{"id":240584,"date":"2025-03-15T17:42:26","date_gmt":"2025-03-15T16:42:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=240584"},"modified":"2025-03-15T17:42:26","modified_gmt":"2025-03-15T16:42:26","slug":"nuovo-teatro-verdi-raoul-bova-protagonista-di-una-storia-vera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/nuovo-teatro-verdi-raoul-bova-protagonista-di-una-storia-vera\/","title":{"rendered":"Nuovo Teatro Verdi: Raoul Bova protagonista di una storia vera"},"content":{"rendered":"<p>Domenica 13 aprile alle ore 18.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi va in scena uno spettacolo che va oltre il teatro, oltre la rappresentazione, oltre il semplice racconto di una storia straordinaria. \u201cIl Nuotatore di Auschwitz\u201d, con Raoul Bova diretto da Luca De Bei, racconta la vicenda di Alfred Nakache attraverso un viaggio nella resistenza di un uomo che, immerso nell\u2019abisso pi\u00f9 oscuro della storia, ha trovato nell\u2019acqua il suo rifugio, il suo respiro, la sua salvezza. Biglietti in prelazione per gli abbonati fino a mercoled\u00ec 19 marzo, poi vendita libera online su vivaticket.com e al botteghino, aperto dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 11-13 e 16.30-18.30 e, il giorno dello spettacolo, ore 11-13 e 17-18.30. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.<\/p>\n<p>Una storia di sport, di sopravvivenza, di tenacia, che si intreccia con un\u2019altra figura altrettanto emblematica: Viktor Emil Frankl, il celebre psichiatra autore di \u201cUno psicologo nei lager\u201d, che con la sua teoria della ricerca di senso ha dato voce alla necessit\u00e0 di guardare oltre il dolore per trovare un motivo per mantenere viva la speranza. Raoul Bova porta in scena questa dualit\u00e0 incarnando la tensione tra corpo e mente, tra il gesto disperato di un uomo che si tuffa nell\u2019acqua ghiacciata di Auschwitz per non smettere di essere se stesso e il pensiero razionale di chi, come Frankl, cerca nella riflessione un modo per sopravvivere. <\/p>\n<p>Alfred Nakache, francese di origine ebraica, \u00e8 stato un atleta d\u2019eccellenza, un campione del nuoto capace di infrangere record mondiali. Ma nel 1943, in un\u2019Europa devastata dal nazismo, la sua identit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 quella di un uomo, n\u00e9 quella di un atleta: \u00e8 solo un numero, il 172763, inciso sulla pelle, privato della sua storia, della sua famiglia, dei suoi diritti. Deportato ad Auschwitz, Nakache vede la sua vita sgretolarsi nel fumo dei forni crematori, perde ogni riferimento, eppure, dentro di s\u00e9, conserva l\u2019unica cosa che nessuno ha potuto sottrargli: il desiderio di nuotare. La dignit\u00e0 contro la ferocia in un tragico passo a due. L\u2019acqua, che un tempo era stata la sua arena, la sua dimensione di libert\u00e0, dentro il lager diventa una resistenza silenziosa, un atto di ribellione invisibile. Nakache si tuffa nel bacino idrico del campo, tra le acque gelide e torbide, perch\u00e9 solo l\u00ec pu\u00f2 ricordarsi di essere ancora vivo. E non solo. Sopravvissuto all\u2019orrore, dopo la fine della guerra torna a gareggiare, conquista nuovi record, partecipa alle Olimpiadi di Londra dimostrando che il corpo pu\u00f2 rinascere, pu\u00f2 superare anche le pi\u00f9 indicibili brutalit\u00e0.<\/p>\n<p>La sua storia si incrocia con quella di Viktor Frankl, deportato nello stesso inferno. Frankl, con uno sguardo da psichiatra e sopravvissuto, elabora un principio destinato a segnare il pensiero contemporaneo: l\u2019essere umano \u00e8 in grado di sopportare qualsiasi sofferenza purch\u00e9 trovi un senso che lo sostenga. Ed \u00e8 proprio questa la chiave dello spettacolo: Nakache e Frankl diventano il riflesso uno dell\u2019altro, due facce di un\u2019unica medaglia, la testimonianza vivente di come la vita possa essere ridotta all\u2019essenziale eppure mantenere la sua dignit\u00e0 pi\u00f9 profonda. Il nuotatore e lo psicologo non si sono mai incontrati, eppure dialogano a distanza attraverso le loro scelte, le loro lotte, il loro insegnamento.<\/p>\n<p>La regia di Luca De Bei costruisce un impianto visivo ed emozionale potente, essenziale e simbolico al tempo stesso. Raoul Bova, al centro della scena, diventa il tramite tra queste due figure straordinarie facendo emergere il senso pi\u00f9 profondo della loro esperienza. Ex atleta lui stesso, coglie l\u2019importanza del gesto, della fatica fisica, della disciplina sportiva che si fa resistenza interiore. Il suo corpo diventa veicolo di questa trasformazione portando in scena la fatica di Nakache e l\u2019analisi di Frankl in una fusione che rende lo spettacolo un\u2019esperienza straordinaria.<\/p>\n<p>\u201cIl Nuotatore di Auschwitz\u201d supera il clich\u00e9 dello spettacolo di memoria per parlare all\u2019oggi, per interrogare il presente. Il messaggio che porta con s\u00e9 \u00e8 universale: la resistenza passa attraverso la ricerca di un senso, anche nei momenti pi\u00f9 cupi e disperati. Nakache non ha nuotato solo per mantenersi in vita ma per non dimenticare chi fosse. Frankl non ha teorizzato il valore del dolore fine a se stesso ma come leva per aggrapparsi alla vita. Entrambi hanno attraversato il buio, eppure non si sono lasciati inghiottire. Lo spettacolo \u00e8 un invito a riflettere, a sentire sulla pelle il peso della storia senza retorica, senza distacco. \u00c8 la testimonianza di quanto la cultura, l\u2019arte, il teatro possano essere strumenti di resistenza, di conoscenza, di consapevolezza. Perch\u00e9, come scrisse Frankl, \u00abl\u2019ultima delle libert\u00e0 umane \u00e8 la capacit\u00e0 di scegliere il proprio atteggiamento in qualsiasi insieme di circostanze\u00bb. Nakache scelse di nuotare, Frankl scelse di comprendere. E ognuno di noi, oggi, pu\u00f2 scegliere di ascoltare la loro storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 13 aprile alle ore 18.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi va in scena uno spettacolo che va oltre il teatro, oltre la rappresentazione, oltre il semplice racconto di una storia straordinaria. \u201cIl Nuotatore di Auschwitz\u201d, con Raoul Bova diretto da Luca De Bei, racconta la vicenda di Alfred Nakache attraverso un viaggio nella resistenza di un uomo che, immerso nell\u2019abisso pi\u00f9 oscuro della storia, ha trovato nell\u2019acqua il suo rifugio, il suo respiro, la sua salvezza. Biglietti in prelazione per gli abbonati fino a mercoled\u00ec 19 marzo, poi vendita libera online su vivaticket.com e al botteghino, aperto dal luned\u00ec al venerd\u00ec ore 11-13 e 16.30-18.30 e, il giorno dello spettacolo, ore 11-13 e 17-18.30. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. 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