{"id":246755,"date":"2025-07-01T17:57:53","date_gmt":"2025-07-01T15:57:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=246755"},"modified":"2025-07-01T17:57:53","modified_gmt":"2025-07-01T15:57:53","slug":"eni-versalis-cgil-e-filctem-italia-fuori-da-produzione-di-etilene-errore-strategico-grave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/eni-versalis-cgil-e-filctem-italia-fuori-da-produzione-di-etilene-errore-strategico-grave\/","title":{"rendered":"Eni\/Versalis: Cgil e Filctem: &#8220;Italia fuori da produzione di etilene, errore strategico grave&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa decisione unilaterale di Eni-Versalis di chiudere i cracker di Brindisi e Priolo, confermata oggi, rappresenta un colpo durissimo alla sovranit\u00e0 industriale del Paese, con conseguenze devastanti per l\u2019occupazione, la filiera chimica e la tenuta produttiva di interi territori. L\u2019Italia diventa cos\u00ec il primo e unico Paese europeo a rinunciare alla produzione di etilene, elemento essenziale per la chimica di base e per settori chiave come automotive, packaging, biomedicale e costruzioni\u201d. \u00c8 quanto dichiarano il segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo e il segretario generale della Filctem Cgil Marco Falcinelli a commento dell\u2019audizione di oggi dei vertici di Eni davanti alla X Commissione della Camera dei Deputati.<\/p>\n<p>\u201cQuesto avviene mentre l\u2019Unione Europea sta lavorando a un \u2018Critical Chemical Act\u2019 che individua tredici molecole fondamentali da continuare a produrre all\u2019interno dell\u2019Unione, tra cui proprio l\u2019etilene, ritenuto strategico per la competitivit\u00e0 e la sicurezza industriale europea\u201d, spiegano i dirigenti sindacali. \u201cInoltre, la Commissione europea prevede di includere la chimica di base nel meccanismo CBAM, il sistema di tassazione dell\u2019impronta carbonica dei prodotti importati da Paesi terzi, proprio per evitare delocalizzazioni ambientali e industriali. L\u2019Italia si pone cos\u00ec in contraddizione frontale con la strategia industriale europea, esponendosi a nuove dipendenze e penalizzazioni economiche\u201d.<\/p>\n<p>Per Gesmundo e Falcinelli \u201cquesta scelta non ha nulla a che fare con la decarbonizzazione. La chiusura dei cracker italiani comporter\u00e0 un aumento complessivo delle emissioni di CO\u2082, a causa della necessit\u00e0 di importare etilene e derivati da Stati Uniti e Asia. Il trasporto su lunga distanza e il maggiore impatto ambientale dei processi produttivi esteri renderanno il bilancio climatico della decisione non solo negativo, ma profondamente incoerente rispetto agli obiettivi di transizione ecologica\u201d. Inoltre, aggiungono \u201csenza cracking, l\u2019Italia, oggi prima in Europa per capacit\u00e0 di riciclo delle plastiche, rinuncia anche alla possibilit\u00e0 di sviluppare il riciclo chimico di questi materiali, una filiera strategica, innovativa e a basso impatto ambientale\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 gravissimo \u2013 sostengono il segretario confederale e il segretario generale Filctem \u2013 che le scelte di politica industriale non siano assunte dal Governo nell\u2019interesse generale del Paese, ma delegate a una societ\u00e0 partecipata dallo Stato che agisce prioritariamente secondo la logica degli azionisti e dei dividendi\u201d.<br \/>\nInfine, \u201cle dichiarazioni di Eni in merito a un presunto disimpegno della chimica di base in Europa sono fuorvianti. Si cita la messa in vendita di cinque impianti da parte di Basell come sintomo di crisi del settore, ma la realt\u00e0 \u00e8 ben diversa: quattro impianti su cinque sono stati acquistati, a testimonianza di un interesse industriale concreto, e l\u2019unico rimasto senza acquirente \u00e8 quello di Brindisi, proprio a causa della chiusura del cracking Eni, che ha reso insostenibile l\u2019approvvigionamento della materia prima per potenziali investitori\u201d.<\/p>\n<p>I dirigenti sindacali ricordano che \u201cle esperienze precedenti \u2013 Porto Marghera, dove per altro sono in corso scioperi unitari di tutte le organizzazioni sindacali, Porto Torres, Gela \u2013 dimostrano che le promesse di investimenti e reimpieghi fatte da Eni non sono state rispettate, lasciando dietro s\u00e9 carenze occupazionali, perdita di competenze e desertificazione industriale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cServe con urgenza un intervento pubblico deciso \u2013 concludono Gesmundo e Falcinelli \u2013 che metta in campo una strategia nazionale per la chimica di base, coinvolga nuovi soggetti industriali e utilizzi strumenti di politica industriale (come CDP o Invitalia) per difendere un settore che \u00e8 strategico per l\u2019autonomia produttiva, ambientale e tecnologica dell\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CGIL NAZIONALE, FILCTEM CGIL<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa decisione unilaterale di Eni-Versalis di chiudere i cracker di Brindisi e Priolo, confermata oggi, rappresenta un colpo durissimo alla sovranit\u00e0 industriale del Paese, con conseguenze devastanti per l\u2019occupazione, la filiera chimica e la tenuta produttiva di interi territori. 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