{"id":228105,"date":"2024-07-27T19:49:25","date_gmt":"2024-07-27T17:49:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=228105"},"modified":"2024-07-28T13:52:34","modified_gmt":"2024-07-28T11:52:34","slug":"via-appia-patrimonio-mondiale-unesco-unisalento-confermato-eccezionale-valore-universale-della-prima-strada-di-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/via-appia-patrimonio-mondiale-unesco-unisalento-confermato-eccezionale-valore-universale-della-prima-strada-di-roma\/","title":{"rendered":"Via Appia Patrimonio Mondiale Unesco, UniSalento: \u201cconfermato eccezionale valore universale della prima strada di Roma\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46\u00b0 sessione, ha ratificato l\u2019iscrizione della \u201cVia Appia. Regina viarum\u201d nella Lista del Patrimonio mondiale.<\/p>\n<p>Il sito \u00e8 il 60\u00b0 bene italiano riconosciuto dall\u2019UNESCO.<\/p>\n<p>Il Comitato ha confermato quindi l\u2019eccezionale valore universale dell\u2019Appia, che fu la prima delle grandi strade di Roma costruita con tecniche innovative, veri e propri capolavori di ingegneria, che soppiantarono le vie naturali e che costituiscono i monumenti pi\u00f9 durevoli della civilt\u00e0 romana.<\/p>\n<p>Le componenti riconosciute patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019Unesco (il cosiddetto \u201csito seriale\u201d, il focus dell\u2019interesse universale) si snodano lungo la Via Appia Claudia \u2013 il tracciato iniziato nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua, prolungato poi fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi, testa di ponte verso la Grecia e l\u2019Oriente, man mano che avanzava la conquista romana \u2013 e lungo la Via Appia Traiana, la variante voluta e fatta realizzare dall\u2019imperatore Traiano nel 109 d.C. per agevolare il percorso nel tratto da Benevento a Brindisi.<\/p>\n<p>Concepita per esigenze militari, la Via Appia divenne da subito strada di grandi comunicazioni commerciali e di primarie trasmissioni culturali; gli appellativi con cui gli stessi autori antichi la definirono, insignis, nobilis, celeberrima, regina viarum, testimoniano tutte le valenze politiche, amministrative, economiche, sociali e propagandistiche che le valsero la sua millenaria fortuna.<\/p>\n<p>Monumento gigantesco della tecnica, della lungimiranza, della capacit\u00e0 organizzativa di Roma, la Via Appia svolse un ruolo fondamentale nel processo di romanizzazione di territori anche lontani, contribuendo alla diffusione della civilt\u00e0 urbana e all\u2019unificazione materiale e culturale delle popolazioni sparse nel mondo romano.<\/p>\n<p>Tra tutte le altre strade, l\u2019Appia continu\u00f2 a costituire un tragitto fondamentale attraverso i secoli, come attestano le fonti storiche e le evidenze archeologiche, architettoniche e storico-artistiche che si incontrano sul suo tracciato. Il significato della strada, vero e proprio \u201cluogo della memoria\u201d, \u00e8 diventato un simbolo carico del valore che studiosi e artisti hanno contribuito a mantenere vivo e ad accrescere fin dal Rinascimento, un\u2019autentica \u201ceredit\u00e0 culturale\u201d, testimonianza eccezionale anche della storia della tutela del patrimonio culturale in Italia.<\/p>\n<p>La candidatura \u00e8 stata promossa per la prima volta direttamente dal Ministero della Cultura, che a tal fine ha istituito una Commissione scientifica \u2013 con eminenti personalit\u00e0 che hanno contribuito alla conoscenza, alla tutela, alla valorizzazione dell\u2019antica strada \u2013 e un Comitato Tecnico-Scientifico, composto da autorevoli studiosi del settore universitario e dello stesso Ministero, che ha coordinato i lavori per la predisposizione della documentazione necessaria a richiedere l\u2019iscrizione nella Lista.<\/p>\n<p>Tra questi, il professor Giuseppe Ceraudo dell\u2019Universit\u00e0 del Salento \u00e8 stato coinvolto nel Comitato Scientifico ristretto come esperto di Topografia antica per i suoi studi sulla viabilit\u00e0 romana e, in particolare, per le ricerche finalizzate alla ricostruzione del tracciato della via Appia in Puglia e della via Appia Traiana da Benevento a Brindisi.<\/p>\n<p>L\u2019ingente numero di Istituzioni, Enti (Regioni, Province e Citt\u00e0 metropolitane, Comuni, Parchi), Universit\u00e0 italiane e straniere, Uffici del Ministero centrali e periferici, rappresentanze delle Comunit\u00e0 residenti, d\u00e0 conto del complesso processo partecipato condotto, che ha avuto i seguenti obiettivi esplicitati nel Piano di gestione del sito: rafforzare il senso di comune appartenenza; generare consapevolezza condivisa sulla responsabilit\u00e0 collettiva della tutela del bene e sulle opportunit\u00e0 di sviluppo che il riconoscimento UNESCO pu\u00f2 generare; configurare una governance adeguata alla dimensione territoriale e al carattere seriale del sito, che risponda alla necessit\u00e0 di raccordare le aspettative e le istanze dei tanti attori coinvolti.<\/p>\n<p>La rete dei soggetti \u201cportatori di interesse\u201d si \u00e8 ulteriormente ampliata durante la candidatura anche grazie alle tante attivit\u00e0 promosse dallo stesso Ministero con il supporto del Comitato Tecnico-Scientifico: progetti didattici con le scuole secondarie delle citt\u00e0 poste lungo il tracciato dell\u2019Appia; una storia a fumetti con la Panini-Disney, in cui Topolino e i suoi amici viaggiano nel tempo sull\u2019antica strada; un documentario prodotto con la RAI che ha costituito parte della documentazione di candidatura; una nuova campagna fotografica realizzata dall\u2019Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, i cui prodotti sono stati esposti, insieme a immagini dell\u2019archivio storico dello stesso Istituto, in tre diverse mostre e che ora sono raccolti in un\u2019unica esposizione nel Chiostro di Santa Sofia a Benevento; una mostra organizzata dall\u2019Istituto Centrale per la Grafica, che testimonia la fortuna iconografica di questa straordinaria via di comunicazione attraverso i secoli.<\/p>\n<p>Il Ministero ha poi dedicato fondi specifici a progetti di restauro e valorizzazione di molte delle evidenze monumentali che compongono il patrimonio del nuovo sito UNESCO, un patrimonio di tutta l\u2019Italia e, da oggi, di tutto il mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46\u00b0 sessione, ha ratificato l\u2019iscrizione della \u201cVia Appia. Regina viarum\u201d nella Lista del Patrimonio mondiale. Il sito \u00e8 il 60\u00b0 bene italiano riconosciuto dall\u2019UNESCO. Il Comitato ha confermato quindi l\u2019eccezionale valore universale dell\u2019Appia, che fu la prima delle grandi strade di Roma costruita con tecniche innovative, veri e propri capolavori di ingegneria, che soppiantarono le vie naturali e che costituiscono i monumenti pi\u00f9 durevoli della civilt\u00e0 romana. Le componenti riconosciute patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 dall\u2019Unesco (il cosiddetto \u201csito seriale\u201d, il focus dell\u2019interesse universale) si snodano lungo la Via Appia Claudia \u2013 il tracciato iniziato nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua, prolungato poi fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi, testa di ponte verso la Grecia e l\u2019Oriente, man mano che avanzava la conquista romana \u2013 e lungo la Via Appia Traiana, la variante voluta e fatta realizzare dall\u2019imperatore Traiano nel 109 d.C. per agevolare il percorso nel tratto da Benevento a Brindisi. 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