{"id":231318,"date":"2024-09-30T00:00:14","date_gmt":"2024-09-29T22:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=231318"},"modified":"2024-10-08T19:40:29","modified_gmt":"2024-10-08T17:40:29","slug":"armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-ultima-puntata-lautostop-di-marco-greco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/armi-chitarre-zaini-una-storia-del-sud-seconda-edizione-ultima-puntata-lautostop-di-marco-greco\/","title":{"rendered":"\u201cARMI, CHITARRE &#038; ZAINI \u2013 Una Storia del Sud\u201d \u2013 Seconda Edizione \u2013 Ultima puntata: \u201cL\u2019AUTOSTOP\u201d. Di Marco Greco"},"content":{"rendered":"<p><em><br \/>\n\u201cStamattina mi sono svegliato e ho bevuto una birra. Il futuro sembra incerto e la fine pi\u00f9 vicina\u201d. (Doors)<\/em><br \/>\nLes Guitars &amp; Guns tornarono molto contenti da quella incredibile esperienza londinese. Nel viaggio di ritorno le loro strade stavano per dividersi nuovamente. Dario doveva tornare a Marittima nel Salento, aveva avviato con successo una nuova attivit\u00e0 nei campi. Gli altri componenti del gruppo erano diretti a Bologna, c\u2019era il lavoro ad attenderli. A Fiumicino tutti i ragazzi si lasciarono andare in lunghissimi e affettuosi abbracci. Si erano sentiti sempre come tanti fratelli. Ma quel giorno, per la prima volta, c\u2019erano le lacrime sui volti che affondavano nell\u2019intimit\u00e0 di ogni singolo individuo. C\u2019era un\u2019ultima birra da consumare insieme. Ogni saluto, ogni brindisi era come un\u2019incognita, un abbandono, uno squarcio di sofferenza:<br \/>\n\u201cLa nostra band \u00e8 una sorta di famiglia\u201d \u2013 diceva Donato \u2013 \u201cCi siamo studiati, abbiamo visto che c\u2019era un\u2019intesa e ci siamo detti: Non \u00e8 male! E non ci siamo pi\u00f9 lasciati\u201d<\/p>\n<p>In quella settimana i controllori di volo avevano deciso di proclamare uno sciopero. Furono diversi i voli cancellati in arrivo e in partenza. Ci fu una grande partecipazione e una forte astensione degli addetti agli scali italiani. Anche l\u2019aereo per il \u201cPapola\u201d di Brindisi rischiava un ritardo di diverse ore. Dario pens\u00f2 di noleggiare un\u2019auto per risparmiare tempo e soprattutto un\u2019attesa snervante nelle sale d\u2019attesa dell\u2019aeroporto Fiumicino di Roma. Il viaggio di ritorno era una nuova collezione di avventure attraverso ricordi e scoperte. Un nuovo diario di bordo che veniva scritto nella testa e poteva dare vita a nuovi spunti per creare nuove canzoni e poesie.<\/p>\n<p>Dario pensava a quel concerto inglese, a quella bellissima vacanza che era stata un\u2019occasione per rivedere i vecchi amici. Un tempo ritrovato sembrava davvero essere l\u2019unico risarcimento possibile per i tanti sogni dissolti nel nulla. Durante il ritorno nel profondo sud, quella esperienza londinese gli aveva restituito il senso, l\u2019umanit\u00e0 collettiva dello stare al mondo insieme alle persone pi\u00f9 care. La bellezza e il pathos delle canzoni riuscivano a parlare alla vita.<\/p>\n<p>Nei pensieri, Dario ricordava quella cameretta di campagna, deposito di ragnatele, abitata da insetti e formiche, tappezzata con i poster dei suoi primi idoli musicali e le prime canzoni sulla chitarra polverosa e scrostata che nutrirono la fantasia per perseguire un obiettivo inseguito per lungo tempo. Dario aveva trasformato la desolazione in gioia. Voleva praticare arte non per ottenere soldi o fama. Voleva sperimentare cosa ci fosse dentro se stessi per far crescere la propria anima. La musica era una forma di terapia del cuore. Il blues e il rock\u2019n\u2019roll rappresentavano un luogo di frontiera, un terreno propizio all\u2019immaginazione. Un mondo costruito un po\u2019 a caso ma che era la sua ragione di vita, una nuova resurrezione, utile per rosicchiare un po\u2019 di felicit\u00e0 perduta.<\/p>\n<p>Dario non sapeva resistere al fascino di un bellissimo tramonto. Dopo aver superato la costa sud laziale e i monti dell\u2019Irpinia, gli ulivi delle campagne del nord barese facevano da sfondo al viaggio. Quel giorno la Puglia non era mai stata cos\u00ec bella. Dario ammirava quei bellissimi villaggi collinari rivestiti di intonaco bianco, le sue belle e lunghe coste, le spiagge meravigliose e quelle schegge di luce che illuminavano il Gargano e le Murge. Nei pensieri, la natura si ergeva protagonista con i paesaggi evocati dal canto degli uccelli e dal suono delle campane.<\/p>\n<p>La solitudine di un viaggiatore in auto veniva interrotta dalle canzoni trasmesse alla radio:<br \/>\n<em>\u201cSono un uomo viaggiatore. Ho fatto molte tappe intorno al mondo ed in ogni luogo possiedo un cuore di almeno una dolce ragazza\u201d. (Ricky Nelson)<\/em><\/p>\n<p>All\u2019uscita del curvone tra Monopoli e Fasano, lungo la statale 379, un potente raggio di sole si riflett\u00e9 sui Ray-Ban del ragazzo. Lo accolse un improvviso calore che non aveva mai provato sulla pelle. Un odore acre di bruciato e la visione di un incidente con alcune auto coinvolte apparsero d\u2019un tratto come un enorme quadro pietrificato. Dario decise di superare subito quella coltre di fumo denso. Scorgeva una nuova luce che ispirava fiducia per la lunga strada ancora da percorrere. A poche centinaia di metri, in una piazzola di sosta, si intravedeva la figura di una donna con uno zaino colorato sulle spalle. Chiedeva un passaggio con la mano. Dario pens\u00f2 di fermarsi e di accogliere nell\u2019auto presa a noleggio quella giovane donna dal viso dolce, quasi angelico, con gli occhi scuri, i capelli dai riflessi rossi e ondulati, con un fiore nella mano sinistra e con la pelle che emanava un intenso profumo di ciclamino.<\/p>\n<p>\u201cCiao, dove vai?\u201d \u2013 chiese Dario<br \/>\n\u201cMi aspettano gli Angeli per un concerto\u201d, rispose la ragazza<br \/>\nDario, pensieroso e incuriosito, fece entrare la ragazza.<br \/>\n\u201cEsci sulla complanare per Serranova e poi prendi un viale che ti indicher\u00f2\u201d \u2013 sugger\u00ec con un sorriso la bellissima donna.<br \/>\nLa radio sintonizzata su una stazione locale passava la canzone \u201cStairway to heaven\u201d dei Led Zeppelin. In quel momento sembrava una sorta di premonizione:<br \/>\n\u201cE sorger\u00e0 un nuovo giorno per coloro che da tanto aspettano, e le foreste echeggeranno di risate\u201d.<\/p>\n<p>Dario, con aria serena, si diresse verso la Riserva Naturale di Torre Guaceto. Davanti a s\u00e9 comparve una strada sterrata con i muretti a secco tra una fitta e meravigliosa macchia verde mediterranea che portava verso la spiaggia. Di fronte si ammirava l\u2019orizzonte tinto di azzurro, lungo il quale, tra il cielo limpido e un immenso arcobaleno sul mare cristallino, una luce bianca fortissima, immensa, fungeva da richiamo mentre alle spalle la nebbia oscurava la strada. Era l\u2019ultima percorsa su questa terra da Dario, alla quale ha donato con grande umilt\u00e0, la sua storia fantastica e surreale, piena di amicizia, resilienza, musica e umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Prima dell\u2019ultima curva, Dario si immerger\u00e0 nei profondi occhi della ragazza e nel suo splendido sorriso, con un quesito:<br \/>\n\u201cHo amato abbastanza? Quali sono stati i miei doni alla vita terrena? L\u2019arte \u00e8 un luogo sicuro nella vita per sperimentare i sentimenti, quelli gioiosi e quelli difficili. Dobbiamo solo provare vergogna per ci\u00f2 che perdiamo e recuperare i nostri affetti per non pentirsi mai. Il rancore e l\u2019odio non possono appartenerci. Abbiamo bisogno di nutrire il nostro cuore, di feroci emozioni, di perdonare e di innamorarci sempre. Spero di aver amato il prossimo nella giusta misura come in una romantica favola blues\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cIssi ti la statali, vani \u2018dd\u00f2 st\u00e0 sempre lu soli, trasi \u2018ntra la stirrata ca ti porta allu viali ca si lassa tuttu tretu. Lu sacciu ca ti stu mesi li sciurnati so propria afosi, tu tira drittu e n\u00f2 cci pinsari e vani \u2018dd\u00f2 st\u00e0 sempri lu soli e lassa tuttu tretu. E quando a \u2018rrivatu a \u2018mmari \u2018uarda ti costi alli reti, pigghia \u2018nna varca e \u2018ccumenza a rimari, vani allu largu e lassa tuttu tretu. E quando lu soli cala e lu mari e lu cielu so \u2018nn\u00e0 cosa sola lassa puru ti rimari e vani \u2018dd\u00f2 ti porta lu volu e lassa tuttu tretu\u201d. (Amerigo Verardi)<\/em><br \/>\n<em>(Esci dalla statale, vai dove c\u2019\u00e8 sempre il sole, entra nello sterrato che ti porta al viale che si lascia tutto dietro. Lo so che in questi mesi le giornate sono afose, tu tira dritto e non pensarci e vai dove c\u2019\u00e8 sempre il sole e lascia tutto dietro. E quando sei arrivato al mare guarda a fianco alle reti, prendi una barca e comincia a remare, vai al largo e lascia tutto dietro. E quando cala il sole e il mare e il cielo sono una cosa sola lascia pure di remare e vai dove ti porta il volo e lascia tutto dietro).<\/em><\/p>\n<p><em><strong>FINE<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>MARCO GRECO<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cStamattina mi sono svegliato e ho bevuto una birra. Il futuro sembra incerto e la fine pi\u00f9 vicina\u201d. (Doors) Les Guitars &amp; Guns tornarono molto contenti da quella incredibile esperienza londinese. Nel viaggio di ritorno le loro strade stavano per dividersi nuovamente. Dario doveva tornare a Marittima nel Salento, aveva avviato con successo una nuova attivit\u00e0 nei campi. Gli altri componenti del gruppo erano diretti a Bologna, c\u2019era il lavoro ad attenderli. A Fiumicino tutti i ragazzi si lasciarono andare in lunghissimi e affettuosi abbracci. Si erano sentiti sempre come tanti fratelli. Ma quel giorno, per la prima volta, c\u2019erano le lacrime sui volti che affondavano nell\u2019intimit\u00e0 di ogni singolo individuo. C\u2019era un\u2019ultima birra da consumare insieme. Ogni saluto, ogni brindisi era come un\u2019incognita, un abbandono, uno squarcio di sofferenza: \u201cLa nostra band \u00e8 una sorta di famiglia\u201d \u2013 diceva Donato \u2013 \u201cCi siamo studiati, abbiamo visto che c\u2019era un\u2019intesa e ci siamo detti: Non \u00e8 male! 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