{"id":224721,"date":"2024-05-23T15:00:50","date_gmt":"2024-05-23T13:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=224721"},"modified":"2024-06-03T18:54:39","modified_gmt":"2024-06-03T16:54:39","slug":"associazioni-i-nostri-si-per-lo-sviluppo-del-porto-di-brindisi-a-partire-dalla-cantieristica-navale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/associazioni-i-nostri-si-per-lo-sviluppo-del-porto-di-brindisi-a-partire-dalla-cantieristica-navale\/","title":{"rendered":"Associazioni: i nostri SI per lo sviluppo del porto di Brindisi, a partire dalla cantieristica navale"},"content":{"rendered":"<p>In una recente intervista l\u2019Onorevole D\u2019 Attis ha espresso il suo disaccordo rispetto alle affermazioni pubbliche del sindaco Marchionna e dell\u2019assessore Bruno. L\u2019onorevole ha detto che la candidatura di Brindisi a Capitale della cultura italiana per il 2027 non pu\u00f2 avere come obiettivo un futuro post industriale; ha detto che Brindisi \u00e8 una citt\u00e0 industriale e che l\u2019obiettivo deve essere quello di puntare su un futuro neo industriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Parlando della storia dell\u2019industrializzazione a Brindisi, bisogna ricordare, oltre a quanto ha creato in termini economici ed occupazionali, gli effetti ambientali e sanitari gravi e una diffusa disoccupazione di ritorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel ricostruire questa storia, si leggano le relazioni contenute nel piano dell\u2019area di elevato rischio di crisi ambientale e tutta la documentazione relativa al riconoscimento del Sito di Interesse Nazionale ai fini delle bonifiche. Oggi stiamo vivendo la profonda crisi di insediamenti industriali e questo si riflette sulla profonda crisi del modello di sviluppo che ha interessato I nostri Brindisi, siamo pronti al confronto su quella che viene chiamata neo industria e abbiamo avanzato tante proposte in merito; sinteticamente ci riferiamo al polo energetico delle rinnovabili, alle filiere connesse con le fonti rinnovabili, al rilancio di un polo aereonautico sempre pi\u00f9 compresso e alla costruzione di un porto Green.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In un porto Green, \u00e8 indispensabile lo sviluppo della cantieristica navale e di quella di imbarcazioni da diporto e di tutte le filiere connesse; in un porto Green \u00e8 importante la cantieristica (fino ad ora ostacolata), a supporto di impianti eolici offshore; in un porto Green \u00e8 indispensabile l\u2019elettrificazione delle banchine fornita da impianti da fonti rinnovabili; in un porto Green \u00e8 indispensabile la qualificazione dei servizi, oggi profondamente carenti, per quel che riguarda il traffico commerciale e turistico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019eventuale realizzazione del deposito costiero di GNL \u00e8 la negazione di un Port Green e, in primo luogo, dello scalo intermodale e della logistica portuale. Non ci riferiamo semplicemente al mancato rispetto della distanza dei 30 m disposti per legge per quel che riguarda la sicurezza della linea ferroviaria, anche perch\u00e9 una condotta di GNL passerebbe assurdamente sotto i binari. Rete ferroviaria italiana ha deciso di portare avanti con fermezza il progetto e i finanziamenti relativi per la creazione dello scalo intermodale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Basta visitare porti efficienti, per verificare cosa comporti la creazione di uno scalo intermodale e della logistica portuale connessa, il porto di Brindisi ha le condizioni ideali per lo sviluppo dello scalo intermodale della logistica, malgrado l\u2019attuale uscita dal corridoio 8, dopo averne presentato con enfasi il ruolo di Brindisi all\u2019interno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il deposito costiero di GNL offre appena 28 posti diretti e non ha una prospettiva di sviluppo credibile, tanto pi\u00f9 l\u2019Unione Europea ha deciso che dal 2035 non saranno pi\u00f9 prodotto automezzi con motore endotermico, quindi anche alimentati dal GNL che oggi ha una presenza molto residuale. Il deposito costiero, certamente non rende \u201cattrattivo\u201d il porto di Brindisi, sia per l\u2019impatto visivo e i rischi di incidenti rilevanti che creano le gasiere, le bettoline, la movimentazione e lo stoccaggio di GNL, sia per la presenza di una torcia a terra e di una alta 47 metri, sia perch\u00e9 avverrebbe una rigassificazione con immissione in rete, senza procedere al riesame del progetto ed alla Valutazione di Impatto Ambientale, che il consiglio comunale di Brindisi ha chiesto all\u2019unanimit\u00e0. Il deposito costiero non renderebbe \u201cattrattivo\u201d il porto, ma impedirebbe del tutto il traffico merci anche se fosse limitato alla movimentazione di componenti cinesi per auto elettriche, probabilmente le sole batterie che vanno prodotte a Brindisi come Enel prospetta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi siamo per lo sviluppo dei cantieri dell\u2019innovazione, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e della logistica portuale, che soltanto per fornire alcuni numeri possono tradursi in 500-700 posti di lavoro dello scalo intermodale e nella logistica portuale (vedasi documentazione di Lisa logistic nel molto meno attrezzato porto di Molfetta). Un migliaio di posti di lavoro nella cantieristica e nella realizzazione degli impianti eolici offshore, da 128 iniziali a 500 posti di lavoro prospettati se si realizzer\u00e0 realmente lo stabilimento di produzione di pale eoliche di Act blade e si dice 300 posti di lavoro nella cantieristica per imbarcazioni da diporto, per la quale la Provincia di Brindisi ha aperto un tavolo permanente di approfondimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti questi posti di lavoro vanno ovviamente verificati, i progetti vanno sbloccati, compresi quelli da discutere con Enel e quelli, numerosissimi, nell\u2019area SIN fermi per l\u2019incapacit\u00e0 istituzionale di sbloccare analisi di rischio, lacci e lacciuoli burocratici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di tutto questo siamo pronti a parlare ed anche del nostro modo di intendere la candidatura di Brindisi Capitale italiana della cultura, che certamente deve rispettare anche i requisiti e gli obbiettivi dell\u2019Agenda 20-30 per o sviluppo sostenibile dell\u2019ONU, che sono diametralmente opposti al portare avanti i progetti di Edison e Brundisium.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Italia Nostra Brindisi, Legambiente Brindisi, WWF Brindisi, Medicina Democratica, A.C.L.I. Provinciali Brindisi, Fondazione \u201cTonino di Giulio\u201d, Medici per l\u2019Ambiente, ANPI Brindisi, Forum Ambiente Salute e Sviluppo, Salute Pubblica, No al Carbone, Puliamoilmare Brindisi, Associazione \u201cVogatori Remuri Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una recente intervista l\u2019Onorevole D\u2019 Attis ha espresso il suo disaccordo rispetto alle affermazioni pubbliche del sindaco Marchionna e dell\u2019assessore Bruno. L\u2019onorevole ha detto che la candidatura di Brindisi a Capitale della cultura italiana per il 2027 non pu\u00f2 avere come obiettivo un futuro post industriale; ha detto che Brindisi \u00e8 una citt\u00e0 industriale e che l\u2019obiettivo deve essere quello di puntare su un futuro neo industriale. &nbsp; Parlando della storia dell\u2019industrializzazione a Brindisi, bisogna ricordare, oltre a quanto ha creato in termini economici ed occupazionali, gli effetti ambientali e sanitari gravi e una diffusa disoccupazione di ritorno. &nbsp; Nel ricostruire questa storia, si leggano le relazioni contenute nel piano dell\u2019area di elevato rischio di crisi ambientale e tutta la documentazione relativa al riconoscimento del Sito di Interesse Nazionale ai fini delle bonifiche. 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