{"id":230424,"date":"2024-09-13T07:19:14","date_gmt":"2024-09-13T05:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=230424"},"modified":"2024-09-13T07:19:14","modified_gmt":"2024-09-13T05:19:14","slug":"vitivinicultura-vino-clima-urgono-cambiamenti-ci-vuole-una-visione-comune-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/vitivinicultura-vino-clima-urgono-cambiamenti-ci-vuole-una-visione-comune-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Vitivinicultura, vino, clima: urgono cambiamenti. Ci vuole una visione comune. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>La vendemmia 2024 sar\u00e0 anche questa da ricordare. Non c\u2019\u00e8 l\u2019aria di festa delle vendemmie passate. Reduci dalla peronospora dell\u2019anno scorso ,come viticoltori, dobbiamo fare i conti quest&#8217;anno con la siccit\u00e0 e con prezzi delle uve molto bassi che non coprono neanche i costi di conduzione e che sanno di provocazione e di speculazione.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019annus horribilis del 2023, con i vigneti devastati dalla peronospora, la vendemmia 2024 si \u00e8 anticipata in maniera inconsueta a causa della siccit\u00e0 e con tutti i problemi sul fronte delle quantit\u00e0 e dei redditi contadini. Il cambiamento climatico si sente sull\u2019uomo ma soprattutto sulla natura e sulle piante. Le vigne sono state e sono un sensore molto sensibile di questi cambiamenti. Se curate bene sono molto capaci all\u2019adattamento dei cambiamenti. I nostri vecchi vigneti condotti a cespuglio (alberello pugliese), prima del sopravvento delle spalliere, erano piantati, condotti e coltivati per difendersi dalla mancanza di acqua e dalla siccit\u00e0. Ma oggi di vigneti ad alberello ne sono rimasti pochi e comunque il ritorno al passato non sarebbe possibile e neanche sufficiente. Sono necessarie e indispensabili innovazioni oltre che nelle pratiche di conduzione e coltivazione anche nella caratteristica dei vitigni e dei relativi porta innesti. Temperature medie pi\u00f9 alte, siccit\u00e0 prolungate, colpi di calore, tempeste improvvise e violente,grandinate.<\/p>\n<p>Spesso in un mix che si concentra, con sempre maggiore frequenza e intensit\u00e0, proprio sui pi\u00f9 importanti distretti vitivinicoli. Sar\u00e0 sempre pi\u00f9 cos\u00ec. Secondo un nuovo studio dell\u2019Universit\u00e0 di Bordeaux, se si dovesse arrivare a +2\u00b0C per fine secolo, fino al 70% delle attuali regioni produttrici di vino del mondo rischierebbe di non essere pi\u00f9 idonee alla viticoltura e in Italia il pericolo ne arriverebbe a colpire il 90%. Ma la vite e i viticoltori hanno dimostrato nei secoli che la resilienza \u00e8 una delle loro caratteristiche pi\u00f9 radicate. L\u2019adattamento \u2013 le strategie che limitano gli effetti della crisi climatica \u2013 deve per\u00f2 agire su diversi fronti: la mancanza d\u2019acqua e gli sbalzi termici, come le malattie<br \/>\nfungine.<\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 fondamentale e il rapporto con il sistema universitario nazionale e internazionale dovrebbe essere di supporto non tante alle singole aziende ma a tutti i territori vitivinicoli per mantenerne versatilit\u00e0 e caratteristiche.<\/p>\n<p>Le politiche nazionali e regionali del settore oltrech\u00e9 intervenire sulle emergenze o sui disciplinari per le rese e quindi sulle quantit\u00e0 e capacit\u00e0 produttive(addirittura proponendo espianti di vigneti) dovrebbero mettere a disposizione risorse per la ricerca e la innovazione. Cos\u00ec come i consorzi di tutela e valorizzazione delle doc e igp sono da ripensarsi per contribuire a sostenere servizi adeguati alle aziende e alle loro produzioni e ben oltre le \u201ciniziative promozionali\u201d o i giri per ristoranti.<\/p>\n<p>La vendemmia, dicevo, e\u2019 iniziata e sta finendo in anticipo. Si pu\u00f2 affermare che le rese produttive(quantit\u00e0 e peso delle uve) in Puglia e soprattutto nel Salento sono inferiori in alcuni casi non solo all\u2019anno scorso ma anche molto aldisotto della media degli anni precedenti Rese che come tali sono anche molto sotto gli stessi limiti quantitativi indicati nell\u2019ultima delibera regionale del 9 agosto sulla crisi strutturale del settore vitivinicolo e relativi alla riduzione delle rese per ettaro dei vini igp rossi.<\/p>\n<p>La resa \u00e8 inferiore alla norma a causa di un andamento meteo che condiziona negativamente la fertilit\u00e0 e la produttivit\u00e0 delle piante, ma se tutto va bene e non si verificano eventi meteo estremi, avremo comunque una vendemmia di qualit\u00e0 anche se a costi ancora elevati e con prezzi per le uve cos\u00ec bassi che fanno pensare a forme di speculazione. Si conferma per questo ultimo aspetto come l\u2019agricoltura \u00e8 l\u2019unico settore dove il prezzo del proprio prodotto non viene fatto dai produttori.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 l\u2019anno scorso a causa della peronospora c\u2019\u00e8 stato in Puglia un pesante danno nel settore per mancata produzione e che in provincia d\u00ec Brindisi \u00e8 stata di oltre il 50%. Situazione questa che ha costretto prima la Regione e poi il governo a decidere lo stato di calamit\u00e0 e provvedimenti eccezionali a sostegno delle imprese. Provvedimenti, se pur irrisori, mai arrivati agli interessati. Tornando alla vendemmia 2024, avremo certamente un prodotto di qualit\u00e0 che molte volte \u00e8 inversamente proporzionale alla quantit\u00e0. Un prodotto, il vino, che per\u00f2 soffre ancora per la contrazione del mercato estero: si stima una flessione tra l\u20191 e il 3%. I mercati di riferimento come Stati Uniti, Regno Unito e Germania, l\u2019export italiano del vino chiude il primo semestre con un calo del 4,3%.Si deve registrare inoltre la persistente, sospetta e incomprensibile stagnazione dei prezzi delle uve nonostante i cali di rese e di produzioni.<\/p>\n<p>Adesso si pensi intanto a portare avanti la vendemmia, nonostante l\u2019accelerazione imposta dal meteo. I produttori dicono che la botte piccola fa il vino buono. Non so se \u00e8 questo il caso soprattutto a causa dei prezzi vili che si stanno proponendo per la vendita delle uve.<br \/>\nMa dopo questa vendemmia sar\u00e0 pi\u00f9 che necessario mettersi assieme, superando possibilmente le ipocrisie, gli individualismi e i narcisismi molto presenti nel settore, per affrontare e proporre politiche, strumenti, interventi coraggiosi, necessari per dare un futuro a quello che io chiamo i vini del cambiamento (climatico, di mercato, di gusto) e tenendo anche conto dell\u2019iniziativa \u201csalutista\u201d contro il vino presente in alcuni ambienti europei e non solo. Sarebbe necessaria un\u2019operazione verit\u00e0. In una fase di profonda trasformazione dei mercati del vino e delle tendenze di consumo diventa fondamentale definire una politica di sviluppo del settore vitivinicolo italiano a partire dalla Puglia. L\u2019industria vinicola non \u00e8 condannata, al contrario \u00e8 in un momento di transizione e rinnovamento, il cambiamento \u00e8 inevitabile e necessario per sopravvivere e prosperare.Il vino ha gi\u00e0 superato altre \u201cminacce\u201d nel passato. Non tutto, per\u00f2, sar\u00e0 come prima anche per la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei vini dei nostri territori, per il negroamaro e per il primitivo soprattutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Amministratore unico Tenute Lu Spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vendemmia 2024 sar\u00e0 anche questa da ricordare. Non c\u2019\u00e8 l\u2019aria di festa delle vendemmie passate. 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