{"id":238643,"date":"2025-02-11T08:30:42","date_gmt":"2025-02-11T07:30:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=238643"},"modified":"2025-02-15T22:42:31","modified_gmt":"2025-02-15T21:42:31","slug":"valorizzare-lappia-antica-dopo-il-riconoscimento-unesco-bisogna-osare-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/valorizzare-lappia-antica-dopo-il-riconoscimento-unesco-bisogna-osare-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Valorizzare l\u2019Appia antica dopo il riconoscimento Unesco: bisogna osare! Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Ho letto con molta attenzione l\u2019intervento su Quotidiano di Carlo Patrizio relativo al riconoscimento Unesco dell\u2019Appia Antica e le sue valutazioni per realizzarlo come progetto interregionale di identit\u00e0 territoriali, cos\u00ec come \u00e8 importante sapere che sono in programma gli Stati Generali dei comuni interessati alla Regina Viarum. Ne condivido valutazioni e propositi.<\/p>\n<p>Ogni iniziativa per la gestione del riconoscimento UNESCO dell\u2019Appia antica \u00e8 certamente encomiabile e va sostenuta. Cos\u00ec come \u00e8 importante il ruolo del comune di Brindisi per una progettazione consapevole delle potenzialit\u00e0 storiche e paesaggistiche delle proprie aree e luoghi collocati nella parte terminale dell\u2019Appia . Si richiede forse maggiore consapevolezza e coerenza soprattutto da parte di tutti i promotori e sostenitori associativi culturali, politici e dagli stessi amministratori locali.<\/p>\n<p>Come sostiene Carlo Patrizio\u2026\u201dle tante e tanto diverse comunit\u00e0 interessate devono esserne il reale soggetto, plurale e corale&#8230; realizzare un programma condiviso dalle comunit\u00e0 locali, basato sull\u2019idea che nei territori coinvolti possano prendere corpo sistemi economici locali e compatibili con l\u2019ambiente. Lungo la via Appia bisogna osare; non progetti e risorse a pioggia, ma un solo grande progetto di territorio, condiviso e articolato.\u201d<br \/>\nConsiderazioni e proposte di Carlo Patrizio che condivido pienamente.<\/p>\n<p>Mentre si rivendica e si lavora per questo importante riconoscimento e si inizia a lavorare per il progetto e per la sua gestione, riprenderanno i lavori rfi per il collegamento su ferro con l\u2019aeroporto. Un\u2019opera ormai decisa e in fase di realizzazione.<br \/>\nUna parte di questo progetto (il raccordo con la tratta ferroviaria Taranto Brindisi) attraversa il vecchio tracciato dell\u2019Appia e ne interromperebbe definitivamente la fruibilit\u00e0 e aggredirebbe \u00a0una parte paesaggistica,faunistica e ambientale dell\u2019area del \u00a0Cillarese, qualora non fossero trovate e realizzate opere di mitigazione e di non interruzione viaria permanente (anche utilizzando un passaggio a livello come proposto in sede regionale a seguito delle prescrizioni del ministero della cultura).<\/p>\n<p>La valorizzazione dell\u2019area del cillarese assieme alle aree e alle strade comunali della parte terminale dell\u2019Appia Antica,attraverso la realizzazione del suo parco terminale, come proposto gi\u00e0 da Lega Ambiente, pu\u00f2 diventare certamente un progetto di grande rilievo non solo storico ma anche di sviluppo turistico ed economico e di identit\u00e0.<\/p>\n<p>I Romani realizzavano le strade \u00a0per logiche militari, di dominio e di espansione ma mentre le costruivano attorno ad esse si realizzava sviluppo e, come diremmo nei giorni nostri, attrazione di investimenti. A dimostrazione che le infrastrutture, da sempre, non servono solo per far transitare uomini e merci ma creano anche altre utilit\u00e0, culture e civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Sostengo da tempo come la via Appia e la Traiana hanno rappresentato, per la loro parte terminale nel nostro territorio, fattore di sviluppo, di modernizzazione anche nel settore agricolo e vitivinicolo. Le derrate alimentari e il vino necessari per approvvigionare le truppe che si imbarcavano dal porto di Brindisi, terminal della via Appia e della via Traiana, venivano prodotti in questa area. La viticoltura fu portata nei nostri territori dai messapi ma ebbe un salto di qualit\u00e0 e anche di quantit\u00e0 proprio con i Romani. Il porto di Brindisi raggiungibile con la via Appia e con la Traiana per ragioni prima di carattere militare e poi per il ruolo che contestualmente veniva ad assumere anche dal punto di vista commerciale nel mediterraneo divent\u00f2 fattore di sviluppo territoriale. E non a caso i romani nel fare le strade sceglievano tracciati dove era possibile sviluppare, incrementare o realizzare attivit\u00e0 agricole necessarie all\u2019approvvigionamento di derrate alimentari per i propri soldati e per i bisogni della vita quotidiana.E si costruivano tracciati preferibilmente vicini a corsi d\u2019acqua. Il vino era un alimento indispensabile cos\u00ec come l\u2019olio anche per bisogni non solo alimentari.La viticoltura e l\u2019olivicoltura della campagna che arrivava fino a Brindisi si sviluppano cos\u00ec. La testimonianza pi\u00f9 importante \u00e8 rappresentata, oltrech\u00e9 dalla fertilit\u00e0 dei terreni brindisini, dalla presenza delle fornaci di anfore utilizzate per il trasporto via mare di vino e di olio.<\/p>\n<p>Mentre allora si definiscono i contenuti per partecipare alla pi\u00f9 ampia progettazione e gestione per la valorizzazione dell\u2019Appia antica sarebbe opportuno conoscere bene e con precisione il vero tracciato della stessa nei nostri territori e in particolare quello brindisino, senza farsi condizionare dal recente vissuto o da riferimenti relativi all\u2019attuale via Appia. Il tracciato non \u00e8 certamente quello che comunemente abbiamo conosciuto in epoca moderna, la vecchia statale poi trasformatasi nell\u2019attuale superstrada che porta a Taranto.<br \/>\nGli storici locali e non solo loro sostengono che il tracciato della vera Appia antica \u00a0sia quello della vecchia strada per Mesagne oggi strada comunale per lo Spada e Casignano. Una parallela della statale e costeggiante i canali (Capece, Galina, Cillarese) che allora bagnavano le campagne del territorio e arrivavano fino al seno di ponente del porto di Brindisi.Come Tenuta Lu Spada abbiamo recuperato la vecchia vocazione vitivinicola di terreni che si trovano a ridosso di questo tracciato o, come sostiene qualche storico, addirittura attraversati \u00a0dall\u2019Appia Antica.<\/p>\n<p>Bisogna evitare allora che in qualsiasi progetto di valorizzazione della \u201cregina viarum\u201d prevalgano inutili sovrapposizioni di studi e progetti ma sopratutto approssimazioni e superficialit\u00e0 storiche dal momento che pu\u00f2 essere una occasione utile per ridare identit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0 ai nostri territori attraversati dalla via Appia antica. Servirebbe per dare un po\u2019 di lungimiranza e conoscenza agli stessi amministratori locali per salvaguardare i tracciati e una \u00a0vera segnalazione lasciando cos\u00ec alle future generazioni le tracce \u00a0e i luoghi giusti del passato e non solo semplici nomi o addirittura segnalazioni artificiose oppure una inutile interruzione a causa di un altrettanto inutile attraversamento ferroviario.<\/p>\n<p>Ma \u00a0la conoscenza dell\u2019antico tracciato serve anche ad evitare eventuali interventi di \u00a0aggressioni e stravolgimenti paesaggistici che si potrebbero tuttora realizzare sul reale percorso dell\u2019Appia antica facendo scomparire qualsiasi riferimento reale ad un \u201cbene culturale e comune\u201d. Cos\u00ec anche la valorizzazione dal punto di vista turistico ed enogastronomico della via Appia non sarebbe solo una proposta costruita sulla carta per ottenere un po\u2019 di finanziamenti ma avrebbe il suo ancoraggio reale e storico.<br \/>\nSi spera che anche chi lavorer\u00e0 al progetto possa dare un contributo per far conoscere e salvaguardare la vera Appia antica e il tracciato che, attraverso i comuni coinvolti, era utilizzato per raggiungere il porto di Brindisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra azienda ha realizzato a suo tempo, in maniera del tutto inconsapevole del loro valore storico, in aree contigue e attraversate dal tracciato terminale dell\u2019Appia Antica in direzione del porto, i propri nuovi impianti di vigne, coltivate solamente con pratiche biologiche e attente a salvaguardare la sostenibilit\u00e0 dell\u2019area del cillarese.<\/p>\n<p>Ma sulle vecchie strade comunali della campagna brindisina ci sono ben altri vigneti e aziende vitivinicole pi\u00f9 importati e con maggiore storia,sia sul versante dell\u2019Appia direzione Taranto sia sul versante della Traiana direzione Bari che possono arricchire la progettazione e la gestione del riconoscimento Unesco con una cultura millenaria vitivinicola, paesaggistica, produttiva ed enogastronomica. Coinvolgere e rendere protagonisti anche noi vitivinicoltori sarebbe utile oltre che opportuno proprio come indicato da Patrizio per rendere il riconoscimento un impegno plurale, condiviso e corale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Tenute Lu spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto con molta attenzione l\u2019intervento su Quotidiano di Carlo Patrizio relativo al riconoscimento Unesco dell\u2019Appia Antica e le sue valutazioni per realizzarlo come progetto interregionale di identit\u00e0 territoriali, cos\u00ec come \u00e8 importante sapere che sono in programma gli Stati Generali dei comuni interessati alla Regina Viarum. Ne condivido valutazioni e propositi. Ogni iniziativa per la gestione del riconoscimento UNESCO dell\u2019Appia antica \u00e8 certamente encomiabile e va sostenuta. Cos\u00ec come \u00e8 importante il ruolo del comune di Brindisi per una progettazione consapevole delle potenzialit\u00e0 storiche e paesaggistiche delle proprie aree e luoghi collocati nella parte terminale dell\u2019Appia . Si richiede forse maggiore consapevolezza e coerenza soprattutto da parte di tutti i promotori e sostenitori associativi culturali, politici e dagli stessi amministratori locali. Come sostiene Carlo Patrizio\u2026\u201dle tante e tanto diverse comunit\u00e0 interessate devono esserne il reale soggetto, plurale e corale&#8230; realizzare un programma condiviso dalle comunit\u00e0 locali, basato sull\u2019idea che nei territori coinvolti possano prendere corpo sistemi economici locali e compatibili con l\u2019ambiente. 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