{"id":239966,"date":"2025-03-05T17:00:20","date_gmt":"2025-03-05T16:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=239966"},"modified":"2025-03-05T17:01:36","modified_gmt":"2025-03-05T16:01:36","slug":"vertenza-eni-versalis-la-cgil-alza-lasticella-della-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/vertenza-eni-versalis-la-cgil-alza-lasticella-della-lotta\/","title":{"rendered":"Vertenza Eni Versalis: la CGIL alza l&#8217;asticella della lotta"},"content":{"rendered":"<p>Nella giornata di marted\u00ec 4 marzo u.s., il Ministro Urso ha annunciato tramite comunicato stampa la convocazione del tavolo Versalis per affrontare il piano industriale proposto da Eni, che prevede la chiusura degli ultimi due impianti di cracking (per la produzione di etilene) presenti in Italia.<br \/>\nQuesta decisione comporter\u00e0 che il nostro Paese sar\u00e0 il primo, a livello europeo, a non produrre pi\u00f9 etilene, una materia fondamentale per la produzione di tutte le componenti plastiche: una scelta che aumenter\u00e0 la dipendenza dell&#8217;Italia dai Paesi extraeuropei proprio in un momento in cui le tensioni geopolitiche e le guerre commerciali sui dazi minacciano di compromettere la competitivit\u00e0 del sis0tema manifatturiero italiano.<\/p>\n<p>Nel comunicato del Ministro non si fa menzione dei rischi a cui sar\u00e0 esposto il nostro Paese proprio nel pieno di un calo della produzione industriale che sfiora ormai i 24 mesi. Al contrario, emergono due riferimenti che prefigurano quale sar\u00e0 l&#8217;orientamento del Governo rispetto alle scelte di Eni, scelte che porteranno sicuramente vantaggi economici per l&#8217;azienda e per i suoi azionisti privati, ma che scaricheranno sulle imprese del settore manifatturiero le incertezze del mercato i rischi legati alla guerra dei dazi e un aumento del costo delle materie prime strategiche.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che l&#8217;Europa abbia avviato una discussione sulle materie strategiche da produrre nel continente, al fine di evitare ulteriori dipendenze che potrebbero mettere in ginocchio il sistema industriale europeo.<\/p>\n<p>Il primo riferimento evidenziato dal Ministro \u00e8 che il piano industriale di Eni \u00e8 stato sottoscritto dai sindacati: una vera e propria presa d\u2019atto sul fatto che la scelta di chiudere gli impianti sia esclusivamente aziendale e non governativa.<\/p>\n<p>Un atteggiamento supino che \u00e8 confermato dal fatto che, mentre era comunque aperto un tavolo di confronto in sede di Governo, ENI e alcune organizzazioni sindacali hanno deciso di procedere senza il coinvolgimento del Ministro su una questione cruciale per la competitivit\u00e0 del Paese e in assenza di garanzie occupazionali per le aziende dell&#8217;indotto, i cui lavoratori e lavoratrici, lo ricordiamo, sono tre volte i dipendenti diretti. Stiamo parlando in totale di circa 20.000 uomini e donne.<br \/>\nInoltre, il Ministro tace sul fatto che quell&#8217;accordo non \u00e8 stato firmato dalla Filctem Cgil, rendendolo di fatto minoritario visto che la Filctem rappresenta, come certificato dall\u2019Inps, il 48% dei lavoratori del settore, pi\u00f9 del doppio rispetto ai sindacati che hanno firmato, confermando come il Governo abbia un\u2019idea della democrazia molto soggettiva.<\/p>\n<p>Il secondo passaggio del Ministro Urso \u00e8 ancor pi\u00f9 sottile. Egli ricorda che l&#8217;accordo prevede che l&#8217;impianto di Brindisi venga messo &#8220;in conservazione&#8221;, cio\u00e8 pronto per essere riutilizzato, rivendicando di essersi attivato con la Commissione Europea per una revisione del CBAM (il sistema che tassa la produzione di prodotti provenienti da fuori Europa in base alle emissioni di CO2) per includere la chimica. Ed \u00e8 proprio in ragione di ci\u00f2 che il Governo assume l\u2019impegno di far rientrare in funzione non appena l&#8217;Europa modificher\u00e0 le normative, mentre la chiusura rimane una decisione unilaterale di Eni.<\/p>\n<p>Al Ministro Urso consigliamo di consultare un ingegnere chimico fra i tanti per farsi spiegare che un impianto di quel tipo, se spento per alcuni mesi, non potr\u00e0 pi\u00f9 essere riattivato, con grave danno per il sistema industriale italiano. Questa situazione \u00e8 inaccettabile. Sacrificare gli interessi del Paese a favore della speculazione finanziaria di un&#8217;azienda partecipata dallo Stato, che da questa operazione otterr\u00e0 solo maggiori dividendi per gli azionisti, \u00e8 inaccettabile e fotografa ormai chiaramente quali siano i rapporti di forza fra Eni e il suo azionista di maggioranza, il Governo.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019operazione pregiudica anche lo sviluppo dell\u2019economia circolare attraverso il riciclo chimico della plastica, unica soluzione per un riciclo totale dei prodotti, perch\u00e9, come dichiarato da Eni, per chiudere tale processo \u00e8 necessario un cracking, impianto che in Italia stiamo chiudendo. Altro mercato precluso alle aziende italiane.<br \/>\nLa Cgil e le sue categorie, che rappresentano i lavoratori diretti e indiretti (Filctem, Fiom, Filcams, Filt e Fillea), chiederanno al tavolo di invertire l\u2019ordine delle priorit\u00e0: prima gli interessi del Paese e del suo sistema produttivo e poi, eventualmente, quelli degli azionisti di ENI. Per sostenere questa posizione, \u00e8 stato proclamato uno sciopero per la stessa giornata dell&#8217;incontro, coinvolgendo i lavoratori diretti di Versalis, i lavoratori dei trasporti e quelli dell&#8217;edilizia, con ulteriori mobilitazioni previste sul territorio.<\/p>\n<p>In aggiunta, si svolger\u00e0 un presidio sotto la sede del Ministero, in via Molise, al quale parteciper\u00e0 una rappresentanza di tutti i lavoratori (chimici, metalmeccanici, trasporti, edili e dei servizi, come pulizia e vigilanza), insieme a tutte le istituzioni e le forze politiche che vorranno sostenere la lotta per garantire gli interessi generali del Paese.<\/p>\n<p><strong>Segreteria Nazionale CGIL<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella giornata di marted\u00ec 4 marzo u.s., il Ministro Urso ha annunciato tramite comunicato stampa la convocazione del tavolo Versalis per affrontare il piano industriale proposto da Eni, che prevede la chiusura degli ultimi due impianti di cracking (per la produzione di etilene) presenti in Italia. 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