{"id":2329,"date":"2014-01-10T09:29:09","date_gmt":"2014-01-10T08:29:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.seltest.info\/brun\/?p=2329"},"modified":"2014-01-10T20:31:38","modified_gmt":"2014-01-10T19:31:38","slug":"ordine-architetti-occorre-programmare-e-pianificare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ordine-architetti-occorre-programmare-e-pianificare\/","title":{"rendered":"Ordine Architetti: &#8220;occorre programmare e pianificare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"LEFT\"><b><span style=\"font-size: large;\"><\/span><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 frequentemente in questi ultimi tempi, gli organi di stampa e informazione locali, anche sull\u2019onda di segnalazioni di singoli cittadini o associazioni, si sono soffermati su questioni specifiche connesse all\u2019uso ed alle trasformazioni delle nostre citt\u00e0 e del nostro territorio.<\/p>\n<p>Pensiamo alla riqualificazione del Lungomare Regina Margherita a Brindisi, con le polemiche legate alla rimozione delle antiche basole, all\u2019occultamento degli strati storici preesistenti e, da ultimo, alla posa in opera di pilastri in pietra.<\/p>\n<p>Pensiamo alla vicenda degli orti di Ostuni o degli scavi archeologici a Cisternino o, in scala minore, alla sostituzione dei falsi pepe su Via Marconi, a ridosso dell\u2019antico complesso di San Benedetto sempre a Brindisi, prima con oleandri e, da ultimo, con pruni.<\/p>\n<p>Potremmo aggiungere molte altre vicende puntuali, che, se affrontate nello specifico, rischierebbero di farci perdere di vista il dato complessivo da cui, comunque, derivano.<\/p>\n<p>Quello che emerge, infatti, dalle questioni citate, \u00e8 la mancanza di una visione d\u2019assieme, di una strategia e di una programmazione, che \u00e8 progettuale ed economica, in cui le singole scelte dovrebbero inquadrarsi.<\/p>\n<p>Non vogliamo discutere la qualit\u00e0 dei singoli interventi, quanto sottolineare come, da un lato, siano pratiche ricorrenti la non considerazione e lo scarso rispetto per i luoghi in cui si interviene -per la loro storia e per i loro segni, artistici, ambientali ed architettonici- e come, dall\u2019altro, si persegua una costante assenza di percorsi progettuali e procedimentali, che dovrebbero trovare nei dettami culturali, oltre che normativi, precise e corrette procedure.<\/p>\n<p>Pare non sia superfluo ricordare a noi stessi che le citt\u00e0 in cui viviamo \u2013per larga parte storicizzate &#8211; ci sono state consegnate e dobbiamo preservarle per affidarle, con la stessa cura, a chi verr\u00e0 dopo di noi.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 accaduto e non sta accadendo. E il pensiero non deve andare pi\u00f9 solo ai casi, pure assolutamente inaccettabili, delle demolizioni del vecchio Teatro Verdi o della Torre dell\u2019Orologio a Brindisi, ma a quelle di tanti stabilimenti vinicoli o di masserie o di ville liberty via via sostituiti da edilizia multipiano, spesso anonima e dissonante rispetto ai contesti preesistenti. Con ci\u00f2 sottolineando come nessun insegnamento \u00e8 stato tratto da tali squalificati interventi<\/p>\n<p>Per questo ribadiamo la necessit\u00e0 della attuazione di strumenti di pianificazione (pensiamo alle preoccupanti vicende del pug a Brindisi, come a quelle degli altri comuni della provincia), per non lasciare spazio a soluzioni incoerenti che rispondono solo a logiche di parte o di pochi o, peggio ancora, a<\/p>\n<p>consuetudini delle deroghe, contro le buone prassi delle regole. Rileviamo, per\u00f2, che la gestione ordinaria del piano urbanistico rimane il cardine della questione, sulla quale c\u2019\u00e8 da aprire un confronto serrato e trasparente con i soggetti interessati. Poich\u00e9, fra questi, uno dei primi \u00e8 l\u2019Ordine degli Architetti, richiediamo la partecipazione, e per appartenenza culturale e per interesse professionale, nello spirito di rendere uno strumento utile al cittadino e alle imprese, per traguardare insieme la certezza nella applicazione degli strumenti pianificatori.<\/p>\n<p>E\u2019 giunto il momento, non pi\u00f9 rinviabile, che le Amministrazioni chiamino a collaborare tutti i professionisti, in un rapporto che non svilisca la dignit\u00e0 di alcuno, per concorrere ad un buon governo del territorio che sappia guardare a seri processi di programmazione. Una prima, importante, occasione \u00e8 quella offerta dai Piani Triennali delle opere pubbliche, strumento in molti casi di reale trasformazione del volto urbano (ridisegno di parchi e di piazze,realizzazione di nuove opere pubbliche etcc) .<\/p>\n<p>Le Amministrazioni , senza pi\u00f9 remore , intraprendano &#8211; come buona pratica &#8211; l\u2019attivazione dei concorsi di progettazione e di idee, sempre garantendo il diritto d\u2019autore, al fine di ricercare contributi e confronti di creativit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si genera la fucina del cambiamento, nel rispetto di un quadro pi\u00f9 generale di sostenibilit\u00e0 ambientale. Siamo certi che, se messo in atto, questo meccanismo determinerebbe grandi momenti di crescita del nostro territorio , sia nel campo culturale che socio economico. Pensiamo alla partecipazione attivata da questa mole di opere, pensiamo a quanti giovani recupererebbero lo stimolo di cimentarsi nel raffronto e nella dialettica di un processo di trasformazione di un luogo urbano.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l\u2019augurio che facciamo per il 2014 a noi stessi, ai nostri amministratori e, soprattutto, ai nostri concittadini, consapevoli che da questa crisi ( che sta continuando a cancellare imprese e studi professionali) si esce solo con azioni ferme di condivisione, senza prevaricazioni o furbizie. L\u2019avere operato spesso in senso opposto ci ha restituito una innegabile riduzione delle complessive qualit\u00e0 urbana ed architettonica delle nostre citt\u00e0 e della funzionalit\u00e0 delle pubbliche amministrazioni.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora una opportunit\u00e0, forse l\u2019ultima, che va colta con coraggio. C\u2019\u00e8, soprattutto, una opportunit\u00e0 nell\u2019ambito della valorizzazione dei nostri giacimenti culturali e della innovazione tecnologica, che non abbiamo capito essere uno dei motori di crescita economica e di qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Molti segnali dovrebbero farci riflettere e indicarci una via di uscita, non ultimo il dato, di recente ribadito anche dal National Geographic o dal Lonely Planet, che la Puglia \u00e8 fra le prime mete turistiche al mondo: si immagina anche per il paesaggio, per i centri storici, per il mare, per la cultura,\u2026..<\/p>\n<p>Noi vogliamo fare la nostra parte, consapevoli che dobbiamo metterci in gioco e che solo da una assunzione di responsabilit\u00e0 progettuale e da una nuova visione delle nostre citt\u00e0 pu\u00f2 ripartire lo sviluppo.<\/p>\n<p>Richiediamo la dovuta attenzione per il nostro pensiero e per il nostro lavoro, ma con quella capacit\u00e0 propositiva da cui farci derivare l\u2019autorevolezza e l\u2019ascolto necessari.<\/p>\n<p>Buon Anno a tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"LEFT\">\n<p><b>ORDINE DEGLI ARCHITETTI, P., P. E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI BRINDISI <\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ancora pi\u00f9 frequentemente in questi ultimi tempi, gli organi di stampa e informazione locali, anche sull\u2019onda di segnalazioni di singoli cittadini o associazioni, si sono soffermati su questioni specifiche connesse all\u2019uso ed alle trasformazioni delle nostre citt\u00e0 e del nostro territorio. Pensiamo alla riqualificazione del Lungomare Regina Margherita a Brindisi, con le polemiche legate alla rimozione delle antiche basole, all\u2019occultamento degli strati storici preesistenti e, da ultimo, alla posa in opera di pilastri in pietra. Pensiamo alla vicenda degli orti di Ostuni o degli scavi archeologici a Cisternino o, in scala minore, alla sostituzione dei falsi pepe su Via Marconi, a ridosso dell\u2019antico complesso di San Benedetto sempre a Brindisi, prima con oleandri e, da ultimo, con pruni. 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