{"id":246017,"date":"2025-06-19T11:33:48","date_gmt":"2025-06-19T09:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=246017"},"modified":"2025-06-19T12:36:54","modified_gmt":"2025-06-19T10:36:54","slug":"il-decameron-in-scena-a-mesagne-con-gli-allievi-della-scuola-talia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-decameron-in-scena-a-mesagne-con-gli-allievi-della-scuola-talia\/","title":{"rendered":"Il Decameron in scena a Mesagne con gli allievi della scuola Tal\u00eca"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Maurizio-Ciccolella-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-246019 alignleft\" src=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Maurizio-Ciccolella-02-259x300.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Maurizio-Ciccolella-02-259x300.jpg 259w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Maurizio-Ciccolella-02-885x1024.jpg 885w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Maurizio-Ciccolella-02-768x888.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Maurizio-Ciccolella-02-1328x1536.jpg 1328w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Maurizio-Ciccolella-02-1770x2048.jpg 1770w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a>Un testo che ha attraversato i secoli ma che oggi pi\u00f9 che mai parla al presente. Maurizio Ciccolella porta in scena il <em>Decameron<\/em> di Giovanni Boccaccio con gli allievi della Scuola d\u2019Arte Drammatica della Puglia \u201cTal\u00eca\u201d, domenica 22 giugno al Teatro Comunale di Mesagne. Sipario alle ore 21. Lo spettacolo \u00e8 gi\u00e0 sold out. Il lavoro \u00e8 realizzato con il patrocinio di Puglia Culture e della Fondazione Nuovo Teatro Verdi e si prepara a uscire dal perimetro del debutto per continuare in tourn\u00e9e il suo cammino scenico. Un progetto teatrale e pedagogico insieme che affonda le radici nella classicit\u00e0 per interrogare le contraddizioni contemporanee. Con una regia che non ammette autocensure, Ciccolella rilancia la provocazione: \u00abPerch\u00e9 \u00e8 possibile dipingere un nudo ma non raccontarlo?\u00bb.<\/p>\n<p>A colpire, nelle sue parole, \u00e8 la chiarezza della visione. \u00ab<em>Mettere in scena il <\/em><em>Decameron<\/em><em>, oggi, significa riattivare uno spazio di verit\u00e0 poetica e antropologica che sfida ogni perbenismo ideologico<\/em>\u00bb, afferma il regista. \u00ab<em>Le novelle boccacciane, nella loro schiettezza e variet\u00e0 di toni, aprono uno squarcio sulla corporeit\u00e0 e sul desiderio umano non come peccato, ma come forza vitale, come energia che muove la storia e le relazioni<\/em>\u00bb. Il teatro, per Ciccolella, diventa cos\u00ec uno spazio di resistenza alla censura \u201cdal basso\u201d, ai moralismi digitali, alle convenzioni che imbavagliano il linguaggio del corpo e del piacere. \u00ab<em>La sessualit\u00e0, trattata senza ipocrisie, \u00e8 qui integrata nel flusso dell\u2019esperienza umana: non moralizzata n\u00e9 edulcorata, ma rappresentata come gioco, inganno, piacere, fragilit\u00e0, redenzione<\/em>\u00bb. Parole nette che chiamano in causa lo statuto stesso del teatro: non esercizio di finzione ma pratica di verit\u00e0. Un luogo nel quale si pu\u00f2 ridere dell\u2019inganno e piangere per amore, nel quale il comico e il tragico non si escludono, ma si rincorrono.<\/p>\n<p>E nel quale la parola diventa carne e la carne si fa racconto.<\/p>\n<p>La scelta di affidare a giovani allievi un materiale cos\u00ec denso e complesso non \u00e8 casuale. \u00ab<em>Ho scelto il <\/em><em>Decameron<\/em><em> per il corso di recitazione Tal\u00eca perch\u00e9 credo che il teatro debba formare cittadini consapevoli, non solo attori competenti<\/em>\u00bb, spiega. E continua: \u00ab<em>In un tempo in cui il corpo \u00e8 sorvegliato, distorto, idealizzato o censurato, restituirgli diritto di parola attraverso Boccaccio \u00e8 un atto necessario<\/em>\u00bb. Insomma, un atto politico e culturale. Una presa di posizione contro ogni tentativo di ridurre il teatro a intrattenimento inoffensivo. Per Ciccolella, l\u2019arte scenica \u00e8 ancora, profondamente, un atto di libert\u00e0. Ed \u00e8 anche un\u2019occasione pedagogica irripetibile. \u00ab<em>Le novelle ci parlano con linguaggio diretto, corporeo, vitale, ed \u00e8 fondamentale che i ragazzi imparino a conoscere, attraversare e portare in scena tutto questo con coraggio, intelligenza e poesia<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Non si tratta solo di recitare ma di esporsi. Di abitare una lingua che non fa sconti. Di confrontarsi con le zone ambigue della vita e dell\u2019identit\u00e0. Di attraversare la complessit\u00e0 senza maschere. \u00c8 teatro come esercizio di consapevolezza, come allenamento alla realt\u00e0. Come palestra nella quale si impara a stare in piedi anche quando la storia vacilla. Non \u00e8 la prima volta che Ciccolella affronta i classici in chiave contemporanea, ma con <em>Decameron<\/em> il lavoro compie un salto ulteriore. Qui non si tratta solo di attualizzare un testo ma di riattivarne la potenza sociale. \u00ab<em>Il teatro \u00e8 educazione alla complessit\u00e0 del vivere<\/em>\u00bb, sottolinea. E se da un lato il testo di Boccaccio continua a sorprendere per la sua modernit\u00e0, dall\u2019altro l\u2019esperienza teatrale diventa occasione per esercitare la presenza, la parola, la responsabilit\u00e0. Anche il dissenso, se serve.<\/p>\n<p>La messa in scena prende la forma di un dispositivo educativo, ma anche politico, che restituisce al corpo la sua centralit\u00e0 narrativa. Un corpo che non si vergogna di esistere, di desiderare, di sbagliare. Un corpo che racconta, finalmente, senza essere tagliato fuori dal discorso. \u00ab<em>Ce lo dice anche Boccaccio: perch\u00e9 possiamo scolpire la passione nel marmo ma ci scandalizziamo se la rappresentiamo in teatro<\/em>\u00bb. Il <em>Decameron<\/em> &#8211; con la sua struttura a cornice, i suoi dieci narratori, le sue cento novelle &#8211; si conferma, oltre che un classico letterario, uno strumento di riflessione viva sulla societ\u00e0 e sull\u2019individuo. E lo fa ancora, a teatro, attraverso le voci di ragazzi che imparano a misurarsi con il racconto dell\u2019umano in tutte le sue forme. Anche quelle che fanno ancora scandalo. Anche quelle che, proprio per questo, non possiamo permetterci di tacere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ufficio stampa Scuola d\u2019Arte Drammatica della Puglia \u201cTal\u00eca\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un testo che ha attraversato i secoli ma che oggi pi\u00f9 che mai parla al presente. Maurizio Ciccolella porta in scena il Decameron di Giovanni Boccaccio con gli allievi della Scuola d\u2019Arte Drammatica della Puglia \u201cTal\u00eca\u201d, domenica 22 giugno al Teatro Comunale di Mesagne. Sipario alle ore 21. 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