{"id":242565,"date":"2025-04-15T10:04:39","date_gmt":"2025-04-15T08:04:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=242565"},"modified":"2025-04-22T15:08:38","modified_gmt":"2025-04-22T13:08:38","slug":"carbone-governo-spaccato-verso-un-possibile-rinvio-della-chiusura-delle-centrali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/carbone-governo-spaccato-verso-un-possibile-rinvio-della-chiusura-delle-centrali\/","title":{"rendered":"Carbone, governo spaccato: verso un possibile rinvio della chiusura delle centrali"},"content":{"rendered":"<p>Le centrali a carbone chiuderanno davvero entro il 2025? La domanda, che fino a pochi mesi fa sembrava retorica, \u00e8 oggi al centro di una contesa politica che attraversa governo, aziende energetiche e territori. Il piano originario, dettato dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l\u2019Energia e il Clima), prevedeva lo stop definitivo degli impianti termoelettrici alimentati a carbone entro il 31 dicembre 2025. Ma le condizioni geopolitiche ed economiche internazionali \u2013 dalla guerra in Ucraina al ritorno dell\u2019instabilit\u00e0 commerciale globale \u2013 stanno mettendo in discussione l&#8217;intero cronoprogramma.<\/p>\n<p>La centrale Enel \u201cFederico II\u201d di Cerano, tra le pi\u00f9 grandi d\u2019Europa, avrebbe dovuto chiudere i battenti alla fine dell&#8217;anno prossimo. Ora per\u00f2 si fa strada una nuova ipotesi: mantenerla in &#8220;stand-by&#8221;, operando attivit\u00e0 di manutenzione e conservazione, in vista di un possibile riutilizzo in caso di emergenze energetiche. Non una riapertura, dunque, ma una sospensione cautelativa, sostenuta da un indennizzo pubblico per coprire i costi di inattivit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Salvini spinge per il rinvio, Urso frena<\/strong><\/p>\n<p>La linea pi\u00f9 apertamente favorevole a un rinvio del phase out arriva dal ministro delle Infrastrutture e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: \u201cChiudere le centrali non \u00e8 nell\u2019interesse del Paese. \u00c8 come tagliarsi un pezzo di futuro. Amo gli animali, ma penso a chi ha bisogno di energia\u201d. Salvini denuncia l\u2019ipocrisia tedesca, ricordando che Berlino \u2013 promotrice del Green Deal \u2013 continua a generare oltre il 25% dell\u2019energia da carbone.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 cauto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che da Brindisi ha ribadito l\u2019importanza del gas come asse strategico dell\u2019autonomia energetica nazionale. \u201cL\u2019Italia ha fatto scelte intelligenti, come il Tap. Ora bisogna governare la transizione puntando su un\u2019industria sostenibile\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Enel ed Eni: &#8220;Chiudere ora \u00e8 un rischio&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Una posizione convergente a quella di Salvini arriva dagli amministratori delegati di Enel e Eni. Flavio Cattaneo ha ricordato che le centrali a carbone sono perfettamente funzionanti e sono state determinanti durante la crisi del gas del 2022. La loro chiusura, ha sottolineato, \u201cdeve tenere conto delle nuove esigenze di sicurezza energetica\u201d.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 netto Claudio Descalzi (Eni): \u201cSarebbe una follia chiudere gli impianti in un contesto di scarsit\u00e0 di energia e prezzi elevati. \u00c8 una questione di buon senso, oltre che politica. La Germania sta sopravvivendo con il carbone\u201d. Il riferimento non \u00e8 casuale: Berlino ha posticipato la propria uscita dal carbone al 2030.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il nodo Brindisi e l\u2019accordo di programma sulla decarbonizzazione<\/strong><\/p>\n<p>Brindisi resta uno snodo cruciale di questa partita. Qui, oltre alla possibile proroga operativa della \u201cFederico II\u201d, \u00e8 in gioco il futuro del territorio. Sono arrivate al Mimit 46 proposte di investimento per la riconversione green dell\u2019area. Il governo ha promesso di sostenere i progetti pi\u00f9 solidi e innovativi.<\/p>\n<p>Proprio sull\u2019accordo di programma per la decarbonizzazione, per\u00f2, emergono alcune questioni che meritano risposta immediata al fine di comprendere se, al di l\u00e0 delle ovvie garanzie orali,\u00a0 vi sia la reale possibilit\u00e0 di portare avanti la transizione in modo coerente, efficace e rispettoso delle promesse fatte ai territori.<\/p>\n<p>Dell&#8217;accordo di programma si parla da mesi, ma ad oggi non risultano stanziamenti concreti per la realizzazione degli interventi previsti. L\u2019unico finanziamento certo \u00e8 quello destinato al compenso del commissario straordinario.<\/p>\n<p>Se davvero la &#8220;Federico II&#8221; dovesse restare in esercizio, che ne sar\u00e0 di quegli investimenti proposti nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo di programma proprio sui terreni di Cerano?<\/p>\n<p>E se, come sembra, il Governo si trover\u00e0 a finanziare la prevedibile antieconomicit\u00e0 della continuazione in esercizio delle centrali, chi garantisce tangibilmente che i fondi necessari non saranno distolti da quelli originariamente previsti per l&#8217;accordo di programma?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le centrali a carbone chiuderanno davvero entro il 2025? La domanda, che fino a pochi mesi fa sembrava retorica, \u00e8 oggi al centro di una contesa politica che attraversa governo, aziende energetiche e territori. 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