{"id":222954,"date":"2024-04-19T15:22:51","date_gmt":"2024-04-19T13:22:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=222954"},"modified":"2024-04-23T14:55:38","modified_gmt":"2024-04-23T12:55:38","slug":"capitale-della-cultura-dipietrangelo-scrive-a-marchionna-integrare-il-progetto-con-la-cultura-vitivinicola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/capitale-della-cultura-dipietrangelo-scrive-a-marchionna-integrare-il-progetto-con-la-cultura-vitivinicola\/","title":{"rendered":"Capitale della Cultura, Dipietrangelo scrive a Marchionna: &#8220;integrare il progetto con la cultura vitivinicola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>LETTERA APERTA AL SINDACO DI BRINDISI<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caro Pino,<br \/>\ncome sai, da tempo sono impegnato con altri soci in una attivit\u00e0 vitivinicola che mi ha consentito di avvicinarmi alla storia di Brindisi e alla sua economia in maniera anche differente a quella che \u00e8 stata la mia stessa formazione culturale e politica. La candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura la ritengo una grande opportunit\u00e0 per la citt\u00e0 di ripensarsi e per ricostruire il filo storico della sua identit\u00e0 guardando al futuro. Radici nel passato e sguardo rivolto al futuro e\u2019 il nostro progetto aziendale.<\/p>\n<p>Il vino \u00e8 cultura perch\u00e9 assieme alla scoperta dei vitigni e della loro storia si registra allo stesso tempo una traccia del passaggio di popoli. Tradizioni, gusti e usanze partano anche dal vino stesso.<br \/>\nBrindisi assieme a Mesagne rappresentano il passaggio e l\u2019insediamento prima dei messapi e poi dei romani. I primi portarono le viti, i secondi le estesero producendo i vini che venivano portati nel mediterraneo.<br \/>\nSe questa \u00e8 la storia, il presente e il futuro del territorio di Brindisi pu\u00f2 trovare nella coltura e nella cultura vitivinicola un riferimento solido di sviluppo.<\/p>\n<p>Ti suggerisco, anche per questa mia recente esperienza e attivit\u00e0 vitivinicola, di valutare di integrare il progetto di candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura con quello che ha rappresentato e rappresenta l\u2019agricoltura brindisina e per essa la viticoltura. La citt\u00e0 di Brindisi e il suo territorio agricolo hanno storicamente una vocazione vitivinicola. La presenza di variet\u00e0 autoctone come il negroamaro, la malvasia nera, il susumaniello, il primitivo, ne fanno ancora un territorio ricco e dalle grandi potenzialit\u00e0 enoiche. Non a caso il vino di Brindisi era conosciuto e apprezzato ben oltre i confini locali e nazionali sin dai tempi dell\u2019impero Romano. Lo era in tutto il bacino del mediterraneo cos\u00ec come in epoche pi\u00f9 recenti il vino di Brindisi \u00e8 stato utilizzato in Francia come in altre regioni italiane per tagliare o sostenere vini di territori pi\u00f9 conosciuti. Negli ultimi anni, grazie all\u2019impegno e alla lungimiranza di cantine, di produttori, di enologi, il vino prodotto nel nostro territorio \u00e8 riuscito ad evidenziare tutte le sue caratteristiche e potenzialit\u00e0. I nostri autoctoni sono oggi riconosciuti e apprezzati e rappresentano la continuit\u00e0 tra la vecchia vocazione e tradizione di un antico territorio vitivinicolo e la innovazione di cui il settore \u00e8 ormai ricco. La filiera produttiva \u00e8 rappresentata da impianti moderni di vigneti che si uniscono a quelli tradizionali ad alberello e che costituiscono un evidente contributo paesaggistico alla riqualificazione e fruizione delle nostre campagne, cos\u00ec come moderni impianti enologici stanno contribuendo ad elevare la qualit\u00e0 e a esaltare le potenzialit\u00e0 ancora tutte da esplorare delle nostre variet\u00e0 autoctone. Si sta creando anche a Brindisi una nuova cultura del vino che coinvolge le stesse nuove generazioni e che pu\u00f2 far diventare questo settore un contributo ad una idea di sviluppo pi\u00f9 sostenibile e pi\u00f9 rappresentativo di storia e di innovazione. Sono questi i motivi che potrebbero spingere produttori, associazioni di settore, forti dei risultati ottenuti e consapevoli delle ulteriori potenzialit\u00e0, ad impegnarsi per rilanciare e per rafforzare gli strumenti di sostegno e di tutela del vino a partire dallo stesso contesto urbano.<br \/>\nNegli ultimi anni, la vitivinicoltura brindisina ha fatto molti passi in avanti. Sono stati fatti nel settore investimenti e altri sono in fase di definizione che stanno ridando valore al territorio, ricostruendo un paesaggio anche attorno alla citt\u00e0 e contribuiscono a produrre uve e vini di qualit\u00e0.<br \/>\nGrazie ai vecchi e nuovi viticoltori che hanno resistito e creduto, investendo con lungimiranza, la nostra vitivinicoltura sta raggiungendo livelli di qualit\u00e0 ormai riconosciuta dal mercato e dai consumatori.<br \/>\nSe la viticoltura in generale sta acquistando sempre pi\u00f9 importanza e valore contribuendo alla rivalutazione dei territori vocati e dei vitigni autoctoni, quella brindisina, nel contesto pugliese e nazionale, ha tutte le condizioni e le potenzialit\u00e0 per recuperare e per riproporsi con il suo &#8220;terroir&#8221;, con i suoi vitigni autoctoni e con il suo vino (negroamaro, malvasia nera e bianca, susumaniello, ottavianello).<\/p>\n<p>Brindisi deve recuperare e credere nelle sue potenzialit\u00e0 agricole e vitivinicole per dare cos\u00ec anche un contributo ad un suo nuovo e pi\u00f9 sostenibile sviluppo. Dopo la crisi di questi anni e l&#8217;incipiente esaurimento dell\u2019ormai obsoleto modello di sviluppo impostato sull\u2019 industria di base (petrolchimica) e di servizio (energia da fossili) i contorni di un nuovo sviluppo possono avere nell&#8217;agricoltura e soprattutto nella vitivinicoltura un solido riferimento che nel passato aveva contribuito a fare la storia del vino e della sua economia.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa un ritorno al passato. Oggi la vitivinicoltura brindisina esprime modernit\u00e0 e innovazione.<br \/>\nOggi ben 2.800 ettari dell&#8217;agro cittadino (il 30% della superficie agraria provinciale dove si produce uva da vino), tra vecchi e nuovi impianti, sono coltivati a vigneto per uve da vino. Assieme ai 1.200 ettari dell&#8217;agro di Mesagne costituiscono la zona della Doc Brindisi (una delle poche citt\u00e0 che d\u00e0 il proprio nome ad una doc).<\/p>\n<p>L&#8217;art. 1 del Testo unico del vino che ha semplificato e riunito le norme del settore afferma testualmente: &#8220;La Republica salvaguarda, per la loro specificit\u00e0 e il loro valore in termine di sostenibilit\u00e0 sociale, economica, ambientale e culturale, il vino prodotto della vite, e i territori viticoli, quale parte del patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano, nonch\u00e9 frutto di un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni&#8221;.<\/p>\n<p>Questo articolo della legge, per Brindisi e per la proposta di citt\u00e0 della cultura, pu\u00f2 essere utilizzato non solo per rilanciare e valorizzare la vitivinicoltura brindisina ma pu\u00f2 contribuire ad un rinnovato e recuperato rapporto della citt\u00e0 con la sua campagna e con la sua storia.<\/p>\n<p>Ci sono oggi favorevoli condizioni per ricostruire a Brindisi una nuova economia e una cultura del vino. Ci sono aziende, competenze, pratiche, tradizione e storia. Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario mettere assieme produttori, tecnici, associazioni, istituzioni, cooperare in maniera innovativa, ripensare e rafforzare le forme associative di tutela, di ricerca, di promozione del prodotto vino e del suo territorio.<\/p>\n<p>Lavorare per una citt\u00e0 come quella di Brindisi che va riscoperta e rappresentata, per esempio, attraverso &#8220;un viaggio&#8221; che parte dal bicchiere (vino di negroamaro e di susumaniello da degustare), attraversa il territorio e il paesaggio, passa dalle cantine ed arriva alla cultura (storia, tradizione, ricerca, innovazione).<br \/>\nIl negroamaro brindisino come altri vitigni autoctoni (susumaniello innanzitutto) hanno la loro specificit\u00e0 (sentono il clima del mare) ed hanno tutte le potenzialit\u00e0 per imporsi con una propria identit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;identit\u00e0 del vino ha un valore paesaggistico, economico e non \u00e8 solo un racconto da comunicare. L&#8217;identit\u00e0 \u00e8 un percorso che affonda le radici nel passato e che si apre al futuro.<\/p>\n<p>Brindisi, terra di antichi vigneti, alcuni dei quali ancora oggi si estendono sui terreni attraversati dai tracciati delle vecchie strade dell\u2019Appia e della Traiana, ha un passato e un futuro nel settore.<\/p>\n<p>Nasce anche da queste considerazioni l\u2019importanza delle produzioni vitivinicole del territorio per far risaltare il rapporto storico, produttivo con la citt\u00e0, con il mare e il porto da cui partiva il vino per essere portato in tutto il mediterraneo.<\/p>\n<p>Brindisi deve recuperare e ricostruire il rapporto fondante tra citt\u00e0, mare e campagna.<\/p>\n<p>Attorno al rapporto citt\u00e0\/campagna\/mare si possono unire le separazioni sedimentatesi e diventate, in alcuni momenti della storia e della vita della citt\u00e0, vere e proprie contrapposizioni. La fase di uno sviluppo calato dall\u2019alto richiede un ripensamento a cui ognuno deve dare il suo contributo.<br \/>\nSinora l\u2019agricoltura \u00e8 stata la grande assente dal dibattito sullo sviluppo della citt\u00e0, se non per qualche richiamo superficiale e come corollario al solito elenco dei temi da affrontare.<br \/>\nL\u2019agricoltura, in quanto campagna, paesaggio, territorio che vive e produce, pu\u00f2 e deve dare un contributo di visione e di sviluppo importante e nuovo. Il futuro assetto urbanistico e infrastrutturale della citt\u00e0 deve saperne tener conto. E per comprendere il valore dell\u2019agricoltura basta fare riferimento a cosa rappresenta la vitivinicoltura brindisina per l\u2019intero settore provinciale.<\/p>\n<p>Il vino di Brindisi \u00e8 quindi un valore fondante che, insieme ad altri, consente di ricostruire il filo rosso che mette insieme passato e futuro, assegnando all\u2019agricoltura il ruolo di recuperare il rapporto perduto con la citt\u00e0 e il mare. Un racconto ed una narrazione che si tira dietro migliaia di anni e una identit\u00e0 ricca di storia, tradizioni, cultura. Il vino \u00e8 certamente il prodotto che pi\u00f9 di ogni altro fa scoprire territori, crea economia, valorizza specificit\u00e0 e caratteristiche.<\/p>\n<p>L\u2019enoturismo, l\u2019enogastronomia, unisce territorio, produzioni, saper fare, saper accogliere, competenze. Brindisi citt\u00e0 di mare e di vino ha disperso storia e ha rinunciato a valorizzare se stessa. \u00c8 tempo di correggere errori e di ritornare a valorizzare tutte le sue potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>La vitivinicoltura, il suo paesaggio, la qualit\u00e0 dei vini prodotti dai nostri vitigni autoctoni(negroamaro, malvasia, susumaniello) possono diventare il volano di una nuova attrativit\u00e0 turistica anche attraverso \u201cpercorsi tra le vigne e le masserie di Brindisi\u201d.<\/p>\n<p>Il vino con il cibo di mare e di terra pu\u00f2 diventare un unicum e un enorme potenziale per una enogastronomia di successo che con la citt\u00e0, i suoi monumenti, il suo paesaggio agricolo, la sua costa pu\u00f2 rappresentare un forte attrattore turistico e culturale.<\/p>\n<p>Prendersi cura della citt\u00e0, del territorio, del paesaggio e ripartire dalla storia di Brindisi \u00e8 l\u2019impegno che produttori vitivinicoli, operatori turistici, mondo della ristorazione e associazioni culturali, possono assumere come contributo per superare le separazioni che si sono determinate in una citt\u00e0 ricca di storia e di grandi potenzialit\u00e0 produttive. Aiutare la citt\u00e0 a riscoprirsi per percorrere nuove strade per uno sviluppo sostenibile e autopropulsivo. Brindisi deve ritornare a credere in se stessa e nel suo futuro. La proposta per candidare Brindisi a citt\u00e0 della cultura si pu\u00f2 arricchire anche con il contributo della sua vitivinicoltura dimostrando che mettendo assieme esperienze, competenze, lavoro, impresa, volont\u00e0 e orgoglio si pu\u00f2 dare molto ad una citt\u00e0 che nel tempo \u00e8 stata solo utilizzata e si \u00e8 sviluppata, soprattutto negli ultimi decenni, per separazioni e stratificazioni che hanno contribuito a disperdere identit\u00e0 limitando cos\u00ec le possibilit\u00e0 per diventare una comunit\u00e0 coesa e orgogliosa di se stessa e di quello che pu\u00f2 fare e dare.<\/p>\n<p>Brindisi \u00e8 sempre stata, nella sua storia, un crocevia e un ponte verso il mediterraneo e ha fatto del mare e della fertilit\u00e0 della sua campagna una forza attrattiva di popoli e il punto di riferimento delle civilt\u00e0 formatesi in questa parte dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>La storia, i monumenti sono la testimonianza di quello che \u00e8 stato il rapporto tra la citt\u00e0, la campagna e il mare.<br \/>\nSi tratta di ri\/mettere assieme citt\u00e0, campagna, mare anche come presupposto di uno sviluppo industriale pi\u00f9 sostenibile e compatibile con le caratteristiche di un territorio che se rispettato e ben curato \u00e8 ancora ricco di potenzialit\u00e0 produttive e agricole.<\/p>\n<p>Un progetto\/obiettivo potrebbe essere quello di lavora per creare il brand Brindisi attorno al rapporto Citt\u00e0, campagna, mare per unire le separazioni sedimentatesi e diventate, in alcuni momenti della storia e della vita della citt\u00e0, vere e proprie contrapposizioni. La fase di uno sviluppo calato dall\u2019alto \u00e8 in via di esaurimento e richiede un ripensamento a cui ognuno deve dare il suo contributo.<\/p>\n<p>Il vino di Brindisi ha un valore. Attorno alla vitivinicoltura brindisina \u00e8 possibile ri\/creare un interesse anche per far scoprire un territorio che da millenni produce vino. Il vino \u00e8 certamente il prodotto che pi\u00f9 di ogni altro fa scoprire territori, crea economia, valorizza specificit\u00e0 e caratteristiche.<\/p>\n<p>La vitivinicoltura \u00e8 il settore che pu\u00f2 essere il simbolo di una storia ma anche una parte importante di un futuro e di uno sviluppo pi\u00f9 sostenibile.<\/p>\n<p>La vitivinicoltura brindisina \u00e8 storia, \u00e8 cultura, \u00e8 economia e come tale pu\u00f2 diventare un collante per unire e per dare una identit\u00e0.<\/p>\n<p>Il nostro vino con il cibo di mare e di terra rappresentano un unicum e un enorme potenziale per una enogastronomia di successo che con la citt\u00e0, i suoi monumenti, il suo paesaggio agricolo, la sua costa pu\u00f2 rappresentare un forte attrattore turistico e culturale.<\/p>\n<p>Conquistare la citt\u00e0 a queste sue potenzialit\u00e0 e creare attorno al vino e a ci\u00f2 che rappresenta una conoscenza e una cultura diffusa oltre che una nuova economia.<\/p>\n<p>Mi permetto pertanto di offrire alcuni spunti che potrebbero essere approfonditi in incontri con i vitivinicoltori della citt\u00e0, con le associazioni e con chi lavorer\u00e0 per candidare Brindisi:<br \/>\n-Il vino nella storia di Brindisi e la cultura (dai Messapi ai francesi ai giorni nostri) con un rapporto con le associazioni dei percorsi storici. Si potrebbe avanzare una proposta per acquisire un contenitore (anche un vecchio stabilimento vinicolo) da adibire a museo di settore con annessa enoteca pubblica anche per dare una sistemazione a tutti i reperti archeologici che fanno riferimento ad uva, vino, pubblicazioni, ecc.<br \/>\n-La tipicit\u00e0 del vino di Brindisi e la ristorazione a Brindisi (creare un logo, proporre Brindisi come sede per un evento periodico e annuale sul tema, per un concorso annuale per il vino rosato dell\u2019Adriatico con abbinamenti di pescato&#8230;). -prendere in considerazione il tema \u201cil vino e il mare\u201d per sviluppare iniziative e integrazioni&#8230;.<br \/>\n-Il vino e la formazione coinvolgendo l\u2019universit\u00e0 del Salento e l\u2019istituto alberghiero<br \/>\n-L\u2019accoglienza e la valorizzazione del paesaggio viticolo attraverso la rigenerazione e la valorizzazione di strutture di campagna in una idea di rapporto con la citt\u00e0 e il mare anche attraverso gli strumenti e i regolamenti urbanistici<br \/>\n-Organizzazione di eventi di grande richiamo turistico (il tour delle antiche fornaci con degustazioni di vini, pratiche sportive tra i vigneti di Brindisi, percorsi enogastronomici, serate di degustazioni, seminari per giovani, ecc.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERA APERTA AL SINDACO DI BRINDISI &nbsp; Caro Pino, come sai, da tempo sono impegnato con altri soci in una attivit\u00e0 vitivinicola che mi ha consentito di avvicinarmi alla storia di Brindisi e alla sua economia in maniera anche differente a quella che \u00e8 stata la mia stessa formazione culturale e politica. La candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura la ritengo una grande opportunit\u00e0 per la citt\u00e0 di ripensarsi e per ricostruire il filo storico della sua identit\u00e0 guardando al futuro. Radici nel passato e sguardo rivolto al futuro e\u2019 il nostro progetto aziendale. Il vino \u00e8 cultura perch\u00e9 assieme alla scoperta dei vitigni e della loro storia si registra allo stesso tempo una traccia del passaggio di popoli. Tradizioni, gusti e usanze partano anche dal vino stesso. Brindisi assieme a Mesagne rappresentano il passaggio e l\u2019insediamento prima dei messapi e poi dei romani. I primi portarono le viti, i secondi le estesero producendo i vini che venivano portati nel mediterraneo. 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