{"id":240924,"date":"2025-03-20T12:46:22","date_gmt":"2025-03-20T11:46:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=240924"},"modified":"2025-03-20T12:46:22","modified_gmt":"2025-03-20T11:46:22","slug":"san-francesco-secondo-giovanni-scifoni-al-nuovo-teatro-verdi-di-brindisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/san-francesco-secondo-giovanni-scifoni-al-nuovo-teatro-verdi-di-brindisi\/","title":{"rendered":"San Francesco secondo Giovanni Scifoni al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 28 marzo, alle ore 20.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi arriva \u201cFra\u2019. San Francesco, la Superstar del Medioevo\u201d, spettacolo di e con Giovanni Scifoni che porta in scena una delle figure pi\u00f9 raccontate, amate e discusse della storia occidentale. Un\u2019opera che, con intelligenza e ironia, scardina ogni retorica sulla santit\u00e0 di Francesco d\u2019Assisi e lo restituisce al pubblico nella sua dimensione umana, terrena, teatrale. Biglietti disponibili online su rebrand.ly\/Scifoni e al botteghino del Nuovo Teatro Verdi, aperto dal luned\u00ec al venerd\u00ec dalle ore 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30, il giorno dello spettacolo dalle 11 alle 13 e dalle 19 alle 20.30. Info T. 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.<\/p>\n<p>La grande domanda che Scifoni si pone e che guida lo spettacolo \u00e8 semplice eppure potentissima: perch\u00e9 proprio Francesco? Perch\u00e9 la sua storia ha avuto un impatto cos\u00ec pervasivo nella cultura popolare attraversando secoli e generazioni senza perdere un briciolo del suo potere evocativo? Non era certo l\u2019unico a predicare la povert\u00e0, non era l\u2019unico mistico a sfidare le istituzioni ecclesiastiche, non era l\u2019unico a rinunciare a tutto per un ideale pi\u00f9 grande. Eppure, otto secoli dopo, rimane il santo pi\u00f9 amato, anche da chi santo non \u00e8. Il pi\u00f9 raccontato, il pi\u00f9 celebrato, il pi\u00f9 imitato. Lo spettacolo si muove in questa indagine districandosi tra la storia e il mito, la teologia e il teatro, la spiritualit\u00e0 e la ribellione.<\/p>\n<p>\u00abFrancesco parla di noi &#8211; ha detto Scifoni &#8211; pi\u00f9 di quanto noi parliamo di Francesco. Noi non possiamo fare nient\u2019altro che parlare di noi con la faccia di Francesco. Era un grande attore e artista, le sue prediche erano pazzesche. Altroch\u00e9 i M\u00e5neskin, il poverello parlava davanti a cinquemila persone, che nella Assisi nel 1.200 erano tantissime. Senza mezzi di comunicazione riusciva a radunare le folle, in pi\u00f9 non c\u2019erano microfoni. \u00c8 incredibile. Le persone lo stavano a sentire. Aveva imparato le mosse dai giullari e trovatori che la mamma francese gli aveva fatto conoscere da piccolo. La gente capiva tutto\u00bb.<\/p>\n<p>Quello che emerge \u00e8 un Francesco artista, un innovatore della comunicazione, capace di mettere in scena veri e propri spettacoli ante litteram. Le sue prediche erano performance, giocate sull\u2019elemento visivo, sonoro, emotivo. Sapeva recitare, cantare, ballare, coinvolgere il pubblico con una maestria che oggi definiremmo da attore consumato. Utilizzava il corpo, il linguaggio, i simboli con un\u2019intelligenza scenica straordinaria. Il suo presepe di Greccio, di cui nel 2023 si sono celebrati gli 800 anni, fu un colpo di genio teatrale: portare il sacro nella carne e nella terra, mostrarlo agli occhi di tutti con una concretezza mai vista prima. Non un\u2019astrazione, non un dogma, ma un\u2019azione, un\u2019immagine, un racconto.<\/p>\n<p>Scifoni, con il suo stile inconfondibile, unisce ricerca storica e leggerezza, intelligenza e ironia, facendo emergere un Francesco meno ieratico e pi\u00f9 autentico, pi\u00f9 vicino a noi. Un ragazzo di provincia con ambizioni borghesi che, a un certo punto della sua vita, compie una scelta estrema, al limite della follia e ne fa un manifesto. Ma non \u00e8 un santo immobile e mistico, bens\u00ec un uomo che ride, sbaglia, cade, si tormenta, dubita, si dispera e, soprattutto, crea. Un artista totale, capace di raccontare Dio con le immagini, le parole e le azioni, fino al sacrificio del corpo, fino alla perdita della vista, fino all\u2019estremo logoramento fisico. Il Cantico delle Creature, la prima poesia in volgare della nostra letteratura, nasce non dalla pace, ma dal buio, dal dolore, dalla consapevolezza dell\u2019ineluttabile, eppure risplende di una luce quasi insostenibile.<\/p>\n<p>La narrazione si intreccia con la musica dal vivo, elemento essenziale dello spettacolo. Luciano Di Giandomenico, Maurizio Picchi\u00f2 e Stefano Carloncelli accompagnano la voce di Giovanni Scifoni con strumenti antichi e laudi medievali, ma con un\u2019idea di sonorit\u00e0 tutt\u2019altro che museale. Le musiche si trasformano, si mescolano, si evolvono, fino ad arrivare, per strade inaspettate, alla techno. Un gioco di stratificazioni sonore che non \u00e8 mai fine a se stesso ma segue il cuore pulsante della narrazione sottolineandone le sfumature, amplificandone il respiro.<\/p>\n<p>La regia di Francesco Ferdinando Brandi, frutto di un lavoro corale e laboratoriale, lascia spazio alla libert\u00e0 espressiva dell\u2019attore e dei musicisti. Nessuna imposizione rigida, nessuna struttura precostituita, ma un processo vivo, in continua evoluzione, nel quale ogni elemento si adatta, si modella e si ricrea di sera in sera. Un modo di fare teatro che rispecchia, in un certo senso, lo stesso Francesco: un uomo che non ha mai smesso di interrogarsi, di modificarsi, di spingersi oltre.<\/p>\n<p>Il finale \u00e8 uno schiaffo alla contemporaneit\u00e0. La morte. Sora nostra morte corporale, quella da cui nessun uomo pu\u00f2 fuggire. Francesco la guarda negli occhi, la accoglie, la abbraccia. E lo spettacolo costringe il pubblico a fare lo stesso. Non c\u2019\u00e8 via di fuga, non c\u2019\u00e8 distrazione possibile. E forse \u00e8 proprio qui che sta il senso profondo di questo viaggio teatrale: riscoprire la verit\u00e0 della nostra esistenza attraverso le parole di un uomo che, pi\u00f9 di otto secoli fa, ha trovato nella fragilit\u00e0 il suo pi\u00f9 grande atto di forza. \u201cFra\u2019. San Francesco, la Superstar del Medioevo\u201d \u00e8 pi\u00f9 che uno spettacolo su un santo. \u00c8 un\u2019esperienza teatrale che ci mette di fronte a noi stessi. E lo fa con la potenza di un racconto che non ha mai smesso di affascinare, interrogare e commuovere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 28 marzo, alle ore 20.30, al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi arriva \u201cFra\u2019. San Francesco, la Superstar del Medioevo\u201d, spettacolo di e con Giovanni Scifoni che porta in scena una delle figure pi\u00f9 raccontate, amate e discusse della storia occidentale. Un\u2019opera che, con intelligenza e ironia, scardina ogni retorica sulla santit\u00e0 di Francesco d\u2019Assisi e lo restituisce al pubblico nella sua dimensione umana, terrena, teatrale. 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