{"id":246389,"date":"2025-06-25T17:45:21","date_gmt":"2025-06-25T15:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=246389"},"modified":"2025-06-25T17:45:21","modified_gmt":"2025-06-25T15:45:21","slug":"la-citta-di-ferro-e-fuoco-apre-la-rassegna-libri-in-vigna-di-tenute-lu-spada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/la-citta-di-ferro-e-fuoco-apre-la-rassegna-libri-in-vigna-di-tenute-lu-spada\/","title":{"rendered":"\u201cLa citt\u00e0 di ferro e fuoco\u201d apre la rassegna &#8220;Libri In Vigna&#8221; di Tenute Lu Spada"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 28 giugno a Tenute lu spada si da avvio alla \u201cRASSEGNA LIBRI IN VIGNA \u201c con la presentazione del libro di Andrea Ostuni \u201cLa citt\u00e0 di ferro e fuoco\u201d, che ci conduce dentro uno dei capitoli pi\u00f9 intensi, controversi e formativi della storia industriale meridionale: la nascita e l\u2019evoluzione del petrolchimico di Brindisi tra il 1959 e il 1985.<br \/>\nCon rigore storiografico e sensibilit\u00e0 civile, l\u2019autore ricostruisce l\u2019impatto dell\u2019\u201cintervento straordinario\u201d nella citt\u00e0 di Brindisi , tra promesse di sviluppo, illusioni di modernizzazione e le prime avvisaglie delle tensioni ambientali e sociali che oggi si manifestano in modo drammatico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella che Ostuni racconta \u00e8 una stagione che ha segnato profondamente l\u2019identit\u00e0 di Brindisi: un passato fatto di ciminiere, turni di lavoro massacranti, di lotte sindacali, di iniziative politiche e un patto industriale che sembrava garantire occupazione e benessere, al prezzo per\u00f2 di una crescente compromissione del territorio e della salute collettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma La citt\u00e0 di ferro e fuoco non \u00e8 solo un libro di storia. \u00c8 anche una chiave per leggere il presente. Oggi, Brindisi si confronta con una profonda crisi della produzione petrolchimica, con impianti sempre pi\u00f9 obsoleti, progetti industriali sospesi o ritirati, e un quadro occupazionale in costante contrazione. La citt\u00e0 vive un declino industriale che si accompagna a un vuoto di visione strategica: chiusure annunciate, bonifiche mai completate, transizione ecologica priva di alternative occupazionali concrete.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla luce di queste trasformazioni, il libro assume un valore ancora pi\u00f9 urgente: ci ricorda che il destino di un territorio non pu\u00f2 essere consegnato solo alle logiche della grande industria. Serve memoria storica per comprendere le radici delle contraddizioni attuali, ma serve anche un nuovo patto sociale che metta al centro ambiente, lavoro dignitoso e sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Brindisi del petrolchimico non \u00e8 finita nel 1985. I suoi effetti si proiettano sul nostro presente, e ci impongono una riflessione collettiva sul futuro della citt\u00e0: industriale, energetico, ma soprattutto umano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il libro di Andrea Ostuni, La citt\u00e0 di ferro e fuoco, ci porta nel cuore di una stagione decisiva per la storia di Brindisi: quella dell\u2019industrializzazione spinta dal cosiddetto \u201cintervento straordinario\u201d per il Mezzogiorno, e in particolare dalla costruzione del petrolchimico, uno dei pi\u00f9 grandi impianti chimici del Sud Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A partire dalla fine degli anni \u201950, il complesso Montecatini trasformato successivamente in ENI-Montedison cambi\u00f2 radicalmente il volto della citt\u00e0. Nacque una nuova periferia industriale, si crearono migliaia di posti di lavoro: negli anni \u201970 il polo petrolchimico di Brindisi occupava oltre 6.000 lavoratori tra diretti e indotto. Ma questo sviluppo aveva un prezzo: la citt\u00e0 si ritrovava a convivere con uno dei poli pi\u00f9 inquinanti d\u2019Italia, con ripercussioni ambientali e sanitarie che sarebbero esplose decenni dopo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con rigore e passione civile, Ostuni ricostruisce non solo i dati economici e occupazionali, ma anche le storie di uomini e donne che vissero quella trasformazione: la speranza in una modernit\u00e0 promessa, le lotte sindacali, i primi segnali di allarme per l\u2019ambiente e la salute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, quel modello industriale \u00e8 in crisi. Il petrolchimico non \u00e8 pi\u00f9 il cuore pulsante dell\u2019economia locale: le aziende storiche hanno ridotto o cessato la produzione, gli impianti sono vetusti, i lavoratori sono meno di 1.000 e l\u2019indotto \u00e8 al collasso. La crisi industriale di Brindisi si estende anche al settore energetico, con la dismissione della centrale a carbone di Cerano e il mancato avvio di alternative sostenibili e occupazionalmente valide.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi \u00e8 diventata un laboratorio nazionale \u2013 nel bene e nel male \u2013 di quella che oggi chiamiamo transizione ecologica. Ma senza una vera riconversione industriale, senza investimenti in innovazione e in lavoro dignitoso, la transizione rischia di essere solo una nuova forma di abbandono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 questo libro \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai. Non \u00e8 solo un\u2019opera di storia: \u00e8 una lente per leggere il presente, e un invito a ripensare il futuro. A partire da una domanda semplice, ma cruciale: che citt\u00e0 vogliamo essere dopo la stagione del ferro e del fuoco?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iniziare la rassegna di tenute Lu spada nella campagna brindisina con un libro sulla storia industriale e\u2019 una scelta per discutere del passato e del futuro di Brindisi e del suo territorio. E la campagna pu\u00f2 dare il suo contributo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prima delle ciminiere, Brindisi era terra di vigneti e in parte lo \u00e8 ancora. Fino agli anni \u201950, la vitivinicoltura rappresentava una delle principali attivit\u00e0 economiche del territorio, con migliaia di ettari coltivati e un porto che esportava vino sfuso in tutta Europa. Con l\u2019arrivo del petrolchimico, quel modello produttivo \u00e8 stato progressivamente marginalizzato, visto come arcaico rispetto all\u2019ideologia industrialista del tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, per\u00f2, si presenta l\u2019opportunit\u00e0 \u2013 e la necessit\u00e0 \u2013 di rivalutare proprio quell\u2019economia agricola, aggiornata e resa sostenibile, come una risorsa strategica per affrontare la crisi della grande industria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 28 giugno a Tenute lu spada si da avvio alla \u201cRASSEGNA LIBRI IN VIGNA \u201c con la presentazione del libro di Andrea Ostuni \u201cLa citt\u00e0 di ferro e fuoco\u201d, che ci conduce dentro uno dei capitoli pi\u00f9 intensi, controversi e formativi della storia industriale meridionale: la nascita e l\u2019evoluzione del petrolchimico di Brindisi tra il 1959 e il 1985. 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