{"id":229291,"date":"2024-08-19T00:13:46","date_gmt":"2024-08-18T22:13:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=229291"},"modified":"2024-08-31T09:50:52","modified_gmt":"2024-08-31T07:50:52","slug":"armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-decima-puntata-resilienza-di-marco-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-decima-puntata-resilienza-di-marco-greco\/","title":{"rendered":"ARMI, CHITARRE &#038; ZAINI \u2013 Una Storia del Sud \u2013 Seconda Edizione \u2013 Decima puntata: \u201cRESILIENZA\u201d. Di Marco Greco"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cIl blues \u00e8 il mistero che vive in me\u201d. (Martino Palmisano)<\/em><\/p>\n<p>Dario aveva imparato a suonare l\u2019armonica. I vinili di Little Walter e Sonny Boy Williamson erano degli ottimi supporti sonori per affinare la tecnica sull\u2019antico strumento a fiato. Joe suonava anche gli spoon, dei cucchiai sbattuti ritmicamente come rudimentali percussioni.<br \/>\n\u201cNessun genere come il blues ha saputo descrivere i sentimenti e la speranza\u201d, raccontavano i due musicisti.<\/p>\n<p>In effetti Dario e Joe condividevano esperienze drammatiche per motivi diversi. Oltre alla musica, sembrava che non ci fosse altra scelta per i mestieri che avrebbero potuto svolgere. I due amici iniziarono ad affinare la tecnica blues cominciando ad esibirsi come artisti di strada.<\/p>\n<p>Inizialmente non avevano un posto fisso, ma i due nuovi buskers iniziarono a creare una mappa con le principali piazze e i posti pi\u00f9 attrattivi del Salento.<\/p>\n<p>Non sempre venivano accettati nelle feste popolari. Durante la sagra della \u201cPitta culle ulie\u201d, un vigile urbano, noto nella zona per i suoi modi bruschi, pens\u00f2 di intervenire durante una loro esibizione, minacciando i due artisti di sequestrare e rompere gli strumenti musicali se non si fossero allontanati subito dal paese. Il vigile era vicino alla pensione.<\/p>\n<p>Aveva un passato come consigliere comunale nel partito di maggioranza. Referente per un politico leccese, aveva conosciuto e aiutato molti giovani in cerca di un posto di lavoro. Nonostante il carattere burbero, era venerato e rispettato dai suoi paesani. Avrebbe potuto fare contemporaneamente il sindaco, il vigile, il medico, il farmacista e anche il parroco del paese, nessuno avrebbe detto niente, nemmeno la chiesa a cui rivolgeva il suo impegno come laico cristiano nei fine settimana.<\/p>\n<p>Una pancia pronunciata faceva da sfondo ad una divisa bianca con i bottoni dorati in sofferenza, i pantaloni corti sulle gambe, risaltavano i calzini bianchi a righe rosse sui mocassino neri e lucidi.<\/p>\n<p>Era un ex capellone, gli erano rimaste delle lunghe ciocche di capelli grigi sulla nuda cute in bella mostra sul berretto. Era sempre ripiegato sul proprio dovere.<\/p>\n<p>Aria buffa e mente scomoda, implorava un comportamento disciplinato durante le feste patronali. Girava voce che dopo giorni di lavoro per montare la grande cassa armonica nel centro della piazza del paese, il solerte vigile aveva fatto scattare i sigilli perch\u00e9 posizionata alcuni metri avanti, togliendo visibilit\u00e0 ai clienti seduti sui tavoli del bar del cognato.<\/p>\n<p>Nonostante tutto, Dario e Joe cercavano di eludere i controlli. Con i primi soldi guadagnati sulla strada e in qualche locale, i due musicisti riuscivano a pagarsi la benzina durante gli spostamenti e a garantirsi la cena. Quella strana coppia, ben assortita musicalmente, cominciava a farsi conoscere. Nelle canzoni non c\u2019era solo sofferenza ma anche tanta voglia di vivere, di credere e parlare con Dio:<br \/>\n<em>\u201cYes, God is real, Oh He\u2019s real in my soul. Yes, God is real. His love for me: Is just like pure gold, oh Lord. My God is real for j can feel\u201d. (Mahalia Jackson)<\/em><\/p>\n<p>In quei brevi viaggi nel Salento, i due buskers avevano incontrato altri artisti con cui avevano condiviso le storie personali davanti a un panino consumato nei fast food. Nacque cos\u00ec l\u2019esigenza di trovare un posto dove riunire le varie anime dedite all\u2019arte. La scelta cadde sul locale gi\u00e0 esistente sul litorale adriatico. Rappresentava una sede stabile e sicura dove poter programmare gli spettacoli. L\u2019idea era quella di organizzare una rete di artisti che potesse garantire un certo numero di spettacoli musicali e teatrali. Dario era diventato un personaggio tuttofare: cantante, armonicista, chitarrista, autore e organizzatore di eventi. Era soprattutto un ragazzo simpatico, capace e affidabile.<\/p>\n<p>L\u2019unico neo era l\u2019uso del dialetto a tratti incomprensibile anche se pittoresco e divertente. C\u2019era sintonia con tutti: gli sguardi, le battute e la comprensione venivano di conseguenza attraverso il feeling umano e artistico.<\/p>\n<p>\u201cInsieme a Joe stiamo lasciando il cuore e l\u2019anima\u201d \u2013 diceva Dario \u2013 \u201cCi dispiace che, a parte una ristretta cerchia di pubblico, non esiste molto interesse per il blues\u201d.<\/p>\n<p>Nel loro peregrinare da un posto all\u2019altro, i due bluesman avevano conosciuto Gaetano, un nuovo artista folle che suonava un contrabbasso rudimentale. Era composto da una tinozza in lamiera con una corda fissata a un bastone poggiato sul bordo. La rilettura in chiave acustica di vecchi tradizionali e la bellezza delle canzoni fuoriuscivano allo scoperto. Ogni canzone era preceduta da una breve presentazione dove i musicisti spiegavano l\u2019origine del brano:<\/p>\n<p>\u201cCi piace suonare i vecchi classici e il blues tradizionale. Il nostro \u00e8 un omaggio ai grandi padri del blues. Le nostre esibizioni sono anche un ringraziamento verso tutti quegli artisti neri che con sofferenza per la discriminazione razziale ci hanno donato e lasciato in eredit\u00e0 non solo la musica ma le grandi lotte sociali, i valori umani e un unico e grande pensiero, quello di essere uomini liberi e uguali, senza distinzione di sesso, colore e religione\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019esibizione acustica con gli strumenti scarni e tradizionali rappresentava un valore aggiunto. In questo affascinante viaggio, il film della vita diventa occasione per diventare protagonisti. Il blues \u00e8 nella sostanza. Il sudore, le lacrime, il coraggio fanno da cornice a una nuova dignit\u00e0 fatta di piccoli gesti. Dopo aver suonato per quasi tutto il giorno, Dario e Joe cercavano di arrivare alla fine della giornata nel migliore dei modi. L\u2019entusiasmo e l\u2019eccitazione si respiravano nell\u2019aria. Erano diventati operai della musica e andavano dove il blues chiedeva. La sera, la stanchezza svaniva come neve al sole. Le ore passate tra la folla a suonare Brown McGhee e Sonny Terry, Lightinin\u2019 Hopkins, Mississippi John Hurt e Son House, sembravano rigenerare i due giovani. Nei brani c\u2019era molta istintivit\u00e0 e libert\u00e0 creativa. Spesso ricorrevano all\u2019aiuto di alcuni amici artisti che durante le esibizioni dipingevano malinconicamente scene di vita vissuta, racconti d\u2019amore e interesse per la musica con il colore sui pennelli. Era un altro miracolo vissuto sulle strade.<\/p>\n<p><em>\u201cSi usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l\u2019arte per guardarsi l\u2019anima\u201d. (George Bernard Shaw)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl blues \u00e8 il mistero che vive in me\u201d. (Martino Palmisano) Dario aveva imparato a suonare l\u2019armonica. 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