{"id":240344,"date":"2025-03-11T19:17:48","date_gmt":"2025-03-11T18:17:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=240344"},"modified":"2025-03-11T19:17:48","modified_gmt":"2025-03-11T18:17:48","slug":"eni-versalis-cgil-brindisi-firmeremo-laccorso-solo-se-si-rispettano-alcune-condizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/eni-versalis-cgil-brindisi-firmeremo-laccorso-solo-se-si-rispettano-alcune-condizioni\/","title":{"rendered":"Eni Versalis, Cgil Brindisi: &#8220;firmeremo l&#8217;accorso solo se si rispettano alcune condizioni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSolo se si rispettano alcune condizioni firmeremo l&#8217;accordo\u00bb. La posizione della Cgil di Brindisi \u00e8 questa, dopo l&#8217;incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sulla vertenza ENI Versalis.<\/p>\n<p>All&#8217;incontro hanno partecipato oltre 60 persone in presenza nel parlamentino del MIMIT e oltre 60 in collegamento da remoto, a dimostrazione della rilevanza nazionale della questione. Erano presenti il Ministro Adolfo Urso e i dirigenti di ENI, tra cui l\u2019ingegner Ricci.<\/p>\n<p>Durante l\u2019incontro, il Ministro Urso ha esposto la posizione del governo sulla chimica italiana, la transizione energetica e il libro bianco. Ha inoltre annunciato incontri imminenti con altri ministri europei per affrontare questi temi a livello internazionale.<br \/>\nL\u2019ingegner Ricci ha illustrato la strategia aziendale, confermando l\u2019abbandono della chimica di base e la riconversione industriale con investimenti superiori ai 2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Di questi, 700 milioni saranno destinati al petrolchimico di Brindisi a partire dal primo trimestre del 2026. <\/p>\n<p>L\u2019azienda ha ribadito la chiusura del cracking di Brindisi al 31 marzo 2025. Seguir\u00e0 una fase di conservazione degli impianti, con attivit\u00e0 che potrebbero durare oltre 15 mesi. \u00c8 stata inoltre presentata la nuova compagine societaria che gestir\u00e0 la produzione di batterie di accumulo e riciclo. La nuova societ\u00e0, denominata Eni Storage System Brindisi, sar\u00e0 partecipata al 51% da ENI e al 49% da Seri Industrial, e prevede di avviare la produzione entro dicembre 2028. <\/p>\n<p>Durante il confronto, la CGIL nazionale e la Filctem, insieme alle categorie dell\u2019indotto Fiom, Filt, Fillea, Filcams e Flai, hanno ribadito la loro contrariet\u00e0 alla chiusura del cracking. Anche la Regione Puglia, per voce del presidente SEPAC, ha chiesto di posticipare la chiusura almeno fino a fine 2025 per garantire una transizione pi\u00f9 adeguata. Il 6 febbraio scorso, il presidente del Comitato SEPAC aveva gi\u00e0 proposto questa ipotesi, poi confermata dal presidente Emiliano il 25 febbraio in Prefettura. <\/p>\n<p>La vertenza non riguarda solo i lavoratori della chimica: coinvolge 36 aziende e oltre 1.400 lavoratori, tra cui 400 diretti, 550 dell\u2019indotto e il resto appartenenti alla filiera chimica.<\/p>\n<p>La posizione della CGIL di Brindisi<br \/>\n    1. Il cracking di Brindisi \u00e8 il pi\u00f9 performante d\u2019Italia e meriterebbe di essere mantenuto il pi\u00f9 a lungo possibile.<br \/>\n    2. Non ci sono vincoli immediati legati alla decarbonizzazione. Sebbene il progetto di ENI riduca le emissioni di CO2 del 40%, non si considera l\u2019impatto delle importazioni di materie prime prodotte all\u2019estero e il conseguente aumento di emissioni legate al traffico navale.<br \/>\n    3. La gigafactory di batterie avr\u00e0 gli stessi problemi di costo dell\u2019energia che hanno portato all\u2019abbandono della chimica di base. Questo rappresenta una contraddizione strategica.<br \/>\n    4. La politica dei due tempi poteva essere evitata: avviare la nuova progettualit\u00e0 mantenendo ancora attivo il cracking avrebbe garantito una transizione pi\u00f9 sostenibile.<br \/>\n    5. Si dovrebbe applicare un accordo di programma anche per il petrolchimico, come avvenuto per la centrale di Cerano.<br \/>\n    6. Tutti i lavoratori, diretti, dell\u2019indotto e della filiera, devono avere le stesse garanzie occupazionali, economiche e normative attraverso la clausola sociale.<br \/>\n    7. Il MIMIT deve avere un ruolo attivo di accompagnamento, monitoraggio e sostegno con risorse certe, sia per l\u2019accordo di programma sia per l\u2019utilizzo di ammortizzatori sociali straordinari in collaborazione con la Regione Puglia.<br \/>\nLa CGIL di Brindisi, in linea con gli altri livelli dell\u2019organizzazione, valuter\u00e0 la possibilit\u00e0 di sottoscrivere il protocollo solo se saranno garantite tutte queste condizioni. L\u2019impegno assunto con i lavoratori e con la comunit\u00e0 brindisina resta la priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Massimo Di Cesare<br \/>\nSegretario generale CGIL Brindisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSolo se si rispettano alcune condizioni firmeremo l&#8217;accordo\u00bb. La posizione della Cgil di Brindisi \u00e8 questa, dopo l&#8217;incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sulla vertenza ENI Versalis. All&#8217;incontro hanno partecipato oltre 60 persone in presenza nel parlamentino del MIMIT e oltre 60 in collegamento da remoto, a dimostrazione della rilevanza nazionale della questione. Erano presenti il Ministro Adolfo Urso e i dirigenti di ENI, tra cui l\u2019ingegner Ricci. Durante l\u2019incontro, il Ministro Urso ha esposto la posizione del governo sulla chimica italiana, la transizione energetica e il libro bianco. Ha inoltre annunciato incontri imminenti con altri ministri europei per affrontare questi temi a livello internazionale. L\u2019ingegner Ricci ha illustrato la strategia aziendale, confermando l\u2019abbandono della chimica di base e la riconversione industriale con investimenti superiori ai 2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Di questi, 700 milioni saranno destinati al petrolchimico di Brindisi a partire dal primo trimestre del 2026. L\u2019azienda ha ribadito la chiusura del cracking di Brindisi al 31 marzo 2025. 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