{"id":225005,"date":"2024-05-30T08:48:34","date_gmt":"2024-05-30T06:48:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=225005"},"modified":"2024-06-03T18:54:24","modified_gmt":"2024-06-03T16:54:24","slug":"marinazzo-evidenti-ritardi-a-brindisi-nel-definire-i-piani-per-la-decarbonizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/marinazzo-evidenti-ritardi-a-brindisi-nel-definire-i-piani-per-la-decarbonizzazione\/","title":{"rendered":"Marinazzo: &#8220;evidenti ritardi a Brindisi nel definire i piani per la decarbonizzazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati 40 anni da quel mese di maggio del 1984, quando Legambiente organizz\u00f2 prima a Brindisi e poi a Lignano Sabbiadoro, il primo congresso internazionale in Italia sull&#8217;impatto ambientale delle centrali termoelettriche a carbone e sulla necessit\u00e0 del ricorso alla valutazione di impatto ambientale.<\/p>\n<p>La direttiva europea sulla VIA fu promulgata soltanto l&#8217;anno seguente.<br \/>\nIn un contesto nel quale si sosteneva che l&#8217;abbattimento delle emissioni avvenisse grazie alla diluizione in atmosfera, per la prima volta si compararono normative, studi e tecnologie e si document\u00f2 come realizzare scientificamente uno studio di impatto ambientale.<\/p>\n<p>Il Congresso fu un appuntamento di grande importanza per l&#8217;ambientalismo scientifico e il merito principale va riconosciuto al Professor Virginio Bettini, tragicamente scomparso nel settembre del 2020 a causa degli effetti del COVID.<\/p>\n<p>Nei quarant\u2019anni successivi Legambiente ha sempre combattuto sia i danni sanitari e ambientali, sia il sonno della ragione e delle coscienze prodotto dal modello di sviluppo fondato sui grandi impianti termoelettrici.<br \/>\nSicuramente l&#8217;asta di Terna del febbraio 2022 ha rappresentato una chiave di volta.<br \/>\nAvere escluso dal capacity market le riconversioni a gas dei grandi impianti termoelettrici alimentati a carbone ha, inoltre, favorito significativamente l&#8217;uscita dai combustibili fossili.<br \/>\nOvviamente, la scelta di Enel di non procedere con i progetti di riconversione delle centrali alimentate a carbone era stata gi\u00e0 presa prima dell&#8217;asta di Terna. La decisione di investire sui poli energetici delle rinnovabili \u00e8 stata ufficializzata subito dopo.<br \/>\nL&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, avvenuta tre giorni dopo l&#8217;asta di terna, ha finito con il favorire scelte governative per mantenere provvisoriamente in esercizio gruppi in dismissione delle centrali alimentate a carbone e di puntare sulla Hub del gas che \u00e8 il fulcro reale del piano Mattei proposto dall\u2019attuale governo.<br \/>\nI poli energetici delle rinnovabili invece sono al centro dei programmi di Legambiente per la transizione ecologica ed energetica per un futuro equo e sostenibile.<\/p>\n<p>Da tempo erano ben chiari i programmi europei per giungere alla neutralit\u00e0 climatica entro il 2050, portando l\u2019Europa ad essere carbon free.<br \/>\nLe istituzioni italiane a tutti i livelli, ma anche le rappresentanze imprenditoriali, si sono fatte trovare impreparate.<br \/>\nElettricit\u00e0 Futura, componente importante di Confindustria, ha ben dimostrato le positive ricadute economiche e occupazionali legate alla realizzazione di nuovi impianti da fonti rinnovabili per una produzione annua di 20 GW.<br \/>\nLegambiente e Cgil aprirono il confronto pubblico con Enel sin dall&#8217;aprile del 2022, poco dopo l&#8217;asta di terna.<\/p>\n<p>Evidenti sono i ritardi a Brindisi nel definire i piani per la decarbonizzazione.<br \/>\nL&#8217;autorizzazione integrata ambientale dettava chiaramente i tempi e i contenuti per la dismissione della Centrale termoelettrica Brindisi Sud. Si \u00e8 perso ulteriore tempo rincorrendo l&#8217;impossibile proposta di riconversione che \u00e8 in netto contrasto con i piani di decarbonizzazione promossi dalla UE e ai quali l\u2019Italia deve uniformarsi.<br \/>\nGoverno, Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi, con le rappresentanze imprenditoriali hanno avuto tutto il tempo per costruire un piano per la decarbonizzazione, ma ad oggi non vi \u00e8 stata alcuna proposta concreta.<br \/>\n\u00c8 il governo che deve programmare e coordinare gli interventi di bonifica.<br \/>\n\u00c8 il governo che dal 2007 rinvia le analisi di rischio all&#8217;interno dell&#8217;area SIN.<br \/>\nUna gestione intelligente delle analisi di rischio pu\u00f2 sbloccare i tanti progetti presentati nell&#8217;area SIN.<\/p>\n<p>Legambiente gi\u00e0 alla fine del 2019, con le scuole medie superiori di Brindisi ha presentato proposte per un piano di rigenerazione dell&#8217;area che va dal petrolchimico alla centrale termoelettrica Brindisi sud.<br \/>\nMa quali sono le proposte, direttamente o indirettamente collegabili a Enel, da mettere in campo? e quali altre possono essere richieste?<br \/>\nEnel prevede:<br \/>\n\u2022 un impianto fotovoltaico in area SIN di 140 MW;<br \/>\n\u2022 un impianto di produzione di batterie per l\u2019accumulo;<br \/>\n\u2022 uno stabilimento, da collocare in capannoni Enel della societ\u00e0 ACT Blade, per la produzione di pale eoliche innovative con la prospettiva 128 posti di lavoro all&#8217;inizio e 500 a pieno esercizio;<br \/>\n\u2022 un piccolo impianto fotovoltaico di 6 MW a Cerano e uno eolico di 114 MW a Erchie, entrambi con una quota da destinare a produzione di idrogeno;<\/p>\n<p>Sono inoltre in corso interventi di efficientamento della rete di distribuzione che interessano direttamente Brindisi.<br \/>\nAttualmente la centrale termoelettrica Brindisi sud impiega 230 dipendenti che saranno destinati ad altre attivit\u00e0.<br \/>\nPi\u00f9 complicato sar\u00e0 ricollocare coloro che sono impegnati nell&#8217;indotto (a quanto pare 400). Enel ha avviato un corso di formazione per 120 installatori di pannelli fotovoltaici. Va evidenziato che sono profondamente carenti le figure professionali che vanno dagli installatori e i manutentori, ai tecnici in tutte le filiere connesse alle fonti rinnovabili.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 chiedere di pi\u00f9 a Enel? Assolutamente s\u00ec, ma come pi\u00f9 volte detto, sono in primo luogo le istituzioni e rappresentanze imprenditoriali che devono recuperare i loro ritardi e coordinare piani di dismissione e bonifica di impianti esistenti, di transizione energetica e di investimento sulle rinnovabili, a partire da quanto Enel prospetta.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 comporta eliminare le pastoie burocratiche (che interessano analisi di rischio e progetti presentati o da presentare) e fare una scelta di campo, a cominciare da due questioni che esemplificano le contraddizioni:<\/p>\n<p>1. il progetto del deposito costiero di GNL \u00e8 un anacronismo energetico che blocca un\u2019area fondamentale del porto di Brindisi e rappresenta la negazione nella stessa area dello scalo intermodale del traffico merci da nave a treno e viceversa. Rete ferroviaria italiana, ha\u00a0voluto accelerare il finanziamento e la fase operativa per appaltare i lavori dello scalo intermodale. Sono le istituzioni e la politica che possono far impegnare Enel Logistic in un settore di grandi potenzialit\u00e0 come quello della logistica portuale (a Molfetta la societ\u00e0 Lisa Logistic, in un contesto molto meno favorevole, prospetta da 500 a 700 posti di lavoro).<\/p>\n<p>2. Incredibile \u00e8 il modo in cui \u00e8 stata gestita la possibilit\u00e0 di realizzare a Brindisi la cantieristica per impianti eolici offshore nel basso Adriatico, in una prima avanti non portata avanti in base alla falsa asserzione che il cono di atterraggio dell\u2019aeroporto non consentirebbe il trasposto di aerogeneratori, che in realt\u00e0 verrebbero movimentati non in verticale. Si rischio cos\u00ec perdere cos\u00ec a favore di Taranto una filiera, di significativa ricaduta economica e occupazionale, di produzione di componenti di assemblaggio, di manutenzioni, controllo e supporto per gli impianti da realizzare.<\/p>\n<p>Non sarebbe pi\u00f9 opportuno portare avanti per il porto un progetto per la cantieristica riguardante la filiera di produzione di imbarcazioni da diporto che, preceduta da un piano di formazione specifico, si dice che potrebbe offrire 300 posti di lavoro?<br \/>\nOggi a Brindisi si preferisce sostenere il deposito costiero di GNL, privo di prospettive industriali e capace di fornire appena 38 posti di lavoro, invece di investire sullo sbandierato \u201cporto green\u201d, che i progetti sopra richiamati consentirebbero di costruire, e sul polo energetico delle rinnovabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Doretto Marinazzo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati 40 anni da quel mese di maggio del 1984, quando Legambiente organizz\u00f2 prima a Brindisi e poi a Lignano Sabbiadoro, il primo congresso internazionale in Italia sull&#8217;impatto ambientale delle centrali termoelettriche a carbone e sulla necessit\u00e0 del ricorso alla valutazione di impatto ambientale. La direttiva europea sulla VIA fu promulgata soltanto l&#8217;anno seguente. In un contesto nel quale si sosteneva che l&#8217;abbattimento delle emissioni avvenisse grazie alla diluizione in atmosfera, per la prima volta si compararono normative, studi e tecnologie e si document\u00f2 come realizzare scientificamente uno studio di impatto ambientale. Il Congresso fu un appuntamento di grande importanza per l&#8217;ambientalismo scientifico e il merito principale va riconosciuto al Professor Virginio Bettini, tragicamente scomparso nel settembre del 2020 a causa degli effetti del COVID. Nei quarant\u2019anni successivi Legambiente ha sempre combattuto sia i danni sanitari e ambientali, sia il sonno della ragione e delle coscienze prodotto dal modello di sviluppo fondato sui grandi impianti termoelettrici. 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