{"id":230537,"date":"2024-09-16T00:44:41","date_gmt":"2024-09-15T22:44:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=230537"},"modified":"2024-09-27T09:27:07","modified_gmt":"2024-09-27T07:27:07","slug":"armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-quattordicesima-puntata-il-coraggio-di-marco-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-quattordicesima-puntata-il-coraggio-di-marco-greco\/","title":{"rendered":"\u201cARMI, CHITARRE &#038; ZAINI \u2013 Una Storia del Sud\u201d \u2013 Seconda Edizione \u2013 Quattordicesima puntata: \u201cIL CORAGGIO\u201d. Di Marco Greco"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cIo credo alla felicit\u00e0, ai muri che ha buttato a terra, ai miracoli in periferia, alle pacche sulla spalla. Io credo alla felicit\u00e0, alle facce che fanno gli altri quando dico:\u201dPrima di andar via offro un giro di birra a tutti\u201d. (Vincenzo Maggiore)<\/em><\/p>\n<p>Era rimasta una casa nella campagna del Salento, abbandonata e fredda. Sembrava stregata, con i vetri delle finestre rotte e le porte semiaperte, dove nessuno pi\u00f9 viveva. Dario pensava di ritornare, accontentandosi di un letto improvvisato e di fermarsi a costruire un nuovo futuro in quelle mura disastrate. Aveva bisogno di finanziamenti necessari per investire su quel pezzo di terra trascurato e in disuso dell\u2019azienda agricola della famiglia. La sua arma pesava troppo e non era solo un oggetto decorativo. Era appesa alla divisa senza alcun legame con il suo proprietario.<\/p>\n<p>Per tutta la vita era stato importante essere in una band e creare musica. All\u2019improvviso trovi qualcosa che funziona nella tua testa e ti dice di andare in quella direzione.<\/p>\n<p>Dario voleva ritrovare la sua strada, un nuovo lavoro, creare musica ed essere impegnato nella cultura e nel sociale. Gli occhi gonfi a stento trattenevano le lacrime. Nella testa si intrecciavano pensieri di \u201cnostalgia del futuro\u201d. Starsene da solo era diventata una faccenda delicata, un\u2019intimit\u00e0 non desiderata. Dario voleva ritornare ad essere un pistolero senza arma.<\/p>\n<p>I suoi nemici da combattere erano l\u2019emarginazione, le sofferenze del cuore e la crudelt\u00e0. I suoi proiettili erano l\u2019amicizia, la solidariet\u00e0 e l\u2019arte per addolcire il mondo. Nell\u2019anima c\u2019era una consapevolezza su quelle ragioni, non sempre ragionevoli.<\/p>\n<p>Dario prese in mano carta e penna e scrisse al suo amico Ronzino che lo aveva aiutato a fare quel mestiere con professionalit\u00e0 ma con poco amore: \u201cMi sono licenziato, ho deciso di tornare a rischiare qualcosa\u201d. Il vecchio amico vigilante non ricever\u00e0 mai quella lettera perch\u00e9 un improvviso male incurabile lo porter\u00e0 via in un campo fiorito pieno di cipressi qualche mese prima di godersi la pensione e i nipotini. Una sorte di maledizione che colpir\u00e0 diversi colleghi usurati nel fisico e nello spirito prima del tempo, dopo una vita passata a correre come dannati su kilometri di strade tra citt\u00e0, paesi e campagne a controllare e spegnere allarmi, a volte in aziende sperdute senza indirizzo e con i cani pronti ad aggredirti.<\/p>\n<p><em>\u201cLa sento che scende, tira e pesa come un grosso sasso. Sento l\u2019importanza della sua presenza. Ci si sente a posto quando si porta in tasca. Una di quelle cose che al momento giusto possono esplodere e fare un gran rumore. Figuriamoci io che neanche agli uccellini sparo mai!\u201d. (Giorgio Gaber)<\/em><\/p>\n<p>La prima cosa che fece Dario fu quella di liberarsi dell\u2019arma, una Beretta semi-automatica comprata di seconda mano, mal tenuta, piena di polvere e ruggine. L\u2019ex vigilante entr\u00f2 in un\u2019armeria al centro di Padova, dichiarando:<br \/>\n\u201cSono un chitarrista, ho bisogno di vendere la mia arma perfettamente funzionante\u201d.<br \/>\nIl negoziante, un tipo deciso ma di poche parole, rispose:<br \/>\n\u201cAmico mio, qui trattiamo solo armi, munizioni e qualche canna da pesca. Gli strumenti musicali li trovi al negozio di fronte\u201d.<br \/>\nChiarito l\u2019equivoco, la trattativa and\u00f2 a buon fine. Da quel momento, il ragazzo si sent\u00ec pi\u00f9 libero e leggero.<\/p>\n<p><em>\u201cNon so dove sto andando, ma sono sulla strada che ho scelto io\u201d. (George Sand)<\/em><\/p>\n<p>Dopo aver superato le selezioni provinciali e regionali di \u201cArezzo Wave\u201d, Les Guitars &amp; Guns dovevano fare i conti con l\u2019improvvisa malattia di Jimmi, il chitarrista innamorato del Salento. Una grave forma di artrosi sulle braccia, impediva di fare dei movimenti sullo strumento in modo normale. Dario era ritornato sulle sponde dell\u2019Adriatico per ritrovare il suo naturale equilibrio. Il mondo della musica e quello della sua terra erano pi\u00f9 vicini. Dario cominciava a godersi la pausa di riflessione con la porta del cuore aperta, lasciandosi andare in un miscuglio di percezioni e visioni, sogni e luoghi comuni che si trasformavano in storie, racconti e canzoni.<\/p>\n<p>C\u2019erano dei piccoli segnali che sottolineavano intrecci di esistenze. La strada musicale tracciata nel corso degli anni aveva ancora un nome e il senso di una comunit\u00e0 fatta di amici, persone e musicisti.<\/p>\n<p>\u201cVi amo e non so il perch\u00e9. Vi amo ma non chiedetemi come mai, non saprei cosa dire, cosa fare per convincervi\u201d. (Blackboard Jungle)<br \/>\nNon era andato tutto disperso. L\u2019incontro era racchiuso nella magia di un nuovo contatto. Una telefonata:<br \/>\n\u201cAbbiamo bisogno di un bravo chitarrista che abbia il tocco giusto e che sia ricco di idee e di feeling. Dario, abbiamo bisogno di te\u201d.<br \/>\nUna nuova speranza stava per nascere, un sogno mai abbandonato. Era conservato in un tiretto di un vecchio mobile tarlato di una stanza veneta anonima e senza anima.<\/p>\n<p><em>\u201cRicordo i miei amici degli anni d\u2019oro sempre insieme nei sogni per il futuro. Chitarra in spalla giorno per giorno abbiamo trovato alcune buone canzoni da suonare\u201d. (Via del Blues)<\/em><\/p>\n<p>Dario era entusiasta di incontrare i suoi vecchi compagni e di condividere con essi antiche e belle sensazioni. Dario voleva investire nel suo piccolo podere agricolo e rilanciarlo anche sotto l\u2019aspetto turistico. Nell\u2019unica banca esistente a Marittima, era rimasto il vecchio direttore. Si chiamava Domenico. Prima di essere assunto in banca era stato un bravo e preparato speaker radiofonico.<\/p>\n<p>Aveva conservato l\u2019interesse per la musica e il giornalismo. La sua casa era piena di vinili. Gli piaceva correre e aveva fondato un circolo culturale ambientalista molto attivo nella zona. Il direttore della banca conosceva bene il vecchio amico e la sua storia. Decise di aiutarlo con un piccolo finanziamento, utile per rimettere in piedi una parte dell\u2019azienda agricola. Ci sono occasioni in cui anche un vecchio rudere pu\u00f2 essere poetico. Basta saperlo vedere con occhi diversi. Dario decise di ricominciare da quel posto.<\/p>\n<p>Quando sei nel luogo, nel momento giusto, la colonna sonora della tua vita nasce da sola. Ogni mattina Dario guardava il mare e il sole sorgere da est. Sembrava una palla di fuoco lanciata verso il cielo. Forse era proprio questa la cosa di cui aveva sentito maggiormente la mancanza. Il contatto con la natura. Dario si inebriava di odori e sapori, cercando sempre qualcosa che potesse emozionarlo. Voleva venerare la natura come un essere non solo materiale ma anche e soprattutto spirituale, vivo e profondamente sacro.<\/p>\n<p>La cultura, l\u2019architettura, l\u2019ambiente e l\u2019enogastronomia stavano facendo sviluppare numerosi progetti e diversi punti di interesse in tutto il Salento. Un sistema turistico diffuso su pi\u00f9 fronti. Dario voleva trovarsi pronto. Si era impegnato a creare una nuova attivit\u00e0 imprenditoriale, cercando di rendere quella piccola tenuta di famiglia, attraente, confortevole e redditizia. La sua idea era quella di svolgere un esercizio dell\u2019attivit\u00e0 agrituristica tra gli alberi d\u2019ulivo, con il recupero degli edifici rurali e la valorizzazione e degustazione dei prodotti tipici del Tacco d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Quel posto danneggiato drammaticamente da eventi atmosferici straordinari e abbandonato tristemente nel corso degli anni, poteva ritornare a vivere e prosperare. Insieme alla natura, anche la musica chiamava. Un richiamo forte e naturale al quale il chitarrista non poteva dire di no. C\u2019erano gli amici di una vita ad aspettarlo e un progetto musicale che aveva continuato a funzionare bene.<\/p>\n<p>Dario amava Les Guitars &amp; Guns, ma al tempo stesso aveva investito nella sua terra. Gli amici della band compresero quella scelta e proposero al vecchio amico di seguire il gruppo solo in occasione di eventuali concorsi musicali e durante i festival importanti. La band non voleva vivere una storia complicata ma permetter\u00e0 a Dario di suonare in alcuni loro piccoli capolavori di indie rock.<\/p>\n<p>Essi conservavano i sogni infranti di una generazione cresciuta con l\u2019idea che il rock\u2019n\u2019roll potesse cambiare il mondo e la vita degli uomini. Erano sorretti da una vena straziata di romanticismo stradaiolo.<\/p>\n<p>Les Guitars &amp; Guns volevano raccontare ancora, tutti insieme, con rinnovata passione e poesia, che tutto doveva ancora essere scritto:<\/p>\n<p><em>\u201cSi possiamo farlo, si noi possiamo farlo, \u00e8 un miracolo, lo sai che si pu\u00f2 fare\u201d. (Roberto D\u2019Ambrosio)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIo credo alla felicit\u00e0, ai muri che ha buttato a terra, ai miracoli in periferia, alle pacche sulla spalla. Io credo alla felicit\u00e0, alle facce che fanno gli altri quando dico:\u201dPrima di andar via offro un giro di birra a tutti\u201d. (Vincenzo Maggiore) Era rimasta una casa nella campagna del Salento, abbandonata e fredda. Sembrava stregata, con i vetri delle finestre rotte e le porte semiaperte, dove nessuno pi\u00f9 viveva. Dario pensava di ritornare, accontentandosi di un letto improvvisato e di fermarsi a costruire un nuovo futuro in quelle mura disastrate. Aveva bisogno di finanziamenti necessari per investire su quel pezzo di terra trascurato e in disuso dell\u2019azienda agricola della famiglia. La sua arma pesava troppo e non era solo un oggetto decorativo. Era appesa alla divisa senza alcun legame con il suo proprietario. Per tutta la vita era stato importante essere in una band e creare musica. All\u2019improvviso trovi qualcosa che funziona nella tua testa e ti dice di andare in quella direzione. 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