{"id":231536,"date":"2024-10-02T15:34:28","date_gmt":"2024-10-02T13:34:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=231536"},"modified":"2024-10-02T15:34:28","modified_gmt":"2024-10-02T13:34:28","slug":"lappia-antica-una-opportunita-di-futuro-e-di-identita-del-territorio-e-dei-suoi-vini-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/lappia-antica-una-opportunita-di-futuro-e-di-identita-del-territorio-e-dei-suoi-vini-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Appia Antica, una opportunit\u00e0 di futuro e di identit\u00e0 del territorio e dei suoi vini. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019edizione dell\u2019Appia day di questo anno ha arricchito le iniziative dell\u2019amministrazione comunale di Brindisi e di tante associazioni per e dopo il riconoscimento UNESCO dell\u2019Appia antica. Non siano per\u00f2 fuoco di paglia o occasioni per esibirsi. Il riconoscimento dell\u2019Unesco deve essere e diventare soprattutto a Brindisi consapevolezza popolare.<\/p>\n<p>La nostra azienda come altre vi ha partecipato accogliendo ospiti italiani e stranieri per far degustare i propri vini, per parlare della storia vitivinicola di Brindisi e del tratto terminale dell\u2019Appia antica,nelle vicinanze del quale, sorgono i nostri vigneti.<\/p>\n<p>Tra le varie iniziative succedutesi in quei giorni mi \u00e8 sembrata molto interessante e innovativa la proposta di Lega ambiente di fare dell\u2019area del Cillarese (canale e bacino compresi) il parco terminale dell\u2019Appia antica.La sua valorizzazione pu\u00f2 diventare certamente un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico. La certezza storica e infrastrutturale, se non l\u2019ovviet\u00e0, \u00a0\u00e8 che l\u2019Appia iniziava a Roma e finiva a Brindisi. E dopo lo storico parco dell\u2019Appia antica di Roma realizzare quello dell\u2019Appia antica di Brindisi darebbe valore all\u2019intero tracciato.<\/p>\n<p>I Romani realizzavano le strade \u00a0per logiche militari, di dominio e di espansione, ma,mentre le costruivano, attorno ad esse si realizzava sviluppo e, come diremmo nei giorni nostri, attrazione di investimenti. A dimostrazione che le infrastrutture, da sempre, non servono solo per far transitare uomini e merci ma creano anche altre utilit\u00e0, culture e civilt\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019Appia e la Traiana furono, per la loro parte terminale nel nostro territorio, fattore di sviluppo, di modernizzazione anche nel settore agricolo e vitivinicolo. Le derrate alimentari e il vino,necessari per approvvigionare le truppe che si imbarcavano dal porto di Brindisi, terminal della via Appia e della via Traiana, venivano prodotti in questa area. La viticoltura fu portata nei nostri territori dai messapi ma ebbe un salto di qualit\u00e0 e anche di quantit\u00e0 proprio con i Romani. Il porto di Brindisi raggiungibile con la via Appia e con la via Traiana, per ragioni prima di carattere militare e poi per il ruolo che contestualmente veniva ad assumere anche dal punto di vista commerciale nel mediterraneo,divent\u00f2 fattore di sviluppo territoriale e culturale. Non a caso i romani nel fare le strade sceglievano tracciati dove era possibile sviluppare, incrementare o realizzare attivit\u00e0 agricole, necessarie all\u2019approvvigionamento di derrate alimentari per i propri soldati e per i bisogni della vita quotidiana.E si costruivano tracciati preferibilmente vicini a corsi d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Il vino era un alimento indispensabile cos\u00ec come l\u2019olio anche per bisogni non solo alimentari.La viticoltura e l\u2019olivicoltura della campagna che arrivava fino a Brindisi si sviluppano cos\u00ec. La testimonianza pi\u00f9 importante \u00e8 rappresentata, oltrech\u00e9 dalla fertilit\u00e0 dei terreni brindisini, dalla presenza delle fornaci di anfore utilizzate per il trasporto via mare di vino e di olio.<\/p>\n<p>La viticoltura aveva un&#8217;importanza non solo economica ma anche culturale e sociale. Il vino era parte integrante della vita quotidiana romana, utilizzato in cerimonie religiose, banchetti e nella vita domestica. Le ville romane nei dintorni di Brindisi spesso erano dotate di vigneti e impianti per la produzione del vino.<\/p>\n<p>In sintesi, il tratto terminale dell&#8217;Appia Antica a Brindisi non solo rappresentava un collegamento fondamentale tra Roma e l&#8217;Oriente, ma favor\u00ec anche lo sviluppo economico e agricolo, con la vitivinicoltura che giocava un ruolo di primo piano nell&#8217;economia romana in questa parte dell\u2019Italia non a caso chiamata allora Enotria.<\/p>\n<p>Mentre allora si definiscono i contenuti per partecipare alla pi\u00f9 ampia progettazione per la valorizzazione dell\u2019Appia antica e per gestire il riconoscimento UNESCO sarebbe opportuno conoscere e far conoscere meglio il tracciato della stessa nei nostri territori e in particolare in quello brindisino, senza farsi condizionare dal recente vissuto o da riferimenti relativi all\u2019attuale via Appia. Il tracciato non \u00e8 certamente quello che comunemente abbiamo conosciuto in epoca moderna, la vecchia statale poi trasformatasi nell\u2019attuale superstrada che porta a Taranto.<\/p>\n<p>Gli storici locali e non solo loro sostengono che il tracciato della vera Appia antica \u00a0sia quello della vecchia strada per Mesagne oggi strada comunale per lo Spada e Casignano. Una parallela della statale e costeggiante i canali (Capece, Galina, Cillarese) che all\u2019epoca bagnavano le campagne del territorio e arrivavano fino al seno di ponente del porto di Brindisi.<\/p>\n<p>Bisogna evitare allora che in qualsiasi progetto di valorizzazione della \u201cregina viarum\u201d prevalgano inutili sovrapposizioni di iniziative, di studi e progetti ma sopratutto approssimazioni e superficialit\u00e0 storiche dal momento che pu\u00f2 essere una occasione utile per ridare identit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 a tutti i nostri territori attraversati dall\u2019Appia antica. Servirebbe a dare anche agli amministratori locali e agli abitanti dei nostri comuni elementi utili e certezze per valorizzare e salvaguardare i tracciati lasciando cos\u00ec alle future generazioni tracce e luoghi del passato. Sono necessarie indicazioni e segnalazioni anche fisiche e stradali in grado di contribuire a dare identit\u00e0 territoriale e non solo riconoscimento storico e accademico ma anche di comunit\u00e0 di popolo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la valorizzazione dal punto di vista turistico ed enogastronomico della via Appia non sarebbe solo una proposta costruita sulla carta per ottenere un po\u2019 di finanziamenti ma avrebbe il suo ancoraggio reale, partecipato e storico. Servirebbe a dare identit\u00e0 necessaria anche per un riconoscimento popolare e non per addetti ai lavori. Sarebbe utile,per esempio, riprendere la decisione dell\u2019amministrazione comunale del 2001, ripristinando l\u2019associazione della \u201cstrada dei vini dell\u2019Appia\u201d. L&#8217;associazione appia dei vini fu costituita dal comune di Brindisi con la partecipazione dei comuni di Ostuni, San Vito, Latiano e Mesagne. In seguito,a causa di mancati versamenti e per negligenza, l\u2019associazione \u00e8 stata di fatto sciolta. Stessa sorte tocco\u2019 all\u2019adesione di Brindisi alle \u201ccitt\u00e0 del vino\u201d.<\/p>\n<p>La ricostruzione dell\u2019Appia dei vini e l\u2019adesione alle citt\u00e0 del vino sarebbe un altro tassello per dare riconoscibilit\u00e0, attrattivita\u2019 turistica ed enogastronomica a questa parte dell\u2019Appia antica ed un modo per coinvolgere le realt\u00e0 vitivinicole del territorio.<\/p>\n<p>Esistono quindi le premesse per riunire gli enti pubblici, i soggetti economici, le realt\u00e0 produttive,le associazioni ambientaliste, dopo il riconoscimento dell\u2019Unesco, in un sistema che abbia anzitutto l\u2019interesse per la valorizzazione, la promozione e la fruizione turistica del territorio e dei suoi prodotti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carmine Dipietrangelo<br \/>\nTenute lu spada<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019edizione dell\u2019Appia day di questo anno ha arricchito le iniziative dell\u2019amministrazione comunale di Brindisi e di tante associazioni per e dopo il riconoscimento UNESCO dell\u2019Appia antica. Non siano per\u00f2 fuoco di paglia o occasioni per esibirsi. Il riconoscimento dell\u2019Unesco deve essere e diventare soprattutto a Brindisi consapevolezza popolare. La nostra azienda come altre vi ha partecipato accogliendo ospiti italiani e stranieri per far degustare i propri vini, per parlare della storia vitivinicola di Brindisi e del tratto terminale dell\u2019Appia antica,nelle vicinanze del quale, sorgono i nostri vigneti. Tra le varie iniziative succedutesi in quei giorni mi \u00e8 sembrata molto interessante e innovativa la proposta di Lega ambiente di fare dell\u2019area del Cillarese (canale e bacino compresi) il parco terminale dell\u2019Appia antica.La sua valorizzazione pu\u00f2 diventare certamente un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico. La certezza storica e infrastrutturale, se non l\u2019ovviet\u00e0, \u00a0\u00e8 che l\u2019Appia iniziava a Roma e finiva a Brindisi. 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