{"id":238391,"date":"2025-12-06T12:32:35","date_gmt":"2025-12-06T11:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=238391"},"modified":"2025-12-06T14:56:18","modified_gmt":"2025-12-06T13:56:18","slug":"ubi-maior-domenica-7-dicembre-leo-gassmann-in-scena-al-verdi-tra-dramma-e-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ubi-maior-domenica-7-dicembre-leo-gassmann-in-scena-al-verdi-tra-dramma-e-coscienza\/","title":{"rendered":"Ubi Maior: domenica 7 dicembre Leo Gassmann in scena al Verdi tra dramma e coscienza"},"content":{"rendered":"<p>Quando i ruoli familiari si capovolgono, anche le certezze pi\u00f9 radicate vacillano. Leo Gassmann debutta in teatro con sua madre Sabrina Knaflitz in \u201cUbi Maior\u201d, una storia che stringe lo sguardo su una scena domestica spogliata di ogni finzione, in arrivo al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, domenica 7 dicembre alle ore 18.30. Botteghino del Teatro aperto domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 18.30.<\/p>\n<p>La vicenda, apparentemente lineare, prende avvio dal ritorno a casa di Tito, vent\u2019anni, campione olimpico di scherma, un ragazzo che ha costruito tutto con disciplina e sacrificio. La sua \u00e8 la tipica parabola dell\u2019atleta che ha scelto di sottrarsi alla seduzione del successo facile, ai sostenitori invadenti e all\u2019intrattenimento travolgente. Ha vissuto inseguendo un ideale di rigore che lo ha reso famoso senza trasformarlo in un personaggio. Ma quando il padre gli manda un messaggio urgente, tutto ci\u00f2 che Tito pensava di sapere sui suoi affetti inizia a vacillare.<\/p>\n<p>Dal momento in cui mette piede in casa, il mondo che aveva idealizzato si incrina. La madre, figura che lui percepiva come solida e rassicurante, nasconde una doppia vita, mentre il padre, che dovrebbe essere l\u2019argine, appare sospeso in una sorta di apatia consapevole, come se guardasse tutto da lontano, incapace di intervenire o forse semplicemente rassegnato. Tito, che in pedana conosce perfettamente la differenza tra attacco e difesa, qui non ha regole n\u00e9 protezioni. Si trova dentro a una partita che non pu\u00f2 controllare, in cui il nodo della vicenda non \u00e8 una medaglia ma la salvezza stessa della famiglia.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa frattura che il testo trova la sua forza: la figura del giovane che si crede \u201cmaggiore\u201d, convinto di poter aggiustare ci\u00f2 che gli adulti hanno rotto, e che invece \u00e8 costretto a fare i conti con la complessit\u00e0 degli altri e con la propria fragilit\u00e0. La famosa espressione latina &#8211; \u201cubi maior, minor cessat\u201d &#8211; diventa un gioco drammaturgico: Tito entra nella scena familiare pensando di esserne l\u2019autorit\u00e0 morale e scopre invece di doversi piegare agli eventi accettando una realt\u00e0 che non pu\u00f2 risolvere con la determinazione che gli \u00e8 sempre bastata nello sport.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un evidente debito pirandelliano nella scrittura, una sorta di postura drammaturgica: l\u2019idea delle maschere, l\u2019inconoscibilit\u00e0 dell\u2019altro, la distanza tra ci\u00f2 che si vede e ci\u00f2 che si \u00e8. Le identit\u00e0 dei personaggi si sfaldano, le definizioni saltano, i ruoli genitore-figlio si ribaltano con naturalezza, cos\u00ec che il pubblico diventa testimone di un lento e incessante scavo nella natura dei legami.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una commedia che parla di una famiglia folle in cui tanti ragazzi e tante famiglie possono riconoscersi\u00bb, dice Leo Gassmann. \u00abPer me \u00e8 anche un modo per chiudere un cerchio e affrontare una parte della scena che avevo solo sfiorato. Ho accettato questa proposta perch\u00e9 volevo coronare un percorso con mia madre e conoscerla anche in un modo diverso\u00bb. Sabrina Knaflitz ricorda la folgorazione iniziale: \u00abIl testo ci \u00e8 piaciuto subito, ci siamo buttati senza esitazione. Il teatro \u00e8 un luogo di libert\u00e0 e poterlo condividere con Leo lo rende ancora pi\u00f9 vero. Lavorare insieme significa anche guardarsi da un\u2019altra angolazione, scoprire sfumature che nella vita di tutti i giorni non emergono\u00bb.<\/p>\n<p>Il testo scorre tra commedia e riflessione senza mai abbandonarsi a facili moralismi. L\u2019idea centrale \u00e8 chiara: quando i figli scoprono la verit\u00e0 sui propri genitori, quando li vedono senza le maschere costruite per anni, si compie un salto, spesso doloroso, che ribalta tutto ci\u00f2 che si pensava di sapere. Ed \u00e8 proprio in questo ribaltamento che \u201cUbi Maior\u201d trova il suo centro. C\u2019\u00e8 una domanda che attraversa tutto lo spettacolo: quanto conosciamo davvero le persone che ci hanno cresciuti? E cosa succede quando ci accorgiamo che anche loro, a modo loro, brancolano nel buio come noi? \u201cUbi Maior\u201d mette in moto un pensiero, un cortocircuito tra ci\u00f2 che crediamo stabile e ci\u00f2 che si rivela fragile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ufficio Stampa &amp; Comunicazione<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando i ruoli familiari si capovolgono, anche le certezze pi\u00f9 radicate vacillano. Leo Gassmann debutta in teatro con sua madre Sabrina Knaflitz in \u201cUbi Maior\u201d, una storia che stringe lo sguardo su una scena domestica spogliata di ogni finzione, in arrivo al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi, domenica 7 dicembre alle ore 18.30. Botteghino del Teatro aperto domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 18.30. La vicenda, apparentemente lineare, prende avvio dal ritorno a casa di Tito, vent\u2019anni, campione olimpico di scherma, un ragazzo che ha costruito tutto con disciplina e sacrificio. 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