{"id":244466,"date":"2025-05-22T08:21:37","date_gmt":"2025-05-22T06:21:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=244466"},"modified":"2025-05-23T23:00:57","modified_gmt":"2025-05-23T21:00:57","slug":"tu-non-sai-quanto-ti-amo-brindisi-una-citta-che-si-ritrova-nello-sport-di-oreste-pinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/tu-non-sai-quanto-ti-amo-brindisi-una-citta-che-si-ritrova-nello-sport-di-oreste-pinto\/","title":{"rendered":"Tu non sai quanto ti amo: Brindisi, una citt\u00e0 che si ritrova nello sport. Di Oreste Pinto"},"content":{"rendered":"<p>A Brindisi lo sport non \u00e8 solo sport. \u00c8 memoria che si rinnova, entusiasmo che si condivide, identit\u00e0 che prende forma. In questa corsa nei playoff di A2, tra un palazzetto gremito, trasferte sold out e battiti all\u2019unisono, la citt\u00e0 ha ritrovato s\u00e9 stessa. Quell\u2019identit\u00e0 che sembrava assopita, disillusa, ma che ha saputo rialzarsi. E tornare a crederci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chi ha vissuto queste partite sa bene di cosa si parla. Sa che ogni rimbalzo conteso, ogni canestro, ogni fallo tattico conteneva qualcosa di pi\u00f9 profondo. Era il simbolo di una volont\u00e0 collettiva: quella di non arrendersi, di lottare con dignit\u00e0, di restare protagonisti del proprio destino. Il palazzetto \u00e8 tornato a pulsare, attraversato da emozioni che uniscono generazioni: padri, figli, nonni, ragazzi e ragazze in curva, sconosciuti che si abbracciano come amici di sempre. Un senso di comunit\u00e0 che si rinnova e si fa bandiera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 qui, a Brindisi, parlare di basket significa parlare di molto pi\u00f9. Di una socialit\u00e0 viva, che resiste, che scalda, che unisce. Di un orgoglio che non ha bisogno di vittorie per brillare. E di una tradizione che non si \u00e8 mai spenta, che affonda le radici nella storia e continua a crescere, stagione dopo stagione, mano nella mano con la sua gente. Di un senso di appartenenza che va oltre i risultati, che rimane anche quando si perde. Soprattutto quando si perde lottando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sconfitta brucia, certo. Ma pesa meno di ci\u00f2 che abbiamo ritrovato: il piacere di stare insieme, di sentirci parte dello stesso cammino, dello stesso destino. Non \u00e8 stato solo il finale di un campionato: \u00e8 stata una stagione di consapevolezza. In cui ciascuno ha riscoperto di poter fare la propria parte per rendere pi\u00f9 grande questa citt\u00e0. Dentro e fuori dal campo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo sperato fino all\u2019ultimo secondo. Abbiamo sofferto, lottato, gioito. E alla fine ci siamo ritrovati. Uniti. A testa alta. Pi\u00f9 fieri che mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Oreste Pinto<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Brindisi lo sport non \u00e8 solo sport. \u00c8 memoria che si rinnova, entusiasmo che si condivide, identit\u00e0 che prende forma. In questa corsa nei playoff di A2, tra un palazzetto gremito, trasferte sold out e battiti all\u2019unisono, la citt\u00e0 ha ritrovato s\u00e9 stessa. Quell\u2019identit\u00e0 che sembrava assopita, disillusa, ma che ha saputo rialzarsi. E tornare a crederci. &nbsp; Chi ha vissuto queste partite sa bene di cosa si parla. Sa che ogni rimbalzo conteso, ogni canestro, ogni fallo tattico conteneva qualcosa di pi\u00f9 profondo. Era il simbolo di una volont\u00e0 collettiva: quella di non arrendersi, di lottare con dignit\u00e0, di restare protagonisti del proprio destino. Il palazzetto \u00e8 tornato a pulsare, attraversato da emozioni che uniscono generazioni: padri, figli, nonni, ragazzi e ragazze in curva, sconosciuti che si abbracciano come amici di sempre. Un senso di comunit\u00e0 che si rinnova e si fa bandiera. &nbsp; Perch\u00e9 qui, a Brindisi, parlare di basket significa parlare di molto pi\u00f9. Di una socialit\u00e0 viva, che resiste, che scalda, che unisce. Di un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":244467,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[13,9],"tags":[],"class_list":["post-244466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-basket","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=244466"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":244468,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244466\/revisions\/244468"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/244467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=244466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=244466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=244466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}