{"id":238388,"date":"2025-02-06T12:29:28","date_gmt":"2025-02-06T11:29:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=238388"},"modified":"2025-02-06T12:29:28","modified_gmt":"2025-02-06T11:29:28","slug":"convegno-epilessia-lo-sport-come-terapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/convegno-epilessia-lo-sport-come-terapia\/","title":{"rendered":"Convegno \u201cEpilessia, Lo sport come terapia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il secondo luned\u00ec di febbraio di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale dell\u2019Epilessia con l\u2019intento di promuovere verso la collettivit\u00e0 la consapevolezza su una malattia neurologica cronica, l\u2019epilessia appunto, che colpisce 500 mila persone in Italia e 50 milioni in tutto il mondo. Insieme al Parkinson e all\u2019Alzheimer, patologie delle quali si \u00e8 presa consapevolezza diagnostica solo negli ultimi decenni, l\u2019epilessia \u00e8 la malattia neurologica pi\u00f9 anticamente conosciuta, ma al contrario di Parkinson e Alzheimer essa sconta, conserva e porta ancora con se tutta una serie di pregiudizi pseudo-culturali che la ammantano di sacro o al contempo di satanico. In passato l&#8217;epilessia, caratterizzata dalla improvvisa perdita di conoscenza e da scariche miocloniche, era infatti associata a credenze mistico-religiose e\/o di possessione demoniaca. L&#8217;epilessia era conosciuta infatti come la &#8220;malattia sacra&#8221;, come fu descritta nel V secolo a.C. da Ippocrate, poich\u00e9 si pensava che le visioni sperimentate dai pazienti fossero dei messaggi degli dei o, al contrario, si pensava che le crisi epilettiche fossero una forma di attacco da parte del demonio. Nella Roma antica, l&#8217;epilessia era conosciuta come \u201cdivinus morbu\u201ds ed era vista come una maledizione degli dei: qualora infatti una crisi fosse sopravvenuta durante un comizio, ne avrebbe provocato l&#8217;interruzione essendo l\u2019evento di cattivo auspicio. La malattia era considerata contagiosa e si riteneva che lo sputo fungesse da difesa nei confronti di essa.<br \/>\nCredenze queste che nella cultura popolare si sono consolidate e tramandate tanto che ancora oggi sussiste nei confronti di questa patologia un pesante e persistente stigma sociale nei confronti dei soggetti che ne sono affetti e determina in essi e nei loro familiari ulteriori problemi di carattere psicologico e di difficolt\u00e0 di adeguato inserimento sociale. In tutto il mondo e non solo da noi in Italia, coloro che soffrono di epilessia subiscono ancora una incomprensibile stigmatizzazione sociale e qualora la condizione colpisce le persone economicamente, socialmente e culturalmente pi\u00f9 deboli, la paura della stigmatizzazione pu\u00f2 portare a negare di aver avuto crisi epilettiche, con possibili gravi ripercussioni sul trattamento terapeutico. Il film italiano &#8220;Il grande cocomero&#8221; ben rappresenta l&#8217;epilessia e lo stigma sociale legato ad essa.<\/p>\n<p>Affetti da epilessia sono stati nel corso dei millenni personaggi famosi come:<br \/>\nPitagora, Giulio Cesare, Alessandro Magno, Maometto, Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giovanna D\u2019Arco, Beato Amedeo IX, Martin Lutero, Carlo V Imperatore di Spagna, Torquato Tasso, Caravaggio, Richelieu Segretario di Stato francese, Moli\u00e9re, Pietro il Grande Zar di Russia, Antonio Vivaldi, Papa Pio IX, Napoleone Bonaparte, Dostoevskij, Alfred Nobel, Van Gogh e ai giorni nostri Salvatore Antibo mezzofondista italiano, campione europeo a Spalato 1990 e medaglia d&#8217;argento olimpica nei 10000 m ai Giochi di Seul 1988.<br \/>\nSolo per citare i pi\u00f9 noti ma chiss\u00e0 quanti altri lo sono stati!<\/p>\n<p>Tuttavia la storia, quella ufficiale, ha sempre omesso di soffermarsi sulla loro reale condizione, e non certamente per rispetto della riservatezza come si direbbe oggi, quanto per non offuscare con una tale colpa originale la loro gloriosa immagine, spesso attribuendo loro altre patologie culturalmente pi\u00f9 accettabili; lo stigma che accompagnava l\u2019epilessia consigliava infatti di tacere sul reale stato della propria salute.<br \/>\nE la paura della stigmatizzazione pu\u00f2 ingenerare nel soggetto una forma di ulteriore isolamento autoindotto, di chiusura al mondo circostante, di rinuncia agli obblighi scolastici, di disagio nelle relazioni affettive, di immotivata vergogna della propria condizione, di insicurezza e scarsa autostima, di un atavico senso di colpa\u2026 Tutte situazioni che arrecano danni psicologici anche gravi e permanenti spesso ben pi\u00f9 pesanti della stessa epilessia.<\/p>\n<p>In questo contesto culturale e in concomitanze della giornata internazionale sull\u2019epilessia l\u2019AICE (Associazione Italiana contro l\u2019Epilessia) di Brindisi, attiva sul territorio da qualche anno grazie alla intraprendenza e costanti iniziative di Daniela Maniglio e del gruppo che la affianca, e in empatica vicinanza con il Rotary Club di Brindisi, organizza per sabato 8 febbraio, presso il salone di rappresentanza dell\u2019Amministrazione Provinciale, un convegno di sensibilizzazione sulle problematiche connesse all\u2019epilessia dal tema \u201clo sport come terapia. Riflessione confronto sul valore terapeutico dello sport nel trattamento dell\u2019epilessia\u201d a testimoniare l\u2019importanza dello sport come fondamentale terapia collaterale alla tradizionale terapia farmacologica, come ineguagliabile strumento di socializzazione e inserimento relazionale e abbattimento delle assurde barriere culturali ancora esistenti.<\/p>\n<p>Con moderatore il dr. Antonio Trabacca Responsabile Scientifico dell\u2019Istituto ricerca Scientifica Eugenio Medea sede di Brindisi, relazioneranno la dr.ssa Vania Durante e il dr. Vincenzo De Marco del Reparto di Neurologia dell\u2019Ospedale Perrino di Brindisi, la dr.ssa Marta De Rinaldis dell\u2019Istituto Medea, la dr.ssa Marisa Elia neuropedriata presso Apulia Diagnostica, il dr. Alfredo Sterpini medico dello sport.<\/p>\n<p>Interverranno altres\u00ec il Presidente della Provincia Tony Matarrelli, il Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna, il presidente del Consiglio Comunale Gabriele Antonino, l\u2019assessore ai servizi sociali Ercole Saponaro, il Direttore della Asl di Brindisi Maurizio De Nuccio, il Garante Regionale per la disabilit\u00e0 Antonio Gianpietro, il Garante per la disabilit\u00e0 del Comune di Brindisi Giuseppina Scarano, il responsabile Ufficio Scolastico Regionale (qualificazione e inclusione di alunni e studenti con disabilit\u00e0, anche plurime) Agata Rodi, Marcello Ostuni, (titolare del Centro di equitazione e riabilitazione equestre Aqua2o Tecnico FISE-FITETREC e Tecnico in sport adattato alla disabilit\u00e0) porter\u00e0 quale operatore sul campo la sua concreta testimonianza sui benefici dello sport nel processo terapeutico dell\u2019epilessia.<\/p>\n<p>Il convegno \u00e8 ovviamente aperto a tutti con inizio\u00a0alle\u00a0ore\u00a009,00<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il secondo luned\u00ec di febbraio di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale dell\u2019Epilessia con l\u2019intento di promuovere verso la collettivit\u00e0 la consapevolezza su una malattia neurologica cronica, l\u2019epilessia appunto, che colpisce 500 mila persone in Italia e 50 milioni in tutto il mondo. Insieme al Parkinson e all\u2019Alzheimer, patologie delle quali si \u00e8 presa consapevolezza diagnostica solo negli ultimi decenni, l\u2019epilessia \u00e8 la malattia neurologica pi\u00f9 anticamente conosciuta, ma al contrario di Parkinson e Alzheimer essa sconta, conserva e porta ancora con se tutta una serie di pregiudizi pseudo-culturali che la ammantano di sacro o al contempo di satanico. In passato l&#8217;epilessia, caratterizzata dalla improvvisa perdita di conoscenza e da scariche miocloniche, era infatti associata a credenze mistico-religiose e\/o di possessione demoniaca. 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