{"id":242673,"date":"2025-04-17T09:13:21","date_gmt":"2025-04-17T07:13:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=242673"},"modified":"2025-04-23T15:12:36","modified_gmt":"2025-04-23T13:12:36","slug":"due-donne-di-brindisi-tra-talento-e-satira-monica-setta-e-giulia-vecchio-storie-diverse-unite-da-una-stessa-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/due-donne-di-brindisi-tra-talento-e-satira-monica-setta-e-giulia-vecchio-storie-diverse-unite-da-una-stessa-citta\/","title":{"rendered":"Due donne di Brindisi tra talento e satira: Monica Setta e Giulia Vecchio, storie diverse unite da una stessa citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Mentre <strong>Monica Setta<\/strong> raccoglie i frutti del successo del suo programma &#8220;Storie di donne al bivio&#8221;, tornato in prima serata su Rai2 dopo i buoni ascolti in seconda serata e nel pomeriggio del sabato, una questione legata all\u2019imitazione di <strong>Giulia Vecchio<\/strong> nel <strong>GialappaShow<\/strong> su TV8 ha riportato la giornalista al centro dell\u2019attenzione. L\u2019imitazione, come spesso accade in contesti satirici, \u00e8 stata marcata, caricaturale, e non del tutto gradita dalla diretta interessata, che ha chiesto ai suoi legali di scrivere a TV8. \u00ab<em>Non per bloccare la Gialappa\u2019s<\/em> \u2013 ha precisato \u2013 <em>ma per tutelare il marchio Rai e arginare derive social che rischiano di generare confusione sul mio nome<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 la libert\u00e0 della satira \u2013 che Monica Setta afferma di rispettare, riconoscendo che \u00ab<em>fa il suo mestiere, d\u00e0 fastidio e mi sta bene<\/em>\u00bb \u2013 quanto l&#8217;effetto dell&#8217;indicizzazione sui motori di ricerca: chi cerca il suo nome trova la parodia prima della persona, un corto circuito digitale che la giornalista desidera correggere.<\/p>\n<p>Il confronto, sebbene portato in <strong>sede legale<\/strong> in forma garbata e senza palesi intenti censori, acquista un significato particolare se si considera che Monica Setta e Giulia Vecchio sono entrambe brindisine, e che tra le due non mancano la stima e il rispetto reciproci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due percorsi molto diversi, due generazioni, ma un\u2019origine comune: <strong>Brindisi,<\/strong> citt\u00e0 di mare, citt\u00e0 del Sud che ha visto nascere e crescere queste due donne determinate e di talento, oggi protagoniste del panorama televisivo nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Monica Setta<\/strong>, classe 1962, \u00e8 una figura storica del giornalismo italiano. Figlia unica di un dirigente d&#8217;azienda abruzzese e di Liliam, una insegnante elementare di Rieti, entrambi trasferiti in Puglia per lavoro. Dopo l&#8217;esperienza con il Quotidiano di Brindisi,\u00a0 si trasferisce a Roma per laurearsi in filosofia, poi a Milano per la redazione economica de Il Giorno, e infine torna nella Capitale seguendo Indro Montanelli a La Voce. In televisione approda nel 2002 con Omnibus, per poi affermarsi negli anni in Rai, fino agli ascolti record con Unomattina in famiglia e ai successi pi\u00f9 recenti con Generazione Z e Storie di donne al bivio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giulia Vecchio<\/strong>, pi\u00f9 giovane, \u00e8 cresciuta tra le chianche del centro storico brindisino e ha scoperto il teatro grazie a una gita scolastica a Siracusa. Allieva di Sara Bevilacqua, dopo il diploma al liceo classico e una formazione teatrale al Piccolo Teatro di Milano, ha costruito una carriera poliedrica tra palcoscenico e televisione. Dai variet\u00e0 satirici come La TV delle Ragazze e Bar Stella, all\u2019impegno personale nel promuovere la cultura della sua citt\u00e0, fino al suo applauditissimo monologo teatrale &#8220;Non so piangere a comando&#8221;, Giulia \u00e8 oggi una delle attrici emergenti pi\u00f9 interessanti della sua generazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il suo sentito discorso per la candidatura di <strong>Brindisi a Capitale Italiana della Cultura<\/strong> ha colpito per autenticit\u00e0 e profondit\u00e0, ricordando come arte, bellezza e immaginazione possano salvare vite, a partire dalle periferie dell\u2019anima. In quelle parole, Giulia Vecchio ha reso omaggio non solo alla sua citt\u00e0, ma anche a chi \u2013 come Monica Setta \u2013 ha tracciato sentieri prima di lei, dimostrando che dal Sud si pu\u00f2 partire e conquistare l\u2019attenzione nazionale restando fedeli alla propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019episodio dell\u2019imitazione, se letto in controluce, racconta qualcosa di pi\u00f9 ampio: la complessit\u00e0 del successo, la delicatezza dell\u2019immagine pubblica, il valore del rispetto anche nel gioco della satira. Ma soprattutto, ci ricorda che dietro ogni figura pubblica c&#8217;\u00e8 una storia, un cammino, un legame profondo con le proprie radici.<\/p>\n<p>E a volte, come in questo caso, le radici affondano nella stessa terra. Una terra che, pur tra difficolt\u00e0 e contraddizioni, continua a generare fiori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Ore.Pi.<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre Monica Setta raccoglie i frutti del successo del suo programma &#8220;Storie di donne al bivio&#8221;, tornato in prima serata su Rai2 dopo i buoni ascolti in seconda serata e nel pomeriggio del sabato, una questione legata all\u2019imitazione di Giulia Vecchio nel GialappaShow su TV8 ha riportato la giornalista al centro dell\u2019attenzione. 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