{"id":226289,"date":"2024-06-24T09:28:13","date_gmt":"2024-06-24T07:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=226289"},"modified":"2024-06-24T09:28:13","modified_gmt":"2024-06-24T07:28:13","slug":"magia-della-musica-leonardo-leo-risuona-a-maddaloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/magia-della-musica-leonardo-leo-risuona-a-maddaloni\/","title":{"rendered":"Magia della musica: Leonardo Leo risuona a Maddaloni"},"content":{"rendered":"<p>Il direttore artistico del \u201c<strong>Barocco Festival Leonardo Leo<\/strong>\u201d, <strong>Cosimo Prontera<\/strong>, da tempo auspicava un contatto con gli ambienti culturali della citt\u00e0 di <strong>Maddaloni<\/strong>, centro nella provincia di <strong>Caserta<\/strong>, dove la storica famiglia <strong>Carafa<\/strong> visse trasformandosi da feudataria in ducato con vocazione al mecenatismo tra <strong>Sei e Settecento<\/strong>. Ma perch\u00e9 i <strong>Carafa<\/strong>? \u00a0\u00ab<em>La nostra attenzione<\/em> &#8211; dice <strong>Prontera<\/strong> &#8211; <em>si \u00e8 concentrata sul duca <strong>Marzio Carafa<\/strong>, uomo di straordinario spessore culturale che arricchi\u0300 la biblioteca di famiglia con libri pregevolissimi. Nel 1727 ospito\u0300 a Maddaloni il Papa Benedetto VIII, e nel 1734 accolse l\u2019Infante di Spagna, Carlo, figlio di re Filippo V. Sposo\u0300, nel 1730, Anna Colonna, discendente da una famiglia che aveva protetto molti musicisti e nel suo palazzo accolse numerosi musicisti e compositori, ai quali chiedeva con particolare enfasi musica per violoncello. Il palazzo Carafa di Maddaloni, costruito nel Cinquecento dalla famiglia d\u2019Avalos, fu per oltre mezzo secolo uno dei luoghi della musica piu\u0300 importanti del viceregno napoletano: nelle sue stanze videro la luce l\u2019opera \u201cGli equivoci nel sembiante\u201d di un appena ventenne e gia\u0300 geniale Alessandro Scarlatti, la \u201cSinfonia per violoncello e basso\u201d di Giambattista Pergolesi e i <strong>sei concerti per violoncello<\/strong> che <strong>Leonardo Leo<\/strong> compose tra il 1737 e il 1738 \u201cper solo servizio di Sua Eccellenza il signore Duca di Madalone\u201d. Don Marzio era un \u201cdilettante\u201d &#8211; nell\u2019accezione antica &#8211; di violoncello che commission\u00f2 lavori ai compositori del tempo. Anche il giovanissimo Pergolesi fu al suo servizio e si pensa che il celeberrimo Stabat fu commissionato da Don Marzio. Quindi <\/em>&#8211; continua <strong>Prontera<\/strong> &#8211; <em>la riesecuzione dei concerti che Don Lionardo compose per Don Marzio Carafa nella dimora di Maddaloni dove verosimilmente furono eseguiti per la prima volta, assume una tensione emotiva emblematica, contestualmente ad un percorso storico musicale di enorme rilievo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Repertorio per una esecuzione non comune e di singolare potenza espressiva, affidato a musicisti di grande talento e sensibilita\u0300. Tutto sar\u00e0 proposto nel pieno rispetto di una riesecuzione storicamente informata, ambiti filologici-musicali che <strong>Prontera<\/strong> da tempo ci propone nel \u201c<strong>Barocco Festival Leonardo Leo<\/strong>\u201d al fine di farci rivivere la medesima e coinvolgente esperienza sonora di cui, nel Settecento, i convenuti a quella prima esecuzione godettero. L\u2019organico dell\u2019ensemble \u201c<strong>La<\/strong> <strong>Confraternita de\u2019 Musici<\/strong>\u201d sar\u00e0 composto da: <strong>Gaetano Nasillo<\/strong> <em>violoncello solista<\/em>, <strong>Cosimo Prontera<\/strong> <em>direttore al c<\/em><em>embalo, <\/em><strong>Raffaele Tiseo<\/strong> <em>violino primo, <\/em><strong>Federico Valerio<\/strong> <em>violino secondo, <\/em><strong>Fabio De Leonardis<\/strong> <em>violoncello, <\/em><strong>Maurizio Ria<\/strong><em> violone.<\/em><\/p>\n<p>Quest\u2019anteprima del \u201c<strong>Barocco Festival 2024<\/strong>\u201d sar\u00e0 occasione per il sindaco di Maddaloni, dott. <strong>Andrea Filippo<\/strong>, e il sindaco di San Vito dei Normanni, citt\u00e0 natale di Leo, prof.ssa <strong>Silvana Errico<\/strong>, di incontrarsi per stringere rapporti pi\u00f9 profondi di collaborazione e ribadire i comuni impegni per la Cultura, unico antidoto contro una volgarit\u00e0 dilagante, capace di superare e accorciare, nel rispetto di chi si ha di fronte, distanze e differenze. \u00ab<em>Questi sono i nostri gioielli che tutto in mondo ci invidia: musica non strillata di una bellezza inaudita capace di rimanere nel tempo e non per il passaggio di una moda<\/em>\u00bb, cos\u00ec si \u00e8 espressa il sindaco <strong>Errico<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Leonardo Leo<\/strong>, allora maestro della Real Cappella e considerato il piu\u0300 autorevole didatta attivo a <strong>Napoli<\/strong>, tra il settembre 1737 e l\u2019agosto del 1738, compose sei lavori: cinque hanno l\u2019immutato titolo \u201c<strong>Concerti di Violoncello con V.V., per solo servizio di S.E. il sig. Duca di Madalona<\/strong>\u201d, mentre l\u2019ultimo conserva la piu\u0300 arcaica denominazione di \u201c<strong>Sinfonia concertata di violoncello, con V.V<\/strong>\u201d. I manoscritti ci sono pervenuti autografi e sono conservati presso la <strong>Biblioteca del Conservatorio di Napoli<\/strong>. Queste pagine presentano &#8211; al di la\u0300 della loro bellezza &#8211; una notevole importanza storica. Insieme ai <strong>concerti di<\/strong> <strong>Vivaldi<\/strong>, composti qualche anno prima, sono tra le prime opere a vedere il violoncello in veste solistica, dunque svincolato dai compiti di basso continuo. <strong>Leo<\/strong> non solo riusci\u0300 a liberare il violoncello da questo ruolo, ma prese in considerazione la sua intensa sonorita\u0300 con una quantita\u0300 di melodie espressive e cantabili che non ha eguali nel repertorio concertistico per violoncello. <strong>Leo<\/strong> seppe essere innovativo anche sotto l\u2019aspetto stilistico, alla luce della scelta di adottare nei primi movimenti un abbozzo di forma sonata (una forma pressoche\u0301 sconosciuta tra i compositori attivi a <strong>Napoli<\/strong> nei primi decenni del <strong>XVIII secolo<\/strong>), che contribuisce a rendere questi concerti, concepiti secondo il collaudato modello della sonata da chiesa, piu\u0300 interessanti e originali rispetto alla maggior parte delle opere coeve. Sotto il profilo espressivo, <strong>Leo<\/strong> ottenne risultati davvero eccellenti abbinando stilemi propri del passato, come passaggi fugati, a spunti dal sapore decisamente teatrale, come il <em>larghetto a mezza voce<\/em> del \u201c<strong>Concerto n. 1 in la maggiore<\/strong>\u201d, una meravigliosa oasi di delicato lirismo e di spiccata cantabilita\u0300.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento \u00e8 per <strong>sabato 29 giugno<\/strong> a <strong>Maddaloni<\/strong>, presso il <strong>Museo Archeologico Calatia<\/strong> alle <strong>ore 19<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il direttore artistico del \u201cBarocco Festival Leonardo Leo\u201d, Cosimo Prontera, da tempo auspicava un contatto con gli ambienti culturali della citt\u00e0 di Maddaloni, centro nella provincia di Caserta, dove la storica famiglia Carafa visse trasformandosi da feudataria in ducato con vocazione al mecenatismo tra Sei e Settecento. Ma perch\u00e9 i Carafa? \u00a0\u00abLa nostra attenzione &#8211; dice Prontera &#8211; si \u00e8 concentrata sul duca Marzio Carafa, uomo di straordinario spessore culturale che arricchi\u0300 la biblioteca di famiglia con libri pregevolissimi. Nel 1727 ospito\u0300 a Maddaloni il Papa Benedetto VIII, e nel 1734 accolse l\u2019Infante di Spagna, Carlo, figlio di re Filippo V. Sposo\u0300, nel 1730, Anna Colonna, discendente da una famiglia che aveva protetto molti musicisti e nel suo palazzo accolse numerosi musicisti e compositori, ai quali chiedeva con particolare enfasi musica per violoncello. 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