{"id":23042,"date":"2014-09-26T16:44:20","date_gmt":"2014-09-26T14:44:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=23042"},"modified":"2014-09-26T16:44:21","modified_gmt":"2014-09-26T14:44:21","slug":"club-unesco-il-210-si-presenta-il-volume-gli-dei-propizi-du-palazzo-pavolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/club-unesco-il-210-si-presenta-il-volume-gli-dei-propizi-du-palazzo-pavolini\/","title":{"rendered":"Club Unesco: il 2\/10 si presenta il volume &#8220;Gli D\u00e8i Propizi&#8221; du Palazzo-Pavolini"},"content":{"rendered":"<p>Il Club Unesco di Brindisi in collaborazione con il Museo Archeologico &#8220;F.Ribezzo&#8221; e con il patrocinio dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari &#8220;Aldo Moro&#8221;, in linea con le campagne estensive dell&#8217;Unesco destinate alla salvaguardia di siti e monumenti che appartengono al patrimonio storico-culturale, presenta il 2 Ottobre 2014 alle ore 17.30, nella sede del museo, il volume &#8220;GLI D\u00c8I PROPIZI La Basiica Hilariana nel contesto dello scavo dell&#8217;Ospedale Militare Celio (1987-2000), a cura di Paola Palazzo e Carlo Pavolini. EDIZIONI QUASAR.<\/p>\n<p>La manifestazione rientra nell&#8217;ambito del protocollo d&#8217;intesa sottoscritta dalla Provincia di Brindisi con alcune associazioni culturali locali al fine di potenziare la fruizione del Museo Archeologico &#8220;F.Ribezzo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo di questo libro \u00e8 presentare i principali risultati di un\u2019importante indagine condotta dalla Soprintendenza Archeologica di Roma entro il Policlinico Militare Celio, fra il 1987 e il 2000. L&#8217;indagine s&#8217;inquadr\u00f2 nell&#8217;ambito degli interventi di archeologia preventiva, perch\u00e9 si tratt\u00f2 di conciliare il progetto di ammodernamento dell&#8217;ospedale ottocentesco con le esigenze di conoscenza e di tutela di un sottosuolo che si rivel\u00f2 ricchissimo di preesistenze di et\u00e0 romana; ma fu anche un\u2019indagine di archeologia stratigrafica urbana, perch\u00e9 nel cantiere dell\u2019Ospedale vennero fatte proprie quelle strategie di ricerca che negli anni Ottanta si dispiegavano a Roma in tante altre esperienze di vasta portata: basti ricordare gli scavi di Via della Consolazione, della Crypta Balbi, della Meta Sudans, dei Fori Imperiali.<\/p>\n<p>Il volume ha l\u2019ambizione di rappresentare l\u2019edizione definitiva degli esiti delle indagini in alcuni settori del Policlinico Militare del Celio. E di tali settori si descrivono non solo le strutture e le fasi edilizie, ma anche i reperti: i marmi e le decorazioni architettoniche, i manufatti di pregio (l\u2019area era sede di ricche dimore patrizie) cos\u00ec come quelli di uso comune: la ceramica, le monete, i vetri, i laterizi, gli scarti di officina e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Fra i complessi messi in luce all&#8217;interno dell&#8217;ospedale, spicca la Basilica Hilariana, sede collegiale dei dendrofori di Cibele e Attis e probabile luogo di culto di queste divinit\u00e0 orientali (gli \u201cd\u00e8i propizi\u201d): un edificio al quale viene dato nel volume il dovuto risalto, per le complesse e suggestive problematiche storico-religiose e per le implicazioni storiche che il suo scavo integrale ha comportato.<\/p>\n<p>Nell&#8217;incontro del 2 ottobre ad una breve presentazione del volume e dei suoi contenuti generali introdotta da Marina Silvestrini (Universit\u00e0 degli Studi di Bari) seguir\u00e0 da parte dei curatori, Paola Palazzo e Carlo Pavolini (Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia a Viterbo), l&#8217;illustrazione di alcune tematiche relative soprattutto alle attivit\u00e0 e ai culti che si svolgevano all&#8217;interno della Basilica Hilariana, con un significativo <em>flash-back<\/em> riguardante quella che possiamo considerare la sottostante, pi\u00f9 antica, sede collegiale dei fedeli degli d\u00e8i d&#8217;Oriente.<\/p>\n<p>Concluder\u00e0 l&#8217;incontro Marina Silvestrini con un riferimento storico alla diffusione dei culti orientali a Brindisi &#8211; fenomeno connesso alla rilevanza e ai collegamenti del porto in et\u00e0 imperiale -, dove Cibele, Iside e la Dea Siria sono documentate in iscrizioni gi\u00e0 nel I sec. d.C.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0C<\/strong><strong>arlo Pavolini <\/strong>si \u00e8 formato nelle ricerche di Ostia, Cartagine e Settefinestre sotto la direzione di Andrea Carandini. E&#8217; stato funzionario archeologo nelle Soprintendenze di Ostia, negli anni 1976-1982, e di Roma dal 1982 al 1999;<\/p>\n<p>&#8211; a Ostia ha condotto scavi nel sito di Ficana e lungo la Via Severiana;<\/p>\n<p>&#8211; a Roma ha diretto ricerche di archeologia urbana nelle aree del Celio (Piazza Celimontana, Ospedale Militare) e del suburbio settentrionale (S. Agnese fuori le Mura);<\/p>\n<p>&#8211; ha partecipato a restauri di edifici e complessi monumentali (c. d. Biblioteca di Agapito, Ss. Giovanni e Paolo, S. Stefano Rotondo, S. Agnese).<\/p>\n<p>Dal 1999 al 2013 ha insegnato Archeologia romana e Metodologia di scavo all&#8217;Universit\u00e0 della Tuscia (Viterbo), conducendo indagini nel sito di Ferento.<\/p>\n<p>Ha pubblicato numerosi saggi, dedicati soprattutto agli aspetti della produzione e del commercio della ceramica romana e alle trasformazioni urbane fra l&#8217;et\u00e0 imperiale e la tarda antichit\u00e0. Fra le monografie e le curatele di rapporti collettivi di scavo si segnalano soprattutto: &#8220;Ostia&#8221; (nelle Guide Archeologiche Laterza, 1983, nuova edizione aggiornata nel 2006), &#8220;La vita quotidiana a Ostia&#8221; (1986), &#8220;Caput Africae I&#8221; (1993), &#8220;La Basilica costantiniana di S. Agnese&#8221; (con M. Magnani Cianetti, 2004), &#8220;Gli d\u00e8i propizi&#8221; (con P. Palazzo, 2013). E&#8217; in corso di stampa &#8220;Caelius II&#8221;, concernente il restauro e il riesame delle Case Romane sotto la chiesa dei Ss. Giovanni e Paolo, volume che ha curato insieme ad A. Englen, M. G. Filetici, P. Palazzo e R. Santolini. Sulle ricerche a Ferento ha pubblicato vari rapporti di scavo e relazioni a convegni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paola Palazzo <\/strong>&#8211; archeologa &#8211; si \u00e8 laureata in Archeologia all&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Siena discutendo una tesi sugli aspetti tipologici ed epigrafici delle anfore brindisine del sito produttivo di Apani. Ha conseguito il dottorato in Storia Antica presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari con un progetto finalizzato all&#8217;edizione complessiva del <em>corpus <\/em>epigrafico delle anfore di Apani. E&#8217; stata titolare di assegno di ricerca presso l&#8217;Universit\u00e0 della Tuscia a Viterbo, svolgendo uno studio sulla topografia della sommit\u00e0 del Celio, a Roma, con particolare approfondimento di alcuni dei principali complessi archeologici che sorgono sul colle: la Basilica Hilariana, la \u201cBiblioteca di Agapito\u201d e le Case romane sotto la Basilica dei Ss. Giovanni e Paolo.<\/p>\n<p>Collabora dal 1987 con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma nell&#8217;ambito di progetti di valorizzazione e di indagini preventive in contesti urbani con incarichi di coordinamento e direzione delle attivit\u00e0 di scavo; con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ha diretto, negli ultimi anni, indagini nel centro storico di Brindisi; dal 2002 al 2010 ha collaborato con la Soprintendenza di Trapani prendendo parte al progetto di scavo e valorizzazione del parco archeologico di Lilibeo a Marsala. E&#8217; attualmente impegnata nelle indagini archeologiche nell&#8217;ambito dei lavori della Metro C a Roma.<\/p>\n<p>\u00c8 autrice di numerose pubblicazioni edite in riviste scientifiche. Ha pubblicato nel 2013 il volume &#8220;Le anfore di Apani (Brindisi)&#8221; e, assieme a Carlo Pavolini, con cui collabora dal 1987, ha curato l&#8217;edizione del libro &#8220;Gli d\u00e8i propizi&#8221; edito nel 2013 e di &#8220;Caelius II&#8221; di prossima uscita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Club Unesco di Brindisi in collaborazione con il Museo Archeologico &#8220;F.Ribezzo&#8221; e con il patrocinio dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Bari &#8220;Aldo Moro&#8221;, in linea con le campagne estensive dell&#8217;Unesco destinate alla salvaguardia di siti e monumenti che appartengono al patrimonio storico-culturale, presenta il 2 Ottobre 2014 alle ore 17.30, nella sede del museo, il volume &#8220;GLI D\u00c8I PROPIZI La Basiica Hilariana nel contesto dello scavo dell&#8217;Ospedale Militare Celio (1987-2000), a cura di Paola Palazzo e Carlo Pavolini. EDIZIONI QUASAR. La manifestazione rientra nell&#8217;ambito del protocollo d&#8217;intesa sottoscritta dalla Provincia di Brindisi con alcune associazioni culturali locali al fine di potenziare la fruizione del Museo Archeologico &#8220;F.Ribezzo&#8221;. &nbsp; L\u2019obiettivo di questo libro \u00e8 presentare i principali risultati di un\u2019importante indagine condotta dalla Soprintendenza Archeologica di Roma entro il Policlinico Militare Celio, fra il 1987 e il 2000. 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