{"id":227752,"date":"2024-07-22T00:27:01","date_gmt":"2024-07-21T22:27:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=227752"},"modified":"2024-07-31T17:41:21","modified_gmt":"2024-07-31T15:41:21","slug":"armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-sesta-puntata-il-colpo-di-fulmine-di-marco-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-sesta-puntata-il-colpo-di-fulmine-di-marco-greco\/","title":{"rendered":"ARMI, CHITARRE &#038; ZAINI \u2013 Una storia del Sud: Seconda Edizione \u2013 Sesta puntata: \u201cIL COLPO DI FULMINE\u201d. Di Marco Greco"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cCorro da te, oh quando la sensazione \u00e8 giusta corro tutta la notte, corro da te\u201d. (Brian Adams)<\/em><br \/>\nSotto le Torri degli Asinelli girava voce che era arrivata una band interessante e coinvolgente proveniente dal Tacco d\u2019Italia. La curiosit\u00e0 portava diversi giovani appassionati di musica a frequentare la sala prove del gruppo pugliese. In quel posto, il cuore di Dario inizi\u00f2 presto a battere forte per Anna Rita, una ragazza dagli occhi chiari come il mare, i capelli ricci e le labbra carnose, con i piccoli piedi nudi che danzavano sulle canzoni. Nei suoi discorsi c\u2019era sempre un ricordo, un riferimento nei confronti del padre, capostazione delle Ferrovie dello Stato a Forl\u00ec:<br \/>\n\u201cMio padre \u00e8 cresciuto a immaginare i viaggi. Da piccolo emulava il fischio del treno. E\u2019 entrato in ferrovia e ha visto gli altri viaggiare. Lui \u00e8 ancora fermo sotto una pensilina\u201d.<\/p>\n<p>Dotata di una bella e possente voce, Anna Rita aveva un lavoro stagionale presso la reception di un grande albergo sulla riviera romagnola. Il feeling con Dario era quello giusto, un unico cuore pieno di gioia e rivoluzione. La ragazza era spesso coinvolta come corista durante le registrazioni. Stava per diventare a tutti gli effetti un nuovo componente del gruppo. Con l\u2019ingresso di Anna Rita, la band aveva modificato gli arrangiamenti. Alcune canzoni rimasero simili, altre presero nuova vita:<\/p>\n<p>\u201cLa mia voce \u00e8 frutto di sensazioni\u201d \u2013 raccontava Anna Rita \u2013 \u201cNon ho mai elaborato o studiato nulla in funzione di essa\u201d.<br \/>\nAmore e musica si mescolavano in tutti i luoghi. Dario e Anna Rita pensarono di comprare un\u2019auto per gli spostamenti. La scelta non fu casuale. I due ragazzi scelsero una Citroen 2 CV Charleston bord\u00f2-nero, la cosiddetta \u201cdue cavalli\u201d, un\u2019auto come stile di vita grazie al suo look un po\u2019 retr\u00f2 e decisamente simpatico. Quella curiosa auto sempre piena di chitarre, zaini e sacchi a pelo, nonostante la totale assenza di comfort, divenne il loro nido d\u2019amore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cRicordo il primo viaggio in una Citroen Dyane, una mano sul volante, l\u2019altra sulla penna, finch\u00e8 non abbiamo raggiunto la terra promessa, un posto migliore da comprendere\u201d. (Via del Blues)<\/em><br \/>\nDario e Anna Rita amavano il mare ma non la riviera romagnola, troppo piena di schiamazzi, alghe e balere dove il simpatico ritornello \u201cRomagna mia, lontan da te non si pu\u00f2 star!\u201d di Casadei risuonava nell\u2019aria in ogni momento della giornata. Dario era un ragazzo simbolo del sud, la ragazza inseguiva il sogno europeo: sembrava una grande storia che meritava una adeguata sceneggiatura.<br \/>\n\u201cLa loro storia \u00e8 forse un po\u2019 troppo intinta nello zucchero\u201d, commentavano ironicamente gli amici. A Dario e Anna Rita piaceva rispondere:<br \/>\n\u201cIl passato non \u00e8 pi\u00f9, del futuro non si sa, godiamo un bellissimo presente\u201d.<\/p>\n<p>Anna Rita rappresentava uno stimolo alla cultura e all\u2019ampliamento della conoscenza. Dario invece era una forza della natura, il sangue rigenerato del pi\u00f9 orgoglioso degli uomini del sud. Forse per questa naturalezza e innocenza fece breccia nel cuore della ragazza dagli occhi verdi. I componenti della band riuscivano a organizzare con successo i turni di lavoro coniugando bene gli impegni lavorativi a quelli musicali. Un giorno assistette alle sessioni un certo Amedeo, detto \u201cil messicano\u201d per la folta chioma e un paio di baffi spessi e cespugliosi. Dietro a quella faccia da tricheco si nascondeva un noto critico musicale e produttore discografico, molto temuto e rispettato dai musicisti del nord Italia. Il messicano rimase colpito dalle esecuzioni dei musicisti salentini, tanto da chiedere una demo per un ulteriore e pi\u00f9 attento ascolto. Amedeo \u201cil messicano\u201d nel continuo divagare da regione in regione finiva per mettere a confronto le varie band incontrate. Quasi ogni regione presentava caratteristiche importanti e differenze di stile. Les Guitars &amp; Guns avevano una marcia in pi\u00f9. Alcuni giorni dopo, Amedeo si present\u00f2 alla band con un contratto da firmare che comprendeva una serie di concerti, un disco 45 giri e un inedito da inserire in una compilation di gruppi emergenti italiani. Il messicano, dopo la firma sul contratto si rivolse ai componenti:<\/p>\n<p>\u201cSiete una band solida, il tempo ci dir\u00e0 se sarete in grado di diventare una vera band con un sound proprio e canzoni pi\u00f9 personali. Ho fiducia in voi\u201d.<\/p>\n<p>Les Guitars &amp; Guns partivano con un progetto ambizioso. Nell\u2019aria c\u2019erano ancora gli echi di un\u2019estate che stava terminando ma il rock italiano si prestava ad ascoltare la colonna sonora portante dei sogni pi\u00f9 magnifici di un gruppo di ragazzi determinati del profondo sud. Poteva cos\u00ec iniziare ufficialmente una storia musicale di cruda purezza. Les Guitars &amp; Guns iniziarono a mettere sulle demo le prime canzoni, a suonare dal vivo come forsennati e a conquistare una fama crescente supportati da centinaia di agguerriti sostenitori. Il palco spingeva a suonare sempre pi\u00f9 potenti ma con grande classe, mostrando le diverse facce della band. On stage, i giovani rockers sottolineavano quanto un viaggio dalla terra d\u2019origine fosse ben ripagato da un colpo d\u2019occhio come quello che si trovavano davanti durante i concerti.<\/p>\n<p>\u201cQuelli del sud suonano meglio forse perch\u00e9 trattasi di una terra di sognatori\u201d. Commentava con entusiasmo la gente. Les Guitars &amp; Guns facevano scivolare le piccole platee dei locali dentro una vera e propria festa collettiva. La matrice politica e proletaria, porter\u00e0 il gruppo a suonare nelle assemblee studentesche e durante le manifestazioni di piazza dei lavoratori condividendo denuncia sociale ed estetismo culturale al servizio di messaggi civili. La chitarra di Dario era supportata da un gruppo che girava a mille. Quando si concedeva qualche pausa, erano Mario, Donato, Pierluigi e le magie di Giorgio al mixer a rubargli la scena. Anna Rita era la ciliegina sulla torta. Era la corista che mancava: voce struggente, tosta, profonda, associata a un\u2019infinita grinta. Erano i giusti ingredienti per un sound che ti entrava e scorreva nelle vene fino a toccare il cuore e accarezzare l\u2019anima. Gli articoli sulle fanzine locali e le interviste alla radio crescevano ogni settimana:<\/p>\n<p>\u201cVeniamo tutti da famiglie di operai e contadini\u201d \u2013 raccontava Mario \u2013 \u201cLa musica non era certo tra le cose prioritarie. Quello che ascoltavamo veniva trasmesso alla radio. I nostri genitori dicevano che abbiamo dimostrato sempre interesse per la musica anche se non potevamo permetterci di comprare strumenti nuovi. Siamo tutti autodidatta. Siamo cresciuti scambiandoci informazioni, pane e amicizia vera\u201d.<\/p>\n<p>Dario aveva personalizzato la sua chitarra prendendo spunto dal celebre messaggio di Woody Guthrie:<br \/>\n\u201cThis machine kills fascist\u201d.<\/p>\n<p>Gli echi di quello slogan contro soprusi e razzismi, associati a canti per la libert\u00e0 e di resistenza risuonavano forte nei testi dei Les Guitars &amp; Guns.<br \/>\n<em>\u201cPiuttosto moriamo sui nostri piedi, che continuare a vivere sulle nostre ginocchia\u201d. (James Brown)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCorro da te, oh quando la sensazione \u00e8 giusta corro tutta la notte, corro da te\u201d. (Brian Adams) Sotto le Torri degli Asinelli girava voce che era arrivata una band interessante e coinvolgente proveniente dal Tacco d\u2019Italia. La curiosit\u00e0 portava diversi giovani appassionati di musica a frequentare la sala prove del gruppo pugliese. In quel posto, il cuore di Dario inizi\u00f2 presto a battere forte per Anna Rita, una ragazza dagli occhi chiari come il mare, i capelli ricci e le labbra carnose, con i piccoli piedi nudi che danzavano sulle canzoni. Nei suoi discorsi c\u2019era sempre un ricordo, un riferimento nei confronti del padre, capostazione delle Ferrovie dello Stato a Forl\u00ec: \u201cMio padre \u00e8 cresciuto a immaginare i viaggi. Da piccolo emulava il fischio del treno. E\u2019 entrato in ferrovia e ha visto gli altri viaggiare. 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