{"id":225641,"date":"2024-06-12T17:49:15","date_gmt":"2024-06-12T15:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=225641"},"modified":"2024-06-12T17:49:15","modified_gmt":"2024-06-12T15:49:15","slug":"marinazzo-legambiente-g7-il-mediterraneo-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/marinazzo-legambiente-g7-il-mediterraneo-al-centro\/","title":{"rendered":"Marinazzo (Legambiente): G7 il mediterraneo al centro"},"content":{"rendered":"<p>Il G7 di Borgo Egnazia in Provincia di Brindisi, si svolger\u00e0 in un contesto nel quale i seppur fragili equilibri garantiti dalla \u201cGuerra fredda\u201d sembrano ormai un lontano ricordo, al locus amoenus che ospiter\u00e0 i \u201cSette\u201d, fanno da contraltare le tragiche prospettive che si aprono in un<br \/>\ninquietante scenario dominato da conflitti regionali e internazionali.<\/p>\n<p>Agli arrivi di celebrit\u00e0\u00a0 e politici in terra di Brindisi, si contrappongono gli arrivi di disperati che partono per fuggire dalla fame, dalla guerra, dalla disperazione e dagli effetti di un clima oramai al collasso.<br \/>\nIl Mediterraneo, crocevia di culture millenarie che per secoli si sono intrecciate tra loro e che hanno beneficiato l\u2019una dell\u2019altra, da fonte inesauribile di ricchezza per le nazioni \u00e8 divenuto la tragica frontiera sud dell\u2019Europa. In esso confluiscono problematiche e conflitti creati e poi dimenticati dall\u2019Occidente. Dalla Libia alla Siria attraversando il Mar Rosso fino allo Yemen ne abbiamo l\u2019esempio, ma anche il perenne conflitto Israelo-Palestinese con gli effetti a catena che potranno discendere a causa dei barbarici bombardamenti del campo profughi di<br \/>\nRafah, sotto lo sguardo impotente delle Nazioni Unite.<br \/>\nIl Mediterraneo continua a essere il testimone delle logiche neocoloniali di molti paesi non solo occidentali, che contribuiscono all\u2019instabilit\u00e0 dei paesi nord africani e mediorientali. Oggi stiamo vivendo la tragica esperienza dell\u2019invasione Russa dell\u2019Ucraina e di quanto accade<br \/>\ndopo il 7 ottobre. Siamo di fronte a un ritorno al passato con scelte, quali il Piano Mattei, fondate sui combustibili fossili, rinnegando quella rivoluzione green tanto propagandata dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo deve invece tornare a essere un ponte fra oriente e occidente, un mare dominato dall\u2019Ecopacifismo e non da logiche che hanno portato alla distorsione di grandi slanci democratici come le primavere arabe.<\/p>\n<p>La U.E. che ha votato i nuovi eletti al parlamento europeo una settimana prima del G7, sta purtroppo mostrando la sua debolezza schiacciata dalla storica contrapposizione fra USA\u00a0 e Russia, dalla crescita pervasiva della Cina e dell\u2019India\u00a0 dalla propria incapacit\u00e0 di ritagliarsi un suo ben definito spazio come \u00e8 accaduto dopo la barbara invasione russa dell\u2019Ucraina, dopo gli atti criminali di Hamas del 7 ottobre e oggi, in occasione dell\u2019invasione israeliana di Gaza che ha da subito preso i connotati di un genocidio.<br \/>\nL\u2019Unione europea si stava ponendo come punto avanzato di riferimento della transizione ecologica ed energetica gi\u00e0 da dicembre 2019 approvando il Green New Deal, che oggi alcuni, il governo italiano in testa, definiscono ideologico semplicemente perch\u00e9 continuano a<br \/>\nprevalere gli interessi legati ai combustibili fossili e perch\u00e9 si pagano i ritardi legati alla incapacit\u00e0 o all\u2019impossibilit\u00e0 di investire sulle filiere delle produzioni energetiche da fonti rinnovabili e sulla mobilit\u00e0 sempre pi\u00f9 elettrica e sulla rigenerazione industriale e urbanistica, favorendo l\u2019efficientamento energetico e programmi quali le \u201ccase green\u201d.<\/p>\n<p>Che ci sia bisogno di un cambio di rotta lo dimostrano gli effetti devastanti dei mutamenti climatici che colpiscono soprattutto i paesi e le popolazioni pi\u00f9 povere; un esempio \u00e8 l\u2019alluvione in Afghanistan, dove il dissesto idrogeologico ha raggiunto livelli devastanti,<br \/>\naggravati dalla distruzione degli ecosistemi causata dal rilascio in ambiente di sostanze tossiche a causa dei decennali bombardamenti. Tuttavia i Paesi pi\u00f9 \u201csviluppati\u201d non sono esenti dalla crisi climatica, come dimostra l\u2019aumento vertiginoso degli eventi catastrofici che ha<br \/>\ncolpito l\u2019Italia nel 2023, aumentati del 22% rispetto al solo 2022: ricordiamo le esondazioni sempre pi\u00f9 frequenti o la crescente crisi idrica in Sicilia o le alluvioni in Emilia Romagna dello scorso anno e in Baviera e nel Baden-W\u00fcrttemberg (Germania), qualche settimana fa.<br \/>\nGli Stati Europei non sono preparati ad affrontare una crisi migratoria senza precedenti e il patto europeo sulle migrazioni non risolver\u00e0 il problema, non sar\u00e0 capace nemmeno di arginarlo. Secondo i dati raccolti dal report di Legambiente sui migranti climatici in collaborazione con l\u2019Agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR), entro il 2050, 216 milioni di persone abbandoneranno la propria terra in cerca di una \u201cterra promessa\u201d, affrontando soprusi, violenze e sfidando la morte. La situazione \u00e8 talmente grave da aver spinto l\u2019UNHCR, in collaborazione con alcune prestigiose universit\u00e0, a elaborare un piano di \u201cRicollocamento delle popolazioni in aree a rischio\u201d.<\/p>\n<p>Un sempre crescente numero di migranti attraverser\u00e0 proprio il Mediterraneo, \u00e8 per questo motivo che Legambiente ritiene che tra i temi del G7 debbano esserci la crisi migratoria nel Mediterraneo. Quest\u2019ultimo non come quel \u201cmare mostrum\u201d, come molti lo dipingono e che<br \/>\npurtroppo i fatti mostrano, ma come un mare di pace che unisce e consente programmi di sviluppo comune e di cooperazione e gli scambi conseguenti. In questo senso il green new deal deve essere lo strumento che l\u2019Unione europea pu\u00f2 mettere in campo nel suo stesso interesse perch\u00e9 la crescita della cooperazione, della solidariet\u00e0 e dello sviluppo sostenibile, a cominciare da quello dei paesi africani, sono condizioni sine qua non per la crescita della stessa UE. Invece il perdurare di visioni colonialistiche che sono dietro programmi quali il piano Mattei, non fermeranno le migrazioni ma le accentuerebbero insieme all\u2019instabilit\u00e0 e ai conflitti e a quel rischio di reazioni a catena che \u00e8 gi\u00e0 in corso.<\/p>\n<p>A programmi che prevedono il perdurare di modelli di sviluppo fondati sui combustibili fossili e sull\u2019esaurimento di risorse naturali vanno contrapposti, come Legambiente evidenzia nei suoi report e proposte di piani effettivi di sviluppo sostenibile che prevedano l\u2019integrazione nei paesi occidentali, primo fra tutti in Italia, dei migranti oggi respinti, trattenuti in condizioni disumane nei Centri per il Rimpatrio o dimenticati. Piani che soprattutto garantiscano la valorizzazione delle risorse territoriali nei paesi del cos\u00ec detto \u201cTerzo Mondo\u201d, risorse che<br \/>\ntroppo spesso continuano a essere sfruttate dai paesi pi\u00f9 industrializzati.<\/p>\n<p>Lo UN Environment Program evidenziava che gi\u00e0 il 2017 \u00e8 stato un anno record di occupazione aumentata dell\u20198,7% generando maggiori e pi\u00f9 remunerativi posti di lavoro rispetto a quelli tradizionali anche se il solare fotovoltaico era concentrato in un piccolo numero di Paesi. \u00c8 stato stimato che l\u2019industria eolica ha impiegato 1,1 milioni di persone a livello globale e quella dei biocarburanti 1,93 milioni.<\/p>\n<p>Il Porto di Brindisi nel 2009 \u00e8 stato riconosciuto dall\u2019UNESCO come \u201cMonumento testimone di cultura di pace nel mondo\u201d ed \u00e8 questa cultura assieme a i programmi di transizione energetica ed ecologica che ci portano a chiedere che il Mediterraneo sia al centro della discussione fra i Paesi del G7, il Segretario Generale dell\u2019ONU, la Presidente della Commissione Europea e Papa Francesco che richiama costantemente al rispetto di questi valori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A firma di<br \/>\nDoretto e Tommaso Marinazzo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il G7 di Borgo Egnazia in Provincia di Brindisi, si svolger\u00e0 in un contesto nel quale i seppur fragili equilibri garantiti dalla \u201cGuerra fredda\u201d sembrano ormai un lontano ricordo, al locus amoenus che ospiter\u00e0 i \u201cSette\u201d, fanno da contraltare le tragiche prospettive che si aprono in un inquietante scenario dominato da conflitti regionali e internazionali. 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