{"id":239010,"date":"2025-02-17T18:57:55","date_gmt":"2025-02-17T17:57:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=239010"},"modified":"2025-02-17T18:57:55","modified_gmt":"2025-02-17T17:57:55","slug":"governo-e-eni-chiudono-la-chimica-di-base-cgil-nessun-posto-di-lavoro-va-perso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/governo-e-eni-chiudono-la-chimica-di-base-cgil-nessun-posto-di-lavoro-va-perso\/","title":{"rendered":"Governo e Eni chiudono la chimica di base, Cgil: \u00abNessun posto di lavoro va perso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\u00abNessun posto di lavoro va perso, diciamo No alla chiusura del petrolchimico di Brindisi\u00bb. Questo \u00e8 il grido che si \u00e8 levato forte  nel corso dell&#8217;assemblea pubblica promossa dalla Cgil di Brindisi a cui hanno preso parte i vertici locali, regionali e nazionali del \u00absindacato del quadrato rosso\u00bb.<br \/>\nAll\u2019iniziativa pubblica organizzata dalla CGIL Brindisi nella sala conferenze dell\u2019Hotel Orientale,  c&#8217;erano, tra gli altri, Massimo Di Cesare, Segretario Generale CGIL Brindisi; Antonio Frattini, Coordinatore Regionale FILCTEM CGIL Puglia; Marco Falcinelli, Segretario Generale FILCTEM CGIL; Loris Scarpa, Coordinatore Settori Energia e Siderurgia FIOM CGIL Nazionale; Gigia Bucci, Segretaria Generale CGIL Puglia; Pino Gesmundo, Segretario Confederale CGIL Nazionale; Serena Triggiani, Assessora alle Crisi Industriali Regione Puglia; il parlamentare Claudio Stefanazzi del partito Democratico; il senatore Mario Turco, il deputato Leonardo Donno, entrambi del Movimento 5 Stelle, e il consigliere comunale Roberto Fusco; il sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna. Hanno inviato i loro saluti, perch\u00e9 trattenute da impegni istituzionali, On. Valentina Palmisano &#8211; Europarlamentare M5S e l&#8217;On. Patti L\u2019Abate &#8211; M5S Vicepresidente Commissione Ambiente.<br \/>\n\u00abDiciamo no alla chiusura del cracking e all\u2019abbandono del sito da parte di ENI Versalis. Vogliamo dare voce agli oltre 1.400 lavoratori dell\u2019indotto, il 61% dei quali sono chimici. Senza l\u2019unit\u00e0 con i lavoratori diretti, non c\u2019\u00e8 prospettiva\u00bb, ha detto chiaramente Massimo Di Cesare. \u00abDiciamo anche No alla politica dei due tempi: quella della chiusura immediata del cracking e quella degli investimenti poi su cui non c&#8217;\u00e8 ancora alcuna certezza e che se anche dovessero concretizzarsi arriveranno dopo anni. Non si perda neanche un posto di lavoro. Questa \u00e8 la nostra parola d&#8217;ordine\u00bb.<br \/>\nAntonio Frattini, Coordinatore Regionale FILCTEM CGIL Puglia: \u00abLa chimica di base serve ancora al Paese non possiamo dismettere un asset industriale cos\u00ec importante e poi essere costretti in futuro magari ad importare quelle materie che oggi produciamo condannandoci ad una dipendenza da altri paesi\u00bb.<br \/>\nMarco Falcinelli: \u00abBisogna partire da due dati fondamentali, che la chimica di base nel nostro paese fornisce l&#8217;80% dei suoi prodotti a tutti gli altri settori industriali, quindi \u00e8 logico viene da se che se si da un colpo ferale alla produzione chimica, nel nostro paese non si mette in difficolt\u00e0 solo l&#8217;industria chimica, si mettono in difficolt\u00e0 a tutti gli altri settori industriali che a valle utilizzano la chimica. Il piano che l&#8217;Eni continua a spacciare per piano di riorganizzazione, in realt\u00e0 \u00e8 un piano di dismissione dell&#8217;attivit\u00e0 della chimica. Anzich\u00e9 fare profitto con la produzione industriale vuole farlo con la finanza. Siamo al paradosso che Eni, azienda partecipata al 30% dallo Stato non fa quello che gli chiede di fare lo Stato, ma \u00e8 esattamente l&#8217;opposto\u00bb.<br \/>\nLoris Scarpa: \u00abLe tre gambe su cui poggia il sistema manifatturiero \u2013 chimica, siderurgia ed elettronica \u2013 stanno vivendo una situazione di crisi senza precedenti. E in tutti e tre i casi non centra nulla la questione della decarbonizzazione, ma manca una gamba: il capitale pubblico dove \u00e8 finito? Il capitale pubblico non pu\u00f2 essere solo utilizzato come cofinanziamento di iniziative industriali senza condizioni. Ci devono essere vincoli precisi. Per questo metalmeccanici e chimici sono andati a Bruxelles. Rispetto all&#8217;industria l&#8217;Europa sta a guardare sul capitale pubblico. In questo momento non c&#8217;\u00e8 un tavolo di trattativa sulle scelte di Enel e di Eni\u00bb.  Il Coordinatore Settori Energia e Siderurgia FIOM CGIL Nazionale ha infine evidenziato l&#8217;importanza di unire gli indotti e i diretti in una stagione di lotta sui petrolchimici da nord a sud.<br \/>\nGigia Bucci ha sottolineato l&#8217;importanza di valorizzare il lavoro svolto e di stare sempre pi\u00f9 uniti: \u00abLa Cgil \u00e8 in grado di capire cosa sta accadendo sul versante industriale, l&#8217;occasione \u00e8 troppo importante per ridurre la discussione ad una singola vertenza\u00bb. La segretaria generale della Cgil Puglia ha evidenziato che \u00abil profitto si \u00e8 staccato dal lavoro e che questo ha portato a calo delle produzioni. Calo del lavoro, aumento delle disuguaglianze sociali\u00bb. La segretaria Bucci sottolineato la necessit\u00e0 di ricucire le tante vertenze e di tenere uno sguardo di insieme e ha concluso: \u00abNon ci pu\u00f2 essere transizione giusta senza una transizione sociale, economica e finanziaria\u00bb.<br \/>\nPino Gesmundo, Segretario Confederale CGIL Nazionale ha concluso: \u00abSiamo fortemente preoccupati. Chiudere la chimica di base colpisce l\u201980% delle produzioni industriali del Paese. Ogni lavoratore diretto genera tre posti nell\u2019indotto. Chiudere la chimica di base significa esporre il nostro paese a un condizionamento di prodotti della chimica di base per far funzionare la nostra industria, dall&#8217;estero. Eni ragiona come fosse un fondo di investimento qualsiasi e non come una partecipata pubblica. Il rapporto \u00e8 1 a 3, ogni lavoratore diretto produce 3 lavoratori dell&#8217;indotto, quindi per Brindisi sarebbe un grande disastro sul piano occupazionale, coinvolgerebbe i lavoratori della meccanica, i lavoratori delle pulizie, ma penso anche al porto, penso al sistema industriale complessivo del paese. Brindisi \u00e8 una polveriera sotto questo punto di vista, se colleghiamo la chiusura dell&#8217;Eni insieme alla vicenda della centrale di Cerano, stiamo dicendo che questa citt\u00e0 diventa una citt\u00e0 dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 occupazione, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 buona occupazione\u00bb. <\/p>\n<p>Massimo Di Cesare<br \/>\nSegretario generale<br \/>\nCGIL Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abNessun posto di lavoro va perso, diciamo No alla chiusura del petrolchimico di Brindisi\u00bb. 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