{"id":243242,"date":"2025-05-01T13:16:38","date_gmt":"2025-05-01T11:16:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=243242"},"modified":"2025-05-01T10:26:54","modified_gmt":"2025-05-01T08:26:54","slug":"keys-og-rock-al-verdi-sei-decenni-di-musica-in-un-concerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/keys-og-rock-al-verdi-sei-decenni-di-musica-in-un-concerto\/","title":{"rendered":"Key(s) og Rock: al Verdi sei decenni di musica in un concerto"},"content":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 7 maggio, alle 20.30, il foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi si trasformer\u00e0 in un crocevia di storie, suoni ed emozioni con \u201cKey(s) of Rock: la rivoluzione dei tasti bianchi e neri\u201d, concerto inserito nella rassegna \u201cVerdi in Rock\u201d, organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi, e firmato \u201cFuturo Musica\u201d. Sessant\u2019anni di musica che raccontano il mondo del rock attraverso il battito mai scontato delle tastiere, protagoniste spesso invisibili di rivoluzioni sonore indimenticabili. I biglietti, al costo di 10 euro a posto unico, sono disponibili online all\u2019indirizzo rebrand.ly\/KeysOfRock oppure al botteghino del teatro, aperto dal luned\u00ec al venerd\u00ec salvo festivi dalle 11 alle 13 e, nel giorno stesso dello spettacolo, anche dalle 19 alle 20.30. Info 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com. <\/p>\n<p>\u201cKey(s) of Rock\u201d \u00e8 un viaggio senza nostalgie forzate e con l\u2019ambizione di attraversare il tempo collegando pezzi iconici e atmosfere diverse nella stessa narrazione. L\u2019apertura sar\u00e0 affidata a \u201cThe Final Countdown\u201d degli Europe, pezzo in cui il sintetizzatore assume il ruolo guida con uno dei riff pi\u00f9 riconoscibili degli Ottanta. Subito dopo il ritmo cambier\u00e0 con \u201cGet Back\u201d dei Beatles: un ritorno consapevole alle radici essenziali del rock \u2018n\u2019 roll, nel quale Billy Preston, con il suo organo elettrico, imprime al pezzo una forza ritmica che ne plasma l\u2019identit\u00e0. \u00c8 un esempio raro di come un semplice groove possa determinare l\u2019intero carattere di una canzone rendendola immortale.<\/p>\n<p>Il concerto continuer\u00e0 con \u201cLight My Fire\u201d dei Doors: l\u2019organo di Ray Manzarek spalanca le porte verso territori sonori nuovi, tra jazz, psichedelia e improvvisazione. Le tastiere, qui, creano ambienti, dilatano lo spazio, costruiscono un paesaggio in cui la voce pu\u00f2 perdersi e ritrovarsi. Un suono che ancora oggi continua a indicare percorsi inesplorati. Con \u201cHush\u201d dei Deep Purple, il pubblico sar\u00e0 catapultato in un\u2019energia pi\u00f9 istintiva: una corsa ininterrotta, un dialogo serrato tra tastiera e batteria, un\u2019esplosione di ritmo che sembra voler riempire ogni angolo di silenzio. Nel pezzo si avverte gi\u00e0 tutta la tensione che porter\u00e0 di l\u00ec a poco alla nascita dell\u2019hard rock pi\u00f9 duro.<\/p>\n<p>La narrazione si addolcir\u00e0 con \u201cBecause the Night\u201d, un classico che nasce dall\u2019incontro tra la forza poetica di Patti Smith e la musicalit\u00e0 ruvida di Bruce Springsteen. Qui le tastiere costruiscono un riparo sonoro, una casa fragile nella quale si muove il canto, capace di raccontare la fame, l\u2019attesa, il desiderio. Poi, in un cambio netto di atmosfera, \u201cI Love Rock \u2018n\u2019 Roll\u201d si prender\u00e0 la scena con la sua dichiarazione di identit\u00e0 immediata e senza compromessi. Tre accordi, un riff e una tastiera che, pur senza protagonismi, tiene insieme tutta l\u2019architettura sonora. \u201cRiders on the Storm\u201d traccer\u00e0 un paesaggio diverso, fatto di pioggia, vento, oscurit\u00e0 e sogni. Il suono liquido e avvolgente delle tastiere di Manzarek costruisce un mondo che scorre lento, come un fiume notturno senza sponde, in cui voce e strumenti sembrano confondersi con l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Il medley dedicato a David Bowie offrir\u00e0 poi un passaggio attraverso le molteplici metamorfosi dell\u2019artista inglese: dalle dissonanze elettroniche ai brusii pi\u00f9 intimi, dalle accelerazioni glam alle introspezioni del periodo berlinese. Bowie, maestro nel reinventarsi, ha usato le tastiere come terreno di sperimentazione continua lasciando un\u2019eredit\u00e0 senza confini. Sar\u00e0 \u201cWalk of Life\u201d dei Dire Straits a riportare la luce con la tastiera che evoca, senza sforzo, un senso di leggerezza autentica. \u201cLabyrinth\u201d inviter\u00e0 invece a perdersi in un viaggio pi\u00f9 raccolto nel quale le melodie si intrecciano senza fretta e lasciano spazio alla riflessione e alla scoperta di paesaggi pi\u00f9 introspettivi, dove la bussola si perde e ritrovarsi diventa parte del cammino.<\/p>\n<p>\u201cMy Immortal\u201d degli Evanescence sar\u00e0 uno dei momenti pi\u00f9 intensi della serata: un pezzo costruito attorno alla vulnerabilit\u00e0. Una tastiera sostiene e moltiplica ogni parola raccontando la perdita e l\u2019assenza con un linguaggio diretto e sincero. Da questo abisso emotivo si riemerger\u00e0 con \u201cRosanna\u201d dei Toto, perfetto esempio di equilibrio tra tecnica e sentimento: le tastiere, con il loro fraseggio raffinato, danno struttura a una canzone che attraversa generi e generazioni.<\/p>\n<p>Il medley dedicato alla Premiata Forneria Marconi sar\u00e0 un omaggio alla grande stagione del progressive italiano, nella quale il rock si fondeva con il jazz, la musica classica, la tradizione folk, cercando nuove forme espressive lontane dagli stereotipi internazionali. Le tastiere diventano strumenti di esplorazione e di contaminazione capaci di raccontare una modernit\u00e0 diversa, radicata e visionaria. La conclusione spetter\u00e0 a \u201cJump\u201d dei Van Halen, pezzo che ha stravolto le regole del rock mainstream degli anni Ottanta imponendo il sintetizzatore come strumento principale, in un\u2019epoca in cui le chitarre sembravano ancora invincibili. <\/p>\n<p>Un finale tutto in crescendo che porta con s\u00e9 l\u2019idea di una musica capace di muoversi, reinventarsi, contaminarsi. \u201cKey(s) of Rock\u201d accompagna nei territori meno esplorati del rock, un\u2019occasione per riscoprire quanta forza, quanta meraviglia, quanta bellezza si nascondano dietro i \u201cbianchi e neri\u201d di una tastiera.<\/p>\n<p>Allievi partecipanti:<br \/>\nNicole William, Francesca Catanzaro, Anna Maggio, Martina Carriero, Emanuele Milone, Ivan Quintavalle, Silvia Valenti, Lorenzo Maggi, Giuseppe Monaco, Riccardo Pochi, Antonio Perri, Mattia Liguori, Grace Braglia, Clarissa Intiglietta, Pietro Di Stefano, Marta Gonzalez Vazquez, Pierfrancesco Canepa.<\/p>\n<p>Maestri:<br \/>\nAndrea De Nuzzo, Tonino Spluga, Fabio Masi, Pietro Maggio, Primo Michele Maggio, Francesco Sciascia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mercoled\u00ec 7 maggio, alle 20.30, il foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi si trasformer\u00e0 in un crocevia di storie, suoni ed emozioni con \u201cKey(s) of Rock: la rivoluzione dei tasti bianchi e neri\u201d, concerto inserito nella rassegna \u201cVerdi in Rock\u201d, organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi, e firmato \u201cFuturo Musica\u201d. 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