{"id":242746,"date":"2025-04-18T20:46:53","date_gmt":"2025-04-18T18:46:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=242746"},"modified":"2025-04-22T15:08:23","modified_gmt":"2025-04-22T13:08:23","slug":"il-messaggio-di-monsignor-intini-buona-pasqua-pur-se-tra-le-macerie-di-questo-mondo-in-frantumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-messaggio-di-monsignor-intini-buona-pasqua-pur-se-tra-le-macerie-di-questo-mondo-in-frantumi\/","title":{"rendered":"Il messaggio di Monsignor Intini: &#8220;Buona Pasqua, pur se tra le macerie di questo mondo in frantumi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli della Chiesa diocesana di Brindisi-Ostuni,<\/p>\n<p>leggendo il titolo che ho pensato di dare a questo messaggio pasquale potreste restare un po\u2019 perplessi, perch\u00e9 capisco che non \u00e8 proprio l\u2019ideale a Pasqua parlare di ossa aride, di un corpo morto, quando celebriamo il trionfo della vita in Cristo risorto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, pensando al cammino pastorale che, come Chiesa diocesana, stiamo facendo per cercare di cogliere la fisionomia del tempo che stiamo vivendo e il volto del mondo che abitiamo e capirne il cambiamento in atto, per annunciare adeguatamente Cristo nostra speranza, ho pensato di offrire un ulteriore motivo di riflessione in occasione di questo momento centrale dell\u2019anno liturgico che \u00e8 la celebrazione del Mistero pasquale di Cristo morto, sepolto e risorto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019immagine biblica della strada deserta (At 8,26-40), riportata nelle Linee pastorali di quest\u2019anno, sulla quale abbiamo avuto modo di riflettere ampiamente, ho voluto accostare quella delle ossa aride, riportata dal profeta Ezechiele nella celebre visione della pianura piena di ossa (Ez 37, 1-14), che sar\u00e0 occasione di riflessione in questo messaggio pasquale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il profeta Ezechiele ha una visione: \u00e8 portato dalla mano del Signore in una pianura piena di ossa, agli occhi del profeta si presenta una scena raccapricciante di ossa di morti, ormai aride e in avanzato stato di decomposizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Signore pone al profeta una domanda: \u201cFiglio dell\u2019uomo, potranno queste ossa rivivere?\u201d (Ez 37,3); il profeta \u00e8 giustamente sorpreso del fatto che Dio pone a lui questa domanda e non sapendo cosa rispondere rispedisce la domanda al mittente, dicendosi certo che il Signore sapr\u00e0 cosa fare davanti a quella situazione drammatica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attraverso questa immagine il Signore vuole rivelare, al profeta Ezechiele, la situazione del popolo di Dio e, dopo questa, il testo riveler\u00e0 l\u2019identit\u00e0 delle ossa aride; vuole aiutare il profeta a prendere coscienza della situazione di morte, certamente non fisica, ma spirituale, morale, sociale, religiosa che il popolo sta vivendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per lo stesso motivo, ho pensato che questo testo di Ezechiele pu\u00f2 rivelare a noi la situazione attuale che viviamo: il nostro mondo appare una immensa distesa di ossa aride, in decomposizione e noi potremmo aggiungere che, il nostro mondo, \u00e8 anche in macerie non solo materiali, frutto della distruzione delle guerre in corso, ma anche macerie umane, frutto di relazioni sbagliate, di scelte politiche disastrose fatte sempre e solo sulla pelle dei poveri, di schemi di benessere individuale, di una religione vissuta ormai sempre pi\u00f9 come momento di socialit\u00e0, di un ambiente sempre pi\u00f9 preda di insaziabili interessi economici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non ci deve sfuggire che, come al profeta Ezechiele, cos\u00ec oggi a noi, \u00e8 il Signore che ci sta rivelando questa situazione che stiamo vivendo, non \u00e8 l\u2019analisi pessimistica di un sociologo o la propaganda di qualche cassandra di turno, ma quanto lo Spirito del Signore ci aiuta a cogliere con gli occhi della fede.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il nostro \u00e8 un tempo di grande aridit\u00e0, in tutti i campi del vivere umano, un tempo di decomposizione di tante situazioni umane, sociali, religiose, politiche che in passato funzionavano e che col passare del tempo si sono andate decomponendo, forse non solo perch\u00e9 segnate dal logorio del tempo, ma anche perch\u00e9 colpite dalla nostra incuria, dal pressapochismo, dalla superficialit\u00e0 e da quella voglia di inconfessato individualismo che ci pervade un po\u2019 tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A noi, discepoli del Signore, sempre pi\u00f9 disorientati, il Signore pone la stessa domanda del profeta: \u00abPotranno queste ossa rivivere?\u00bb. Da parte nostra vorremmo replicare al Signore: \u201cSignore, noi aspettiamo da te non solo la risposta ma anche la soluzione. Noi non siamo abituati a gestire queste situazioni di disagio, anche perch\u00e9, onestamente, ci siamo dentro fino al collo e siamo smarriti\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invece, qui, come sulla strada deserta, il Signore ci lancia la sfida: \u00abProfetizza su queste ossa e annuncia loro: \u201cOssa inaridite, udite la parola del Signore. Cos\u00ec dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metter\u00f2 su di voi i nervi e far\u00f2 crescere su di voi la carne, su di voi stender\u00f2 la pelle e infonder\u00f2 in voi lo spirito e rivivrete. Saprete che io sono il Signore\u201d\u00bb.(Ez 37, 4-6).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A noi, il Signore non chiede di attendere inoperosi soluzioni miracolistiche ma di collaborare ritornando ad annunciare la Parola di Dio: una parola di vita, di speranza, di rinascita, di rinnovata fecondit\u00e0 generativa. Dunque, siamo invitati dal Signore a passare dal disorientamento all\u2019annuncio, a una rinnovata evangelizzazione, che possa avviare processi di rinascita, di rigenerazione, di ritrovata vitalit\u00e0 evangelica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il profeta Ezechiele appena profetizza vede quelle ossa ricomporsi e tornare a diventare corpi a cui per\u00f2 manca ancora lo spirito; perci\u00f2, Dio invita il profeta a invocare lo Spirito: \u00abCos\u00ec dice il Signore Dio: Spirito vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perch\u00e9 rivivano\u00bb (Ez 37, 9); appena lo Spirito entr\u00f2 nei corpi ricostruiti, tornarono in vita e si alzarono in piedi: sono risorti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Potremmo pensare che l\u2019obiettivo sia raggiunto e che possiamo decretare la fine come in tutte le belle favole e scrivere \u201cvissero felici e contenti\u201d, in realt\u00e0 \u00e8 solo l\u2019inizio di un percorso di rinascita, per ritrovare il gusto della vita; non si tratta solo di ricostruire ma \u00e8 necessario imparare a vivere e a vivere secondo Dio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lotta pi\u00f9 difficile \u00e8 ricominciare a vivere, scuotersi di dosso la ruggine della morte, rinascere dall\u2019acqua e dallo Spirito per ritrovare la mentalit\u00e0 di Cristo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, a noi Chiesa, questo Dio sta chiedendo di annunciare ai morti del nostro tempo la vita eterna e invocare lo Spirito perch\u00e9 scenda per restituire vita a tutte le cose; dobbiamo fare nostra l\u2019invocazione che deve salire insistente a Dio: Manda il tuo Spirito Signore e rinnova la faccia della terra!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019opera di evangelizzazione da intraprendere in questo nostro tempo non potr\u00e0 essere solo trasmissione di contenuti di fede ma testimonianza, anche silenziosa, di vita, perch\u00e9 ricominciare a vivere secondo Dio e il vangelo \u00e8 la difficile sfida che il Signore propone a noi e a tutti coloro che si lasciano invadere dallo Spirito del Risorto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per indicare a noi che ricominciare a vivere \u00e8 un percorso impegnativo da decidere prima di tutto nel cuore, il racconto di Ezechiele prosegue con un rinnovato invito che il profeta deve far giungere alle orecchie e al cuore del popolo: \u00abCos\u00ec dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d\u2019Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprir\u00f2 le vostre tombe e vi far\u00f2 uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Far\u00f2 entrare in voi il mio spirito e rivivrete\u00bb (Ez 37, 12-14).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 la descrizione di un parto: un sepolcro si apre, come un grembo, e una creatura viene fuori per assaporare l\u2019aria di una vita nuova. Dio \u00e8 colui che ci ridona quello che abbiamo perduto: la vita, perch\u00e9 Lui non ha abbandonato il suo Figlio nel sepolcro e non abbandoner\u00e0 nemmeno noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui, per\u00f2, occorre porre una domanda che Ges\u00f9 poneva ad alcune persone che chiedevano di essere guarite: \u00abVuoi guarire?\u00bb (Gv 5,6), oppure: \u00abChe cosa vuoi che io faccia per te?\u00bb (Mc 10,51); \u00e8 necessario che maturi in noi concretamente la volont\u00e0 di uscire dalle nostre tombe, di accogliere l\u2019opera di risurrezione che il Signore ha pensato per noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vogliamo veramente uscire dalle nostre tombe? Desideriamo spezzare tutte le logiche e le dinamiche di morte che ci inaridiscono e mandano in decomposizione la vita buona del vangelo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella Evangelii Gaudium, Papa Francesco, gi\u00e0 da tempo ci metteva in guardia dalla psicologia della tomba e dal triste grigiore della vita che ne deriva: \u00abCos\u00ec prende forma la pi\u00f9 grande minaccia, che \u201c\u00e8 il grigio pragmatismo della vita quotidiana della Chiesa, nel quale tutto apparentemente procede nella normalit\u00e0, mentre in realt\u00e0 la fede si va logorando e degenerando nelle meschinit\u00e0\u201d. Si sviluppa la psicologia della tomba, che a poco a poco trasforma i cristiani in mummie da museo. Delusi dalla realt\u00e0, dalla Chiesa o da se stessi, vivono la costante tentazione di attaccarsi a una tristezza dolciastra, senza speranza, che si impadronisce del cuore come \u201cil pi\u00f9 prezioso degli elisir del demonio\u201d: Chiamati ad illuminare e a comunicare vita, alla fine si lasciano affascinare da cose che generano solamente oscurit\u00e0 e stanchezza interiore, e che debilitano il dinamismo apostolico. Per tutto ci\u00f2 mi permetto di insistere: non lasciamoci rubare la gioia dell\u2019evangelizzazione!\u00bb (EG 83).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se siamo ancora nelle nostre tombe, il Signore viene a cercarci perch\u00e9 Lui non vuole che facciamo finta di vivere ma vuole che viviamo in pienezza, in quanto si presenta a noi dicendo: \u00abio sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza\u00bb (Gv 10,10).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo chiamati a illuminare il mondo che abitiamo con la luce di Cristo, non con le nostre luci artificiali che spesso illuminano noi stessi, per metterci in mostra, e a comunicare vita, avviando percorsi e processi che aiutino le persone del nostro tempo a gustare la vita, riportandola nell\u2019orizzonte dell\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo anno giubilare, come pellegrini di speranza, abbiamo l\u2019occasione di riscoprire la virt\u00f9 teologale della speranza che \u00abimprime l\u2019orientamento, indica la direzione e la finalit\u00e0 dell\u2019esistenza credente\u00bb (Spes non confundit, 18). Per ritrovare la vita, per riprendere a vivere, dopo l\u2019esperienza della tomba, occorre ritrovare l\u2019orientamento, la direzione e il fine della vita, che un progresso e un benessere, sganciato da ogni regola e limite, ripiegato su se stesso, ubriaco di risorse economiche, ha svuotato di ogni orizzonte di eternit\u00e0 e ha semplicemente educato al carpe diem senza limiti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 il Concilio Vaticano II ci aveva messi in guardia: \u00abSe manca la base religiosa e la speranza della vita eterna, la dignit\u00e0 umana viene lesa in maniera assai grave, come si constata spesso al giorno d\u2019oggi, e gli enigmi della vita e della morte, della colpa e del dolore rimangono senza soluzione, tanto che non di rado gli uomini sprofondano nella disperazione\u00bb (GS 21).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanta morte c\u2019\u00e8 oggi nel nostro mondo! Morte e distruzione dovuta alla guerra, che \u00e8 comunque sempre un\u2019avventura senza ritorno, morte per la dignit\u00e0 umana di tante persone ignorate da qualsiasi progetto politico e schiacciate dallo strapotere dell\u2019economia, sempre a servizio degli interessi di una \u00e9lite, morte delle genuine relazioni umane e dei legami maturi che formano le persone, morte del senso di comunit\u00e0, che tesse quella rete di relazioni che aiutano a convergere sul bene comune, pi\u00f9 che sull\u2019interesse privato, morte anche della nostra esperienza di vita cristiana autentica, sempre pi\u00f9 declassata o a convenzione sociale o a spazio di esibizione e visibilit\u00e0 o a rifugio sicuro in un mondo che va a rotoli e ha ripudiato il regime di cristianit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Potranno queste ossa rivivere? Si, rivivranno, se noi cristiani per primi, ci lasceremo rievangelizzare dallo Spirito del Cristo risorto e torneremo ad essere parte di quel corpo vivente di Cristo che \u00e8 la Chiesa e risorti con Cristo, formati alla speranza, ritroveremo i giusti riferimenti della vita ed evangelizzeremo i tanti morti, le tante situazioni di morte e le macerie di questo nostro mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per noi oggi risuona l\u2019antico comando dato dal Signore al profeta Giona: \u00abAlzati, va\u2019 a Ninive, la grande citt\u00e0, e annuncia loro quanto ti dico\u00bb (Giona 3,2).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Siamo chiamati come Chiesa e come singoli a ritrovare la postura dei risorti in Cristo, nel battesimo. Alzati, \u00e8 l\u2019imperativo rivolto a noi oggi dallo Spirito Santo, di cui dobbiamo metterci in ascolto, per accogliere la diagnosi che offre di noi e della nostra fede e dalla quale \u00e8 necessario ripartire: \u00abSii vigilante, rinvigorisci ci\u00f2 che rimane e sta per morire, perch\u00e9 non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convertiti\u00bb (Ap 3, 1-3). \u00c8 necessario ritrovare il vigore battesimale della vita nuova in Cristo, per poter accettare la sfida dell\u2019evangelizzazione e andare alle nostre Ninive di oggi e annunciare quanto il Signore ci dice.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abSe qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene\u00bb (Rm 8,9): se non abbiamo lo spirito di Cristo, la mentalit\u00e0 che aveva Ges\u00f9, se non incarniamo lo stile di Ges\u00f9, i suoi atteggiamenti di vita e le sue relazioni con gli altri, non saremo capaci di evangelizzare i morti del nostro tempo e orientarli su percorsi di vita nuova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>San Paolo nella Lettera ai Romani ci ricorda che siamo \u00abviventi, ritornati dai morti\u00bb (Rm 6, 13), nella nostra vita \u00e8 inscritto il mistero pasquale di Cristo, per cui non possiamo che produrre gesti, progetti, pensieri, relazioni di vita non di morte, per indicare agli uomini e donne del nostro tempo un orizzonte di speranza che ci restituisce il senso pieno della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 questa la missione che ci attende e a cui non possiamo sottrarci: essere ferventi nel bene, senza alcuna paura, adorando Cristo nei nostri cuori \u00abpronti sempre a rispondere a chiunque vi domanti ragione della speranza che \u00e8 in voi. Tuttavia, questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perch\u00e9, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo\u00bb (1 Pt 3, 15-16).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rendere testimonianza della speranza che fa la differenza nella nostra vita e farlo con dolcezza, rispetto e retta coscienza, tratti caratteristici di una vita differente che, nell\u2019attuale mondo in macerie, dice che il discepolo del Signore risorto \u00e8 una persona scomoda che non potr\u00e0 mai accettare di produrre o tollerare segni di morte quali la guerra, le disuguaglianze sociali, il razzismo, il deturpamento dell\u2019ambiente, l\u2019umiliazione della donna fino alla morte, la violenza in tutte le sue versioni, compresa la violenza del linguaggio, la non accoglienza del diverso e dello straniero, la soppressione della vita dal concepimento fino al suo tramonto naturale, la corruzione, l\u2019emarginazione dei poveri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perci\u00f2, ancorati in Cristo, fermi nel voler annunciare il Verbo della vita, per questa annuale celebrazione della Pasqua, che vedr\u00e0 noi cristiani di diverse confessioni celebrarla tutti lo stesso giorno, vogliamo incoraggiarci a vicenda: \u00abSvegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminer\u00e0\u00bb (Ef 5, 14), e continuare a testimoniare al mondo che \u00abCristo, mia speranza, \u00e8 risorto: precede i suoi in Galilea\u00bb (Sequenza del giorno di Pasqua).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pur se tra le macerie di questo mondo in frantumi<\/p>\n<p>BUONA PASQUA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>+ Giovanni Intini<\/p>\n<p>Messaggio Pasquale 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli della Chiesa diocesana di Brindisi-Ostuni, leggendo il titolo che ho pensato di dare a questo messaggio pasquale potreste restare un po\u2019 perplessi, perch\u00e9 capisco che non \u00e8 proprio l\u2019ideale a Pasqua parlare di ossa aride, di un corpo morto, quando celebriamo il trionfo della vita in Cristo risorto. &nbsp; Tuttavia, pensando al cammino pastorale che, come Chiesa diocesana, stiamo facendo per cercare di cogliere la fisionomia del tempo che stiamo vivendo e il volto del mondo che abitiamo e capirne il cambiamento in atto, per annunciare adeguatamente Cristo nostra speranza, ho pensato di offrire un ulteriore motivo di riflessione in occasione di questo momento centrale dell\u2019anno liturgico che \u00e8 la celebrazione del Mistero pasquale di Cristo morto, sepolto e risorto. &nbsp; All\u2019immagine biblica della strada deserta (At 8,26-40), riportata nelle Linee pastorali di quest\u2019anno, sulla quale abbiamo avuto modo di riflettere ampiamente, ho voluto accostare quella delle ossa aride, riportata dal profeta Ezechiele nella celebre visione della pianura piena di ossa (Ez 37, 1-14), che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":242748,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-242746","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/242746","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=242746"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/242746\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":242749,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/242746\/revisions\/242749"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/242748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=242746"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=242746"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=242746"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}