{"id":238005,"date":"2025-01-30T11:01:57","date_gmt":"2025-01-30T10:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=238005"},"modified":"2025-02-01T19:10:35","modified_gmt":"2025-02-01T18:10:35","slug":"nuovo-teatro-verdi-luigi-delia-e-il-genio-inquieto-di-caravaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/nuovo-teatro-verdi-luigi-delia-e-il-genio-inquieto-di-caravaggio\/","title":{"rendered":"Nuovo Teatro Verdi: Luigi D&#8217;Elia e il genio inquieto di Caravaggio"},"content":{"rendered":"<p>La luce taglia il buio come una lama, squarcia l\u2019ombra e si posa sui corpi, sui volti, sulle mani. Michelangelo Merisi da Caravaggio dipingeva le scene strappandole dal vero e gettandole sulla tela, crude, vibranti, scandalosamente umane. Venerd\u00ec 31 gennaio, alle 20.30, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi presenta \u201cCaravaggio. Di chiaro e di oscuro\u201d, spettacolo scritto da Francesco Niccolini, diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, e interpretato da Luigi D\u2019Elia. Pi\u00f9 che una biografia teatrale, un viaggio nel cuore inquieto dell\u2019artista, tra luce e dannazione, tra arte e fuga. L\u2019evento \u00e8 realizzato in collaborazione con il Polo Biblio Museale di Brindisi e Mediaporto &#8211; Santa Teresa Spa nell\u2019ambito del progetto Ministero dei Sogni.<\/p>\n<p>Biglietti disponibili su rebrand.ly\/CaravaggioTeatro e al botteghino del teatro, aperto il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Biglietto promo (15 e 10 euro) per gli studenti delle quarte e quinte classi delle scuole superiori. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.<\/p>\n<p>Caravaggio \u00e8 un nome che evoca il contrasto tra luce e tenebra, tra sacro e profano. Figlio di un\u2019epoca turbolenta, il primo Seicento, Merisi visse una vita breve e tumultuosa, intrecciata con la violenza e la grazia. La peste gli port\u00f2 via il padre e il nonno quando era solo un bambino. Da giovane pittore apprendista, affront\u00f2 la fame, la povert\u00e0 e l\u2019ostilit\u00e0 di un mondo spesso crudele. Poi il successo, altrettanto fulmineo e scapestrato, segnato da litigi, fughe, denunce e un omicidio. La grazia papale arriv\u00f2 troppo tardi: Caravaggio mor\u00ec a Porto Ercole, braccato dal suo passato e dai suoi nemici.<\/p>\n<p>Lo spettacolo supera la parabola biografica di Caravaggio. Attraverso un intreccio di parola, gesto e luce, indaga l\u2019essenza pi\u00f9 profonda delle sue opere, quei dipinti che scandalizzarono il loro tempo per la loro crudezza e sensualit\u00e0. Merisi non creava affreschi; la sua arte si esprimeva unicamente attraverso la pittura a olio, nella quale la realt\u00e0 diventava insopportabilmente vera. Le sue Madonne erano prostitute, i suoi angeli giovani compagni, i suoi santi poveri e umili, con piedi sporchi e unghie spezzate. Era questo che rendeva la sua arte scandalosa: non idealizzava ma rappresentava.<\/p>\n<p>Francesco Niccolini e Luigi D\u2019Elia, dopo aver esplorato la natura selvaggia in opere come \u201cZanna Bianca\u201d e \u201cMoby Dick\u201d, si immergono qui nella pittura pi\u00f9 sublime e abissale. Con la regia di Vetrano e Randisi, che per la prima volta si misurano con un monologo, lo spettacolo cerca di fare luce su una figura complessa e tormentata. La scena \u00e8 semplice ma evocativa: pochi elementi, velluti e stoffe, richiamano i colori e le atmosfere dei quadri di Caravaggio. Il suono del mare &#8211; una risacca &#8211; introduce e chiude il racconto, simbolo della vita errante e della morte misteriosa del \u201cvalent\u2019homo\u201d. L\u2019acqua diventa metafora della sua arte: instabile, irruente, capace di riflettere e inghiottire. Gli spettatori sono condotti all\u2019interno dei suoi capolavori, nei quali le pennellate violente e delicate convivono con la luce che filtra da un buco sul soffitto e si posa sui soggetti, illuminati per met\u00e0. L\u2019attore, come spiega Vetrano, \u201cnon rappresenta ma \u00e8\u201d: ogni gesto, ogni parola \u00e8 necessaria, costruendo un ponte tra la vita di Caravaggio e il presente.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 anche un omaggio all\u2019epoca d\u2019oro della cultura italiana ed europea, quel primo Seicento che vide nascere geni come Shakespeare, Cervantes, Galileo e Gesualdo da Venosa. In questo contesto, Caravaggio emerge come una figura cardine, capace di mettere il desiderio al centro della rappresentazione sacra. Come racconta D\u2019Elia, \u00abCaravaggio portava l\u2019alto nell\u2019assoluta carnalit\u00e0 della vita. Dipingeva uomini che erano santi e peccatori insieme, corpi vivi che portavano su di s\u00e9 le tracce del dolore e della passione\u00bb.<\/p>\n<p>Una delle sfide principali della messinscena \u00e8 stata raccontare Caravaggio attraverso le sue opere evitando i luoghi comuni che spesso lo accompagnano. Niccolini si \u00e8 concentrato sull\u2019umanit\u00e0 dell\u2019artista scavando oltre l\u2019immagine del pittore rissoso e ribelle. Ne emerge un uomo capace di rispetto verso le donne, legato a tre storie d\u2019amore e arte con altrettante modelle, in particolare Lena, una prostituta che sembra incarnare l\u2019ideale caravaggesco di bellezza terrena e spirituale. Per D\u2019Elia il processo creativo si \u00e8 tradotto in un\u2019immersione totale avendo trascorso ore davanti ai dipinti di Caravaggio, studiato le pennellate da vicino e cercato di cogliere la luce e il buio, il dettaglio e l\u2019insieme. Vetrano e Randisi hanno infine trasposto la verit\u00e0 pittorica in verit\u00e0 teatrale creando un\u2019esperienza che permettesse al pubblico di \u00abentrare nella bottega dell\u2019artista\u00bb e vivere il momento della creazione. Caravaggio \u00e8 simbolo della condizione umana: il suo tormento, la sua ribellione, la sua ricerca di verit\u00e0 risuonano ancora oggi. Come conclude D\u2019Elia, \u00abquesto spettacolo \u00e8 un viaggio nella nostra memoria, nei quadri che abbiamo visto e dimenticato, nei volti che ci guardano dall\u2019oscurit\u00e0 con una luce che ci parla ancora\u00bb. Al Nuovo Teatro Verdi, il 31 gennaio, \u201cCaravaggio. Di chiaro e di oscuro\u201d invita il pubblico a guardare oltre la tela, verso l\u2019anima di un uomo che ha dipinto il mondo con sangue, luce e tenebra.<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &#038; Comunicazione<br \/>\nFondazione Nuovo Teatro Verdi &#8211; Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luce taglia il buio come una lama, squarcia l\u2019ombra e si posa sui corpi, sui volti, sulle mani. Michelangelo Merisi da Caravaggio dipingeva le scene strappandole dal vero e gettandole sulla tela, crude, vibranti, scandalosamente umane. Venerd\u00ec 31 gennaio, alle 20.30, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi presenta \u201cCaravaggio. Di chiaro e di oscuro\u201d, spettacolo scritto da Francesco Niccolini, diretto da Enzo Vetrano e Stefano Randisi, e interpretato da Luigi D\u2019Elia. Pi\u00f9 che una biografia teatrale, un viaggio nel cuore inquieto dell\u2019artista, tra luce e dannazione, tra arte e fuga. 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