, in quanto Terna &#8211; con un conteggio assai discutibile -, ha stabilito che non c\u2019era la necessit\u00e0 di ulteriore produzione di energia riveniente da una nuova centrale a gas e lo ha fatto basandosi essenzialmente su tre requisiti: sulla quantit\u00e0 di FER esistenti, sulla quantit\u00e0 di FER in sviluppo, che all\u2019epoca dei fatti risultavano 86 Giga (per la cronaca, ad oggi, un solo Giga \u00e8 stato autorizzato) oltre che sul fabbisogno elettrico del Sud, stimato in decrescita e che invece \u00e8 in crescita e continuer\u00e0 a crescere, proprio per effetto della decarbonizzazione.<br \/>\nA questo punto \u00e8 logico chiedere al governo: perch\u00e9 non si interviene su Terna per far si che riveda la sua posizione, per le ragioni illustrate, e dichiari la centrale di Brindisi un impianto strategico per la sicurezza energetica nazionale?<br \/>\nIn questo modo si creerebbero le condizioni per attingere ai fondi del PNRR con un progetto immediatamente esecutivo che consentirebbe di tamponare la crisi occupazionale, ma sopratutto consoliderebbe nuovamente l\u2019interesse di Enel su Brindisi e forse giustificherebbe anche ulteriori investimenti in altre direzioni.<br \/>\nMi rendo conto che quand\u2019anche dovesse riscontrare l\u2019Ok del governo, come mi auguro, l\u2019iter non sarebbe immediato e ci vorrebbe un po\u2019 di tempo per attivarlo &#8211; e noi tempo a Brindisi non ne abbiamo pi\u00f9 &#8211; Per questo, nelle more che si avvii l\u2019iter o che si trovino altre soluzioni alternative, ho chiesto al Governo che almeno fino al tutto il 2026 alla centrale Enel di Brindisi sia riconosciuta l\u2019essenzialit\u00e0. Ci\u00f2 consentirebbe a tutti di avere un po\u2019 di tempo per programmare finalmente il processo di decarbonizzazione, senza che questo crei un vero e proprio dramma sociale, e peraltro garantirebbe una riserva energetica strategica al nostro paese, che continua ad essere sempre pi\u00f9 dipendente dai paesi confinanti, anche in virt\u00f9 di un contesto geo politico in continua evoluzione.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nFranco Gentile \u2013 Presidente CNA Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla della chiusura della pi\u00f9 grande centrale elettrica d\u2019Italia, il Governo nazionale non pu\u00f2 e non deve essere un semplice spettatore. Questo \u00e8 uno degli aspetti che ho inteso porre con decisione nel corso dell\u2019incontro svoltosi ieri presso il Ministerto del made in Italy. 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