{"id":242759,"date":"2025-04-19T10:57:35","date_gmt":"2025-04-19T08:57:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=242759"},"modified":"2025-04-19T10:57:35","modified_gmt":"2025-04-19T08:57:35","slug":"no-other-land-al-cinema-impero-il-documentario-evento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/no-other-land-al-cinema-impero-il-documentario-evento\/","title":{"rendered":"No Other Land: al Cinema Impero il documentario evento"},"content":{"rendered":"<p>Dal 24 al 27 aprile al Cinema Impero di Brindisi, con proiezione unica alle ore 18.30, arriva \u201cNo Other Land\u201d, un documentario intenso e necessario, girato tra il 2019 e il 2023 da quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani: Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor. Biglietto intero 7 euro, ridotto 5. La biglietteria apre mezz\u2019ora prima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il film nasce da un\u2019urgenza civile e personale: documentare cosa accade a Masafer Yatta, un\u2019area rurale del sud della Cisgiordania, dove intere comunit\u00e0 palestinesi vengono sistematicamente sfollate dall\u2019esercito israeliano. Un\u2019operazione lenta e tenace, fatta di atti quotidiani di demolizione e dislocazione forzata, che ha cancellato decine di villaggi e costretto centinaia di famiglie ad abbandonare le proprie case. A raccontarla dall\u2019interno \u00e8 Basel Adra, giovane palestinese nato in uno di quei villaggi, che per oltre cinque anni filma la distruzione della sua terra, della sua gente, della sua infanzia. Con uno smartphone, una videocamera e il bisogno ostinato di lasciare traccia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNo Other Land\u201d \u00e8 la storia sorprendente e dolorosa di un incontro umano: quello tra Basel e Yuval Abraham, giornalista e attivista israeliano che decide di superare il confine, non solo geografico, che lo separa da Basel. I due iniziano a collaborare. Discutono, litigano, si ascoltano. Non negano le distanze ma decidono di condividerle. Non si usano come simboli, si scelgono come persone. In mezzo, ci sono le immagini, le voci, la consapevolezza che raccontare \u00e8 un gesto radicale. Il film rifugge semplificazioni e slogan. Ha un linguaggio asciutto, un montaggio limpido, una fotografia ruvida che restituisce le condizioni reali di un territorio dimenticato. Non alza il tono ma lo sostiene. Non cerca colpevoli da esibire ma storie da salvare. E mantiene sempre al centro le persone: gli abitanti dei villaggi, le famiglie, i bambini, i testimoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insieme a Basel e Yuval lavorano Hamdan Ballal, fotografo palestinese, e Rachel Szor, direttrice della fotografia israeliana. Quattro voci che costruiscono un racconto collettivo attraversato da dissensi e convergenze, da contrasti e affinit\u00e0. \u00c8 un\u2019opera che nasce nel campo, non in studio. Ogni fotogramma \u00e8 il risultato di una presenza. E di una responsabilit\u00e0. Alcune delle scene pi\u00f9 forti arrivano quando il peggio \u00e8 gi\u00e0 accaduto. Le ruspe se ne sono andate, i soldati non si vedono pi\u00f9. Rimangono le macerie e intorno le famiglie che provano a rimettere insieme i pezzi. I bambini vanno a scuola tra le rovine, le madri cucinano accanto ai muri crollati, i padri parlano davanti a telecamere che sembrano l\u2019unico strumento per restare in piedi. Non c\u2019\u00e8 pietismo ma una dignit\u00e0 che colpisce pi\u00f9 della rabbia. \u201cNo Other Land\u201d non offre spiegazioni, non addita, non assolve. Mostra. Dimostra, con forza silenziosa, che in certe condizioni l\u2019empatia \u00e8 un atto politico e la vicinanza una forma di disobbedienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche per questo il film \u00e8 unico. Non perch\u00e9 rivendichi la sua differenza ma perch\u00e9 rifiuta ogni rassicurazione. Vuole raccontare ma anche suggerire una possibilit\u00e0. Una via d\u2019uscita. Lo fa con uno sguardo sobrio, lucido, mai cinico. E con le musiche discrete e evocative di Julius Pollux Rothlaender che accompagnano le immagini senza mai forzarne il significato. Alla fine, Basel e Yuval si parlano nella notte. Si chiedono cosa si pu\u00f2 ancora fare. Sognano una terra condivisa, senza ruspe n\u00e9 bandiere usate come armi. Un luogo dove vivere, non sopravvivere. \u00c8 un sogno? Forse. Ma anche il sogno, qui, \u00e8 reale. \u201cNo Other Land\u201d \u00e8 un film che non consola, interroga. Non conforta, mette in moto. E una volta visto, cambia lo sguardo. Perch\u00e9, davvero, un\u2019altra terra non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 24 al 27 aprile al Cinema Impero di Brindisi, con proiezione unica alle ore 18.30, arriva \u201cNo Other Land\u201d, un documentario intenso e necessario, girato tra il 2019 e il 2023 da quattro giovani attivisti palestinesi e israeliani: Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor. Biglietto intero 7 euro, ridotto 5. La biglietteria apre mezz\u2019ora prima. &nbsp; Il film nasce da un\u2019urgenza civile e personale: documentare cosa accade a Masafer Yatta, un\u2019area rurale del sud della Cisgiordania, dove intere comunit\u00e0 palestinesi vengono sistematicamente sfollate dall\u2019esercito israeliano. 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