{"id":247144,"date":"2025-07-09T20:33:26","date_gmt":"2025-07-09T18:33:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=247144"},"modified":"2025-07-09T20:33:26","modified_gmt":"2025-07-09T18:33:26","slug":"il-caso-antonino-e-il-silenzio-del-comune-unoccasione-mancata-per-tutelare-linteresse-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-caso-antonino-e-il-silenzio-del-comune-unoccasione-mancata-per-tutelare-linteresse-pubblico\/","title":{"rendered":"Il caso Antonino e il silenzio del Comune: un&#8217;occasione mancata per tutelare l\u2019interesse pubblico?"},"content":{"rendered":"<p>Giovanni Antonino, ex sindaco di Brindisi condannato dalla Corte dei conti nel 2011 a risarcire oltre 2,2 milioni di euro per danni erariali, verser\u00e0 al Comune solo una piccola parte del dovuto: 252mila euro, rateizzati in 35 anni. Una cifra irrisoria rispetto all&#8217;entit\u00e0 della condanna, che riconosceva la responsabilit\u00e0 dei danni di immagine per fatti di corruzione, concussione e disservizio nell\u2019esercizio della funzione pubblica.<\/p>\n<p>Tutto nasce da una procedura di sovraindebitamento attivata da Antonino tramite il proprio legale \u2013 Vito Birgitta, segretario cittadino del Partito Repubblicano \u2013 e omologata dal giudice Ivan Natali del Tribunale di Brindisi. Il piano prevede versamenti mensili da 600 euro fino al compimento del 102\u00b0 anno d\u2019et\u00e0 dell\u2019ex primo cittadino. Il giudice ha ritenuto congrua l\u2019offerta rispetto alle condizioni patrimoniali dell\u2019istante, giudicandola \u201cpi\u00f9 favorevole della liquidazione\u201d.<\/p>\n<p>Una valutazione che, per\u00f2, non \u00e8 stata condivisa da altri soggetti coinvolti nel procedimento. La Procura della Repubblica di Brindisi ha definito il piano \u201cuna presa in giro\u201d, ricordando che il sovraindebitamento di Antonino deriva da responsabilit\u00e0 penali e contabili accertate in via definitiva. Anche la Corte dei conti ha espresso parere fortemente contrario, rilevando non solo l\u2019origine dolosa del debito, ma anche comportamenti pregressi \u2013 come la donazione immobiliare ritenuta fraudolenta \u2013 che escluderebbero il requisito di \u201cmeritevolezza\u201d richiesto dalla legge per accedere a questo tipo di procedura.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, il piano \u00e8 stato omologato. A presentare tempestivo appello contro la sentenza \u00e8 stata solo l\u2019Agenzia delle Entrate. Il Comune di Brindisi, invece, non ha intrapreso alcuna iniziativa entro i 30 giorni previsti dalla legge. <\/p>\n<p>Il sindaco Giuseppe Marchionna ha dichiarato di aver appreso della decisione solo dopo la sua pubblicazione e ha richiamato una questione di \u201cdelicatezza istituzionale\u201d, vista la presenza del figlio di Antonino \u2013 Gabriele \u2013 alla presidenza del consiglio comunale.<\/p>\n<p>La mancata tempestiva reazione dell\u2019amministrazione comunale, che pure si era costituita nel procedimento, ha sollevato grosse perplessit\u00e0. Pur senza formulare giudizi, resta il dato oggettivo: il principale ente creditore, il Comune, non ha proposto reclamo contro una sentenza che cancella oltre due milioni di crediti derivanti da un grave danno alla comunit\u00e0. Un\u2019occasione, almeno per ora, mancata per far valere l\u2019interesse pubblico in una vicenda che per anni ha pesato sulla storia e sull\u2019immagine della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Come ha osservato il Partito Democratico, quei fondi avrebbero potuto essere destinati alla messa in sicurezza delle scuole e delle strade. E come ha sottolineato l\u2019ex sindaco Riccardo Rossi, colpisce che a impugnare la decisione sia stata solo l\u2019Agenzia delle Entrate. Il silenzio del Comune, in un contesto tanto delicato, rischia di suonare come una rinuncia, se non altro sul piano della determinazione istituzionale.<\/p>\n<p>\u00c8 ancora possibile riconsiderare le scelte fatte. Ed il Comune, anche se sono trascorsi i termini per impugnare, lo pu\u00f2 fare sia con un ricorso incidentale a quello presentato dall&#8217;Agenzia delle Entrate, sia con una memoria ad adiuvandum entro i termini legislativamente previsti. L&#8217;interesse della citt\u00e0, al netto di ogni \u201cdelicatezza\u201d, merita risposte chiare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Antonino, ex sindaco di Brindisi condannato dalla Corte dei conti nel 2011 a risarcire oltre 2,2 milioni di euro per danni erariali, verser\u00e0 al Comune solo una piccola parte del dovuto: 252mila euro, rateizzati in 35 anni. Una cifra irrisoria rispetto all&#8217;entit\u00e0 della condanna, che riconosceva la responsabilit\u00e0 dei danni di immagine per fatti di corruzione, concussione e disservizio nell\u2019esercizio della funzione pubblica. Tutto nasce da una procedura di sovraindebitamento attivata da Antonino tramite il proprio legale \u2013 Vito Birgitta, segretario cittadino del Partito Repubblicano \u2013 e omologata dal giudice Ivan Natali del Tribunale di Brindisi. Il piano prevede versamenti mensili da 600 euro fino al compimento del 102\u00b0 anno d\u2019et\u00e0 dell\u2019ex primo cittadino. Il giudice ha ritenuto congrua l\u2019offerta rispetto alle condizioni patrimoniali dell\u2019istante, giudicandola \u201cpi\u00f9 favorevole della liquidazione\u201d. Una valutazione che, per\u00f2, non \u00e8 stata condivisa da altri soggetti coinvolti nel procedimento. 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