{"id":229104,"date":"2024-08-14T08:25:49","date_gmt":"2024-08-14T06:25:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=229104"},"modified":"2024-08-29T10:20:54","modified_gmt":"2024-08-29T08:20:54","slug":"brindisi-e-il-vino-una-lunga-storia-il-castello-alfonsino-come-sede-dellenoteca-regionale-e-del-museo-del-vino-di-puglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-e-il-vino-una-lunga-storia-il-castello-alfonsino-come-sede-dellenoteca-regionale-e-del-museo-del-vino-di-puglia\/","title":{"rendered":"Brindisi e il vino, una lunga storia. Il Castello Alfonsino come sede dell\u2019Enoteca regionale e del Museo del Vino di Puglia"},"content":{"rendered":"<p><em>Di seguito la nota inviata da vitivinicoltori e Consorzio di tutela della Brindisi doc al sindaco di Brindisi a sostegno e contributo per il progetto della candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura e\u2019 una grande opportunit\u00e0 per la citt\u00e0 di ripensarsi e per ricostruire il filo storico della sua identit\u00e0 guardando al futuro. Radici nel passato e sguardo rivolto al futuro e\u2019 il progetto su cui Brindisi pu\u00f2 essere impegnata a sostegno della sua candidatura.<\/p>\n<p>Il vino \u00e8 cultura perch\u00e9 assieme alla scoperta dei vitigni e alla loro storia, si registra allo stesso tempo una traccia del passaggio di popoli. Tradizioni, gusti e usanze partano anche dal vino.<\/p>\n<p>Brindisi assieme a Mesagne sono testimoni del passaggio e l\u2019insediamento prima dei messapi e poi dei romani. I primi portarono le viti, i secondi le estesero producendo i vini che venivano portati nel mediterraneo.<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 la storia, il presente e il futuro del territorio di Brindisi pu\u00f2 trovare nella coltura e nella cultura vitivinicola un riferimento solido di sviluppo.<\/p>\n<p>Il progetto di candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura pu\u00f2 e deve integrarsi con quello che ha rappresentato e rappresenta l\u2019agricoltura brindisina e per essa la viticoltura. La citt\u00e0 di Brindisi e il suo territorio agricolo hanno storicamente una vocazione vitivinicola. La presenza di variet\u00e0 autoctone come il Negroamaro, la Malvasia nera, il Susumaniello, l\u2019Ottavianello, il Primitivo, ne hanno fatto un territorio ricco e dalle grandi potenzialit\u00e0 enoiche. Non a caso il vino di Brindisi era conosciuto e apprezzato ben oltre i confini locali e nazionali sin dai tempi dell\u2019impero romano. Lo \u00e8 stato in tutto il bacino del mediterraneo cos\u00ec come \u00e8 noto che, in epoche pi\u00f9 recenti, il vino di Brindisi \u00e8 stato utilizzato oltralpe per apportare struttura, colore e carattere a vini che ne erano privi, seppure provenienti da territori pi\u00f9 conosciuti, dimostrando gi\u00e0 da allora le sue grandi potenzialit\u00e0. Negli ultimi anni, grazie all\u2019impegno e alla lungimiranza di imprenditori, produttori ed enologi, il vino prodotto a Brindisi, \u00e8 stato valorizzato in tutte le sue caratteristiche e specificit\u00e0. I vini prodotti da uve autoctone brindisine sono oggi riconosciuti, apprezzati ed esportati in tutto il mondo e rappresentano la continuit\u00e0 tra la vecchia vocazione e tradizione di un antico territorio vitivinicolo e l\u2019 innovazione dei processi produttivi. La filiera produttiva \u00e8 rappresentata da impianti moderni di vigneti che si uniscono a quelli tradizionali ad alberello e che costituiscono un evidente contributo alla riqualificazione paesaggistica e alla fruizione delle campagne, cos\u00ec come moderni impianti enologici stanno contribuendo ad elevare la qualit\u00e0 delle variet\u00e0 autoctone. Nel corso degli ultimi due decenni a Brindisi \u00e8 nata una nuova cultura del vino che coinvolge le nuove generazioni e che contribuisce ad un nuovo modello di sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni a Brindisi si \u00e8 registrato un significativo ritorno di interesse alla vitivinicoltura.<br \/>\nOggi ben 2.800 ettari dell&#8217;agro cittadino (quasi il 30% della superficie agraria provinciale dove si produce uva da vino),tra vecchi e nuovi impianti, sono coltivati a vigneto per uve da vino. Assieme ai 1.200 ettari dell&#8217;agro di Mesagne costituiscono la zona della Doc Brindisi (una delle poche citt\u00e0 che da&#8217; il proprio nome ad una doc).<\/p>\n<p>L&#8217;art. 1 del Testo unico del vino, che ha semplificato e riunito le norme del settore, afferma testualmente: &#8220;La Repubblica salvaguarda, per la loro specificit\u00e0 e il loro valore in termini di sostenibilit\u00e0 sociale, economica, ambientale e culturale, il vino prodotto della vite, e i territori viticoli, quale parte del patrimonio ambientale, culturale, gastronomico e paesaggistico italiano, nonch\u00e9 frutto di un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni&#8221;.<br \/>\nQuesto articolo della legge potrebbe diventare il manifesto della vitivinicoltura brindisina e pu\u00f2 contribuire ad un rinnovato e recuperato rapporto della citt\u00e0 con la sua campagna.<br \/>\nCi sono oggi condizioni favorevoli per ricostruire a Brindisi una nuova economia a cui la cultura del vino contribuirebbe in maniera sostanziale. Il vino \u00e8 esperienza e narrazione: Brindisi pu\u00f2 essere scoperta e raccontata anche attraverso &#8220;un viaggio enoico\u201d che parte dal bicchiere, attraversa il territorio e il paesaggio, passa dalle cantine ed arriva alla storia della citt\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;identit\u00e0 del vino affonda le sue radici nel passato e si apre al futuro: Brindisi \u00e8 terra di antichi vigneti, alcuni dei quali ancora oggi si estendono sui terreni attraversati dai tracciati delle vecchie strade dell\u2019Appia e della Traiana: un racconto straordinario, affascinante per i grandi cultori del vino, per gli eno-appassionati ed i turisti curiosi di scoprire le peculiarit\u00e0 di un territorio attraverso le sue produzioni.<\/p>\n<p>Il vino di Brindisi consente, quindi, di ricostruire il filo rosso che mette insieme passato e futuro, assegnando all\u2019agricoltura il ruolo di recuperare il rapporto perduto tra la citt\u00e0, la campagna ed il mare.<\/p>\n<p>Prendersi cura della citt\u00e0, del territorio, del paesaggio e valorizzare la storia di Brindisi \u00e8 l\u2019impegno che oggi assumono i produttori vitivinicoli, gli operatori turistici, il mondo della ristorazione e le associazioni culturali.<\/p>\n<p>Al fine di investire sulla cultura e sul turismo, preservare la lunga tradizione vitivinicola e sostenerne il grande potenziale di crescita, mantenere viva la storia di uno dei porti romani pi\u00f9 importanti del mediterraneo e contribuire allo sviluppo del turismo della conoscenza, del lifestyle e dell\u2019ospitalit\u00e0, \u00e8 necessario fare leva sull\u2019impegno dei produttori e su un attrattore che condensi, al suo interno, la vera identit\u00e0 della citt\u00e0: in questa direzione pu\u00f2 essere determinante il progetto di insediare l\u2019Enoteca Regionale, e annesso Museo del Vino, presso uno dei beni pi\u00f9 importanti del territorio, il Castello di Forte a Mare. Una tale scelta, condivisa tra i vari livelli istituzionali, va esattamente nella direzione di un nuovo modello di sviluppo economico, basato su cultura, storia e turismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Angelo Maci presidente del consorzio di tutela della Brindisi doc<br \/>\nCarmine Dipietrangelo Tenute lu Spada<br \/>\nLuigi Rubino Tenute Rubino<br \/>\nFrancesco Vallone Agricole Vallone<br \/>\nFabio Zullo Masseria Masciullo<br \/>\nAntonello Bruno Masseria Incantalupi<br \/>\nSergio Botrugno Azienda vitivinicola Botrugno<br \/>\nGiovanni Nardelli Risveglio Agricolo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito la nota inviata da vitivinicoltori e Consorzio di tutela della Brindisi doc al sindaco di Brindisi a sostegno e contributo per il progetto della candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura. &nbsp; La candidatura di Brindisi a citt\u00e0 della cultura e\u2019 una grande opportunit\u00e0 per la citt\u00e0 di ripensarsi e per ricostruire il filo storico della sua identit\u00e0 guardando al futuro. 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