{"id":226579,"date":"2024-07-01T07:36:19","date_gmt":"2024-07-01T05:36:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=226579"},"modified":"2024-07-08T10:05:48","modified_gmt":"2024-07-08T08:05:48","slug":"armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-terza-puntata-una-band-per-sognare-di-marco-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-terza-puntata-una-band-per-sognare-di-marco-greco\/","title":{"rendered":"ARMI, CHITARRE &#038; ZAINI \u2013 Una storia del Sud: Seconda Edizione \u2013 Terza puntata: \u201cUNA BAND PER SOGNARE\u201d. Di Marco Greco"},"content":{"rendered":"<p>Il manuale delle istruzioni della vita diceva che solo il suono della chitarra classica dello zu Pippi non trovava ostacoli. Il 1978 fu un anno importante a livello musicale. Nelle sale cinematografiche arriv\u00f2 \u201cLa febbre del sabato sera\u201d. Se John Travolta fu l\u2019eroe per molti adolescenti, il giovane campagnolo decise che \u201cWe will rock you\u201d dei Queen era la canzone che poteva rappresentarlo meglio.<\/p>\n<p>Ricomporre la propria vita e la voglia di suonare, tra paure e debolezze, la riservatezza e la passione, portarono ad iniziare un percorso artistico stimolante e pieno di speranza. L\u2019inizio fu quasi casuale.<\/p>\n<p>Una sera un gruppo di nuovi amici conosciuti davanti al flipper del bar di un distributore di benzina, si esibisce in uno scantinato di una palazzina di Tricase porto: Pierluigi suonava il basso. I genitori erano musicisti. Il padre faceva di mestiere il calzolaio, suonava il trombone ed era uno dei componenti della banda musicale di \u201cMesciu Nino\u201d. La madre teneva in privato lezioni di canto per le bambine, la cui principale ambizione era quella di cantare nel coro parrocchiale nei giorni di festa. Flavia era la pi\u00f9 brava e la pi\u00f9 vispa di tutte: <em>\u201cCantare in un coro della chiesa \u00e8 una sensazione bellissima ma cantare a Natale nella messa di mezzanotte ti riempie di felicit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Mario era il cantante, suonava anche la chitarra ed aveva una forte propensione verso la poesia e il teatro sperimentale. Donato invece suonava la batteria, era quello che aveva i capelli pi\u00f9 lunghi rispetto agli altri e il pi\u00f9 ciarliero del gruppo. I suoi proverbiali \u201ccosich\u00e8\u201d iniziavano ogni genere di conversazione. Al gruppo si aggiunse Giorgio, un tipetto molto riservato, costantemente con il quotidiano \u201cLotta Continua\u201d tra le mani, era molto efficace come tecnico del suono.<\/p>\n<p>Nonostante la giovane et\u00e0, tutti i componenti lavoravano nelle piccole aziende di famiglia. Ognuno di essi aveva acquistato i propri strumenti musicali di seconda e terza mano in un negozio di Lecce. Alle prove doveva esserci un altro musicista, ma non si present\u00f2. Dario prese la chitarra elettrica e inizi\u00f2 a suonare.<\/p>\n<p>Gli altri ragazzi apprezzarono: \u201cDovremmo farlo pi\u00f9 spesso\u201d, esclam\u00f2 soddisfatto Mario.<\/p>\n<p>\u201cA dire il vero \u00e8 la prima volta che suono la chitarra elettrica\u201d, rispose un incredulo Dario.<br \/>\n\u201cSignifica che hai talento, bene cos\u00ec\u201d, ribatt\u00e8 Mario<\/p>\n<p>Dario aveva il germe dell\u2019idea da tempo. In pieno fermento punk, il rock\u2019n\u2019roll gli scorreva nelle vene. Nella terra rocciosa del Salento si voleva celebrare un\u2019alternativa alle storiche canzoni popolari cantate durante la raccolta del tabacco. Quello scantinato vicino al mare era diventato una stanza fantastica perch\u00e9 era piena di vinili, strumenti musicali, cavi e amplificatori. Un piccolo registratore a bobine dava la possibilit\u00e0 di registrare e ascoltarsi.<\/p>\n<p>Quella sala prove era di propriet\u00e0 di Amerigo, un musicista che viveva a Tivoli e lavorava nell\u2019Orchestra della Rai a Roma. Dai genitori aveva ereditato alcuni appartamenti sul mare che venivano affittati durante il periodo estivo. La band non aveva ancora un nome, ma le cose iniziavano a ingranare. Tutti andavano nella stessa direzione.<\/p>\n<p>Le decisioni venivano prese insieme. Oltre alla musica i componenti della band avevano imparato ad essere anche amici. Il richiamo alla controcultura era diventato molto forte. Lo studio, una nuova coscienza civile, un idealismo puro, semplice e incontaminato fornivano un\u2019adeguata lettura a una colonna sonora ricca di conoscenza, tumulti e ribellione.<\/p>\n<p>I giovani musicisti non volevano comprare la propria felicit\u00e0, e nemmeno rubarla. Dario continuava a sognare quel treno che lo aveva portato a Roma. Forse un segno del destino o un sogno premonitore per un futuro da ricostruire.<\/p>\n<p><em>\u201cE sul binario stava la locomotiva, la macchina sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno mordesse la rotaia con muscoli d\u2019acciaio\u201d . (Francesco Guccini)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il manuale delle istruzioni della vita diceva che solo il suono della chitarra classica dello zu Pippi non trovava ostacoli. Il 1978 fu un anno importante a livello musicale. Nelle sale cinematografiche arriv\u00f2 \u201cLa febbre del sabato sera\u201d. Se John Travolta fu l\u2019eroe per molti adolescenti, il giovane campagnolo decise che \u201cWe will rock you\u201d dei Queen era la canzone che poteva rappresentarlo meglio. Ricomporre la propria vita e la voglia di suonare, tra paure e debolezze, la riservatezza e la passione, portarono ad iniziare un percorso artistico stimolante e pieno di speranza. L\u2019inizio fu quasi casuale. Una sera un gruppo di nuovi amici conosciuti davanti al flipper del bar di un distributore di benzina, si esibisce in uno scantinato di una palazzina di Tricase porto: Pierluigi suonava il basso. I genitori erano musicisti. Il padre faceva di mestiere il calzolaio, suonava il trombone ed era uno dei componenti della banda musicale di \u201cMesciu Nino\u201d. 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