{"id":228083,"date":"2024-07-27T15:52:48","date_gmt":"2024-07-27T13:52:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=228083"},"modified":"2024-07-31T17:43:48","modified_gmt":"2024-07-31T15:43:48","slug":"la-via-appia-e-patrimonio-mondiale-dellunesco-dipietrangelo-un-successo-di-piu-territori-che-sia-la-fine-dellinizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-via-appia-e-patrimonio-mondiale-dellunesco-dipietrangelo-un-successo-di-piu-territori-che-sia-la-fine-dellinizio\/","title":{"rendered":"La Via Appia \u00e8 Patrimonio Mondiale dell&#8217;Unesco, Dipietrangelo: &#8220;un successo di pi\u00f9 territori. Che sia la fine dell&#8217;inizio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Un successo di pi\u00f9 territori, della citt\u00e0 di Brindisi e di quanti ci hanno creduto in questi ultimi anni. E\u2019 solo la fine dell\u2019inizio. Adesso bisogna andare avanti con impegni comuni e coerenti con la storia ma rivolti al futuro.<\/p>\n<p>Ho seguito con interesse, con interventi ed articoli e con convinta partecipazione, anche come neofita vitivinicoltore, tutto il percorso e le iniziative che hanno portato a questo importante risultato. Tra le proposte che hanno dato forza al riconoscimento oltre a quelle dei siti e delle testimonianze fisiche e infrastrutturali che archeologi e competenze scientifiche hanno riportato alla luce,mi \u00e8 sembrata molto interessante e innovativa la proposta di fare dell\u2019area del Cillarese (canale e bacino) il parco terminale dell\u2019Appia antica.<\/p>\n<p>La sua valorizzazione pu\u00f2 diventare certamente un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La certezza storica e infrastrutturale, se non l\u2019ovviet\u00e0, \u00a0\u00e8 che l\u2019Appia iniziava a Roma e finiva a Brindisi. E dopo il parco dell\u2019Appia antica di Roma che ho avuto modo di visitare e approfondirne le sue attrattivita\u2019 turistiche ed enogastronomiche, realizzare quello dell\u2019Appia antica di Brindisi darebbe valore all\u2019intero tracciato e un ulteriore contributo ad una idea di citt\u00e0 e del suo sviluppo passato ma anche futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I Romani realizzavano le strade \u00a0per logiche militari, di dominio e di espansione ma mentre le costruivano attorno ad esse si realizzava sviluppo e, come diremmo nei giorni nostri, attrazione di investimenti. A dimostrazione che le infrastrutture, da sempre, non servono solo per far transitare \u00a0uomini e merci ma creano anche altre utilit\u00e0, culture e civilt\u00e0. La via Appia e la Traiana hanno rappresentato, per la loro parte terminale nel nostro territorio, fattore di sviluppo, di modernizzazione anche nel settore agricolo e vitivinicolo. Le derrate alimentari e il vino necessari per approvvigionare le truppe che si imbarcavano dal porto di Brindisi, terminal della via Appia e della via Traiana, venivano prodotti in questa area. La viticoltura fu portata nei nostri territori dai messapi ma ebbe un salto di qualit\u00e0 e anche di quantit\u00e0 proprio con i Romani.<\/p>\n<p>Il porto di Brindisi raggiungibile con la via Appia e con la Traiana per ragioni prima di carattere militare e poi per il ruolo che contestualmente veniva ad assumere anche dal punto di vista commerciale nel mediterraneo divent\u00f2 fattore di sviluppo territoriale. E non a caso i romani nel fare le strade sceglievano tracciati dove era possibile sviluppare, incrementare o realizzare attivit\u00e0 agricole necessarie all\u2019approvvigionamento di derrate alimentari per i propri soldati e per i bisogni della vita quotidiana.E si costruivano tracciati preferibilmente vicini a corsi d\u2019acqua. Il vino era un alimento indispensabile cos\u00ec come l\u2019olio anche per bisogni non solo alimentari.<\/p>\n<p>La viticoltura e l\u2019olivicoltura della campagna che arrivava fino a Brindisi si sviluppano cos\u00ec. La testimonianza pi\u00f9 importante \u00e8 rappresentata, oltrech\u00e9 dalla fertilit\u00e0 dei terreni brindisini, dalla presenza delle fornaci di anfore utilizzate per il trasporto via mare di vino e di olio.<\/p>\n<p>Mentre allora si definiscono i contenuti per una pi\u00f9 ampia progettazione per la valorizzazione dell\u2019Appia antica nell\u2019ambito del suo riconoscimento UNESCO sarebbe opportuno conoscere bene e con precisione il vero tracciato della stessa nei nostri territori e in particolare quello brindisino, senza farsi condizionare dal recente vissuto o da riferimenti relativi all\u2019attuale via Appia. Il tracciato non \u00e8 certamente quello che comunemente abbiamo conosciuto in epoca moderna, la vecchia statale poi trasformatasi nell\u2019attuale superstrada che porta a Taranto.<\/p>\n<p>Gli storici locali,e non solo loro, sostengono che il tracciato della vera Appia antica \u00a0sia quello della vecchia strada per Mesagne oggi strada comunale per lo Spada e Casignano. Una parallela della statale e costeggiante i canali (Capece, Galina, Cillarese) che allora bagnavano le campagne del territorio e arrivavano fino al seno di ponente del porto di Brindisi.Come Tenuta Lu Spada nel recuperare e sviluppare la vecchia vocazione vitivinicola di terreni su cui abbiamo deciso di piantare i nostri vigneti, abbiamo scoperto che questi si ritrovano a ridosso di questo tracciato o, come sostiene qualche storico, addirittura attraversati dal tracciato terminale dell\u2019 Antica.<\/p>\n<p>Abbiamo sostenuto con nostre iniziative e valutazioni quanti hanno lavorato per la progettazione per il riconoscimento Unesco a partire da quelle della Legambiente e dell\u2019associazione &#8220;Brindisi e Le Antiche Strade&#8221; partecipando a tutte le Appia day.<\/p>\n<p>Bisogna evitare allora che per qualsiasi progetto esecutivo per la valorizzazione della nostra \u201cregina viarum\u201d prevalgano inutili campanilismi e\/o sovrapposizioni di studi e progetti ma sopratutto approssimazioni e superficialit\u00e0 storiche dal momento che pu\u00f2 essere una occasione utile per ridare identit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 ai nostri territori attraversati dall\u2019Appia antica anche iniziando a dotarli di una \u00a0vera segnalazione e lasciando cos\u00ec alle future generazioni le tracce \u00a0e i luoghi giusti del passato e non solo semplici nomi o addirittura forzature topografiche artificiose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Amministratore Tenute lu spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un successo di pi\u00f9 territori, della citt\u00e0 di Brindisi e di quanti ci hanno creduto in questi ultimi anni. E\u2019 solo la fine dell\u2019inizio. Adesso bisogna andare avanti con impegni comuni e coerenti con la storia ma rivolti al futuro. Ho seguito con interesse, con interventi ed articoli e con convinta partecipazione, anche come neofita vitivinicoltore, tutto il percorso e le iniziative che hanno portato a questo importante risultato. Tra le proposte che hanno dato forza al riconoscimento oltre a quelle dei siti e delle testimonianze fisiche e infrastrutturali che archeologi e competenze scientifiche hanno riportato alla luce,mi \u00e8 sembrata molto interessante e innovativa la proposta di fare dell\u2019area del Cillarese (canale e bacino) il parco terminale dell\u2019Appia antica. La sua valorizzazione pu\u00f2 diventare certamente un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico. &nbsp; La certezza storica e infrastrutturale, se non l\u2019ovviet\u00e0, \u00a0\u00e8 che l\u2019Appia iniziava a Roma e finiva a Brindisi. 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