{"id":230697,"date":"2024-09-17T20:37:05","date_gmt":"2024-09-17T18:37:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=230697"},"modified":"2024-09-17T20:37:05","modified_gmt":"2024-09-17T18:37:05","slug":"esaltazione-di-unazienda-privata-su-facebook-bufera-sul-post-del-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/esaltazione-di-unazienda-privata-su-facebook-bufera-sul-post-del-comune\/","title":{"rendered":"Esaltazione di un&#8217;azienda privata su Facebook: bufera sul post del Comune"},"content":{"rendered":"<p>Un post pubblicato sulla pagina ufficiale del Comune di Brindisi ha scatenato un\u2019ondata di reazioni polemiche da parte degli utenti, che hanno commentato negativamente il contenuto, ritenuto sgrammaticato, inopportuno e poco professionale per una pagina istituzionale.<\/p>\n<p>Il post, che loda un\u2019azienda della zona industriale, ha suscitato l&#8217;indignazione di molti cittadini, i quali hanno espresso dubbi sulla trasparenza e sull\u2019utilizzo di una pagina ufficiale del comune per promuovere un\u2019impresa privata.<br \/>\nPaola Di Giulio \u00e8 stata tra i primi a commentare: \u201cMa stiamo scherzando? Sono fuori di testa, chi \u00e8 il responsabile della comunicazione? Poveri soldi nostri\u201d.<\/p>\n<p>Antonio Tripodi e Antonio Gaudiomonte si chiedono se sia legittimo che il comune sponsorizzi una societ\u00e0 privata. Gaudiomonte ha provocatoriamente insinuato: \u201cMA CHE COSA SI DEVE PENSARE? CHE \u00c8 UNA MARCHETTA?\u201d, segnalando come nemmeno i media tradizionali avrebbero raggiunto simili livelli di pubblicit\u00e0 non richiesta.<\/p>\n<p>Le critiche non si sono limitate alla sostanza del post, ma hanno anche toccato la forma, come segnalato da utenti come Domenico Mirabella e Diego Simone, quest&#8217;ultimo ironizzando sulla qualit\u00e0 del lavoro del personale comunale: \u201cMa davvero paghiamo questi qua.<br \/>\nMa davvero paghiamo questi qua? Mi date indietro la quota parte delle mie tasse che utilizzate per pagarvi? Xke qui non si tratta pi\u00f9 di follia?\u201d<\/p>\n<p>In molti, come Francesco Bragh\u00f2, hanno criticato la gestione della comunicazione del comune, chiedendosi se fosse stata una scelta algoritmica o umana quella di pubblicare \u201cpubblicit\u00e0 inopportuna\u201d sulla pagina di una citt\u00e0 capoluogo di provincia. Altri, come Federica Bruno Stamerra e Ida Santoro, si sono concentrati sull\u2019aspetto grammaticale del post, suggerendo modifiche o addirittura la cancellazione del contenuto, ritenendo inaccettabile che una comunicazione ufficiale potesse includere errori cos\u00ec evidenti.<\/p>\n<p>Il post, definito da qualcuno \u201callucinante\u201d o &#8220;vergognoso&#8221;, ha visto anche commenti pi\u00f9 leggeri, come quelli di Maria Pi (non si capisce niente&#8230; ma \u00e8 italiano?), Simona Taveri (l&#8217;ha scritto zio Michele?), Tiziana Titti Trinchera (che sarcasticamente, si \u00e8 soffermata sull&#8217;uso della parola &#8220;assurga&#8221;) e Francesco Mauro (con un lapidario &#8220;in che senso&#8221;).<\/p>\n<p>La nota pagina satirica &#8220;La Garzetta di Brindisi&#8221; ha commentato: &#8220;Cosa vi memiamo a fare? Ci stare rubando davvero il lavoro&#8221;.<br \/>\nSulla stessa linea anche Andrea Hoppus Vitale: &#8220;Non mi vergogner\u00f3 mai e poi mai della mia citt\u00e0, MAI, ma voi ci state mettendo tutto voi stessi per farci vomitare ogni stra maledetto giorno! Vergogna!&#8221;<\/p>\n<p>Sul piano politico si segnala la posizione del Partito Democratico di Brindisi che si chiede &#8220;Qual \u00e8 il criterio utilizzato per le pubblicazioni sulla pagina istituzionale #Facebook del Comune di Brindisi?<br \/>\nCi sia permesso di esprimere alcune perplessit\u00e0 sulla nota pubblicata oggi sulla pagina facebook del Comune di Brindisi.<br \/>\nSorvoliamo su un possibile uso eccessivo di strumenti automatici per la stesura del testo e per lo stile linguistico discutibile.<br \/>\nQuel che, per\u00f2, non \u00e8 accettabile \u00e8 che la pagina ufficiale del Comune venga utilizzata per promuovere una specifica azienda privata ed il suo rapporto con le scuole del territorio.<br \/>\nPur apprezzando l&#8217;iniziativa #scuola-#lavoro, riteniamo che il Comune debba sempre mantenere un profilo neutrale senza trasformare il canale pubblico istituzionale in un veicolo promozionale per interessi privati.<br \/>\nSe cos\u00ec non fosse, ci aspettiamo che, da domani, il Comune apra lo spazio istituzionale a tutte le realt\u00e0 formative e alle numerose aziende, locali e non, che ogni giorno contribuiscono a creare opportunit\u00e0 per i #giovani brindisini, dando loro la possibilit\u00e0 di costruirsi un futuro nella propria citt\u00e0.&#8221;<\/p>\n<p>In ogni caso il post solleva l&#8217;interrogativo su come le amministrazioni pubbliche debbano gestire le loro comunicazioni e mantenere un livello di professionalit\u00e0 che rispecchi il loro ruolo istituzionale.<br \/>\nRestano da chiarire le motivazioni dietro il post e se l\u2019amministrazione brindisina vorr\u00e0 continuare su questa linea.<br \/>\nIntanto, il dibattito continua ad infiammare i social.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un post pubblicato sulla pagina ufficiale del Comune di Brindisi ha scatenato un\u2019ondata di reazioni polemiche da parte degli utenti, che hanno commentato negativamente il contenuto, ritenuto sgrammaticato, inopportuno e poco professionale per una pagina istituzionale. Il post, che loda un\u2019azienda della zona industriale, ha suscitato l&#8217;indignazione di molti cittadini, i quali hanno espresso dubbi sulla trasparenza e sull\u2019utilizzo di una pagina ufficiale del comune per promuovere un\u2019impresa privata. Paola Di Giulio \u00e8 stata tra i primi a commentare: \u201cMa stiamo scherzando? Sono fuori di testa, chi \u00e8 il responsabile della comunicazione? Poveri soldi nostri\u201d. Antonio Tripodi e Antonio Gaudiomonte si chiedono se sia legittimo che il comune sponsorizzi una societ\u00e0 privata. Gaudiomonte ha provocatoriamente insinuato: \u201cMA CHE COSA SI DEVE PENSARE? CHE \u00c8 UNA MARCHETTA?\u201d, segnalando come nemmeno i media tradizionali avrebbero raggiunto simili livelli di pubblicit\u00e0 non richiesta. 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