{"id":230564,"date":"2024-09-15T17:01:10","date_gmt":"2024-09-15T15:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=230564"},"modified":"2024-09-21T13:57:04","modified_gmt":"2024-09-21T11:57:04","slug":"sedia-allancora-lultimo-grido-della-moda-o-il-degrado-che-avanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/sedia-allancora-lultimo-grido-della-moda-o-il-degrado-che-avanza\/","title":{"rendered":"Sedia all&#8217;ancora: l&#8217;ultimo grido della moda&#8230; o il degrado che avanza?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/FB_IMG_1726401699907.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-230565\" src=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/FB_IMG_1726401699907-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/FB_IMG_1726401699907-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/FB_IMG_1726401699907-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/FB_IMG_1726401699907-300x400.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/FB_IMG_1726401699907.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Sulla banchina del porto di Brindisi, ai piedi di un cartello che ammonisce sui pericoli di caduta in mare e invita a tenere d&#8217;occhio i bambini, ecco spuntare un&#8217;immagine surreale: una sedia di plastica verde, saldamente ancorata al palo.<br \/>\nUn&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea? Un gesto di protesta silenziosa? O semplicemente, l&#8217;ennesima dimostrazione di come la creativit\u00e0 umana possa sfociare nel pi\u00f9 puro nonsense?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certo, l&#8217;immagine suscita ilarit\u00e0. Ma al di l\u00e0 dell&#8217;aspetto comico, questa scena ci pone di fronte a una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da un lato, c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspetto legale.<\/p>\n<p>Incatenare una sedia a un palo pubblico \u00e8 un atto di vandalismo, un&#8217;occupazione abusiva dello spazio comune. Un gesto che non solo \u00e8 illegittimo, ma che dimostra anche una totale mancanza di rispetto per le regole e per gli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro lato, c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspetto sociale.<br \/>\nQuesta scena, per quanto buffa, \u00e8 anche un sintomo di un malessere pi\u00f9 profondo. Un&#8217;espressione di quella tendenza, sempre pi\u00f9 diffusa, a considerare lo spazio pubblico come un prolungamento del proprio salotto, un luogo da personalizzare a proprio piacimento, senza alcun riguardo per gli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cos\u00ec, ecco che le nostra citt\u00e0 si riempie di oggetti abbandonati, di brutte scritte sui muri, di biciclette incatenate ai lampioni. Un degrado lento e inesorabile, che ci toglie la bellezza e la vivibilit\u00e0 dei nostri spazi comuni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma torniamo alla nostra sedia all&#8217;ancora. Un oggetto che, in fondo, \u00e8 solo l&#8217;ultimo tassello di un mosaico pi\u00f9 ampio. Un mosaico che racconta di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 individualista, sempre meno attenta al bene comune.<\/p>\n<p>E allora, cosa possiamo fare? Innanzitutto, denunciare questi atti di vandalismo. Poi, educare le nuove generazioni al rispetto dello spazio pubblico. E infine, riappropriarci dei nostri spazi, trasformandoli in luoghi di incontro, di socialit\u00e0, di vita.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 una citt\u00e0 non \u00e8 solo un insieme di edifici, ma \u00e8 anche, e soprattutto, un luogo dell&#8217;anima. Un luogo dove poter vivere, amare, sognare.<\/p>\n<p>E per farlo, abbiamo bisogno di spazi puliti, ordinati, belli.<\/p>\n<p>Spazi dove non ci siano solo sedie incatenate ai pali, ma anche persone che si prendono cura l&#8217;una dell&#8217;altra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ore.Pi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla banchina del porto di Brindisi, ai piedi di un cartello che ammonisce sui pericoli di caduta in mare e invita a tenere d&#8217;occhio i bambini, ecco spuntare un&#8217;immagine surreale: una sedia di plastica verde, saldamente ancorata al palo. Un&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea? Un gesto di protesta silenziosa? O semplicemente, l&#8217;ennesima dimostrazione di come la creativit\u00e0 umana possa sfociare nel pi\u00f9 puro nonsense? &nbsp; Certo, l&#8217;immagine suscita ilarit\u00e0. Ma al di l\u00e0 dell&#8217;aspetto comico, questa scena ci pone di fronte a una realt\u00e0 pi\u00f9 complessa. &nbsp; Da un lato, c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspetto legale. Incatenare una sedia a un palo pubblico \u00e8 un atto di vandalismo, un&#8217;occupazione abusiva dello spazio comune. Un gesto che non solo \u00e8 illegittimo, ma che dimostra anche una totale mancanza di rispetto per le regole e per gli altri. &nbsp; Dall&#8217;altro lato, c&#8217;\u00e8 l&#8217;aspetto sociale. Questa scena, per quanto buffa, \u00e8 anche un sintomo di un malessere pi\u00f9 profondo. 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