{"id":247146,"date":"2025-07-09T20:59:01","date_gmt":"2025-07-09T18:59:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=247146"},"modified":"2025-07-10T05:46:15","modified_gmt":"2025-07-10T03:46:15","slug":"caso-antonino-ma-il-vero-giallo-e-marchionna-il-sindaco-sapeva-e-ha-taciuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/caso-antonino-ma-il-vero-giallo-e-marchionna-il-sindaco-sapeva-e-ha-taciuto\/","title":{"rendered":"Caso Antonino, ma il vero giallo \u00e8 Marchionna: il sindaco sapeva e ha taciuto?"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un dettaglio, in apparenza marginale, che rischia di trasformare il caso Antonino in un imbarazzante cortocircuito istituzionale per l\u2019attuale amministrazione comunale. Ed \u00e8 la dichiarazione, resa dal sindaco Giuseppe Marchionna l\u20198 luglio al &#8220;Nuovo Quotidiano di Puglia&#8221; ed a &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;, secondo cui avrebbe appreso \u201csolo quel giorno\u201d della sentenza che consente all\u2019ex sindaco Giovanni Antonino di saldare un debito da 2,3 milioni di euro con appena 252mila euro, pagabili in 35 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una dichiarazione che, alla luce dei fatti, risuona come un clamoroso falso.<\/p>\n<p>Infatti, secondo quanto riportato dall&#8217;edizione on line de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;, a smentire Marchionna ci sarebbe una mail ufficiale dell\u2019Avvocatura comunale, datata 3 giugno, indirizzata proprio al primo cittadino e ad altre figure chiave della giunta, tra cui le assessore al Bilancio e al Personale. In quel documento si comunicherebbe la pubblicazione della sentenza di omologa (avvenuta il 31 maggio), si spiegherebbe che \u00e8 immediatamente esecutiva e si inviterebbe a valutare un\u2019eventuale impugnazione.<\/p>\n<p>Quindi Marchionna era stato informato ed ha detto una bugia. Perch\u00e9?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fatto certo \u00e8 che la giunta, pur essendosi costituita in giudizio contro la proposta di sovraindebitamento di Antonino, una volta che il giudice ha accettato il piano, ha poi lasciato passare il termine per proporre appello (30 giorni dalla pubblicazione della sentenza, ai sensi dell\u2019art. 51 del Codice della crisi).\u00a0 Sar\u00e1 una decisione legata a ci\u00f2 che Marchionna, sempre nelle interviste al Quotidiano e al Fatto chiama \u201cdelicatezza politica\u201d?\u00a0 che altro non sarebbe la circostanza che, a presiedere il consiglio comunale, c\u2019\u00e8 Gabriele Antonino, figlio dell\u2019ex sindaco beneficiario dello sconto milionario.<br \/>\nInsomma, il sospetto \u00e8 che Marchionna sapeva della sentenza e non l&#8217;ha impugnata per non indispettire il\u00a0 Partito Repubblicano Italiano, che sostiene la sua maggioranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E dire che proprio il Comune, nelle memorie di costituzione avverso la proposta di piano, aveva definito la proposta di Antonino come un \u201cindulto civile\u201d ai danni della collettivit\u00e0.\u00a0 Una posizione forte che, di certo, avrebbe meritato di essere sostenuta fino alla Cassazione. Invece, ad impugnare la sentenza \u00e8 stata soltanto l\u2019Agenzia delle Entrate.<\/p>\n<p>Per vederci chiaro su quanto accaduto, nella mattinata del 9 luglio, le opposizioni ed il Consigliere Roberto Quarta hanno chiesto ufficialmente accesso agli atti per verificare date, documenti ed eventuali bugie e omissioni. In attesa che la documentazione sia resa pubblica, le domande politiche restano intatte: perch\u00e9 un\u2019amministrazione che si \u00e8 detta contraria in aula di giustizia ha poi lasciato scadere i termini senza reagire? Perch\u00e9 il sindaco ha affermato di non sapere, quando invece sarebbe stato informato da settimane?<\/p>\n<p>Se la giunta ha scelto consapevolmente di non impugnare per un motivo ben preciso, deve avere il coraggio di spiegarlo pubblicamente e senza mistificazioni della realt\u00e0. Ma se il Sindaco ha mentito alla cittadinanza o ha ignorato una comunicazione dell\u2019Avvocatura per oltre un mese, siamo di fronte a un caso ancora pi\u00f9 grave: non si tratta pi\u00f9 solo di debiti non riscossi, ma anche di un comportamento censurabile atto, probabilmente, a nascondere\u00a0 scelta politica deliberata che lascia il dubbio che si sia privilegiata la famiglia Antonino e la stabilit\u00e0 dell&#8217;amministrazione piuttosto che il bene collettivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questo contesto, le precisazioni giunte da Marchionna nella serata del 9 luglio non offrono risposte esaurienti.<\/p>\n<p>Secondo il Sindaco &#8220;<em>allo stato l\u2019Agenzia delle Entrate-Riscossione \u2013 creditore procedente abilitato &#8211; non risulta abbia opposto ricorso<\/em>&#8220;&#8230; e &#8220;<em>in tali condizioni il Comune di Brindisi &#8230; non dispone di alcun elemento aggiuntivo e significativo tale da far prevedere una revisione del giudizio con una sia pur minima percentuale di successo<\/em>&#8220;.<br \/>\nCon queste parole il Primo Cittadino smentisce se stesso perch\u00e9, a dispetto della dichiarazione di aver saputo dell&#8217;esistenza della sentenza soltanto l&#8217;8 luglio, sostiene &#8211; nemmeno tanto implicitamente &#8211; che, quella di non proporre appello, sarebbe una \u201cscelta consapevole\u201d determinata dal fatto che \u2013 a suo dire \u2013 la mancata opposizione dell&#8217;Ader renderebbe vana una sia pur minima percentuale di successo.<\/p>\n<p>Quindi, dire alla stampa e alla cittadinanza di non conoscere la sentenza era una bugia.<\/p>\n<p>Ma non finisce qui. A non convincere affatto, \u00e8 proprio la tesi secondo cui la mancata opposizione dell&#8217;Agenzia delle Entrate Riscossione azzererebbe la percentuale di successo.<br \/>\nNel processo di sovraindebitamento, infatti, la funzione dell\u2019Agenzia delle Entrate-Riscossione \u00e8 limitata alla gestione delle notifiche, delle procedure esecutive e, talvolta, dell&#8217;aggio spettante, mentre \u00e8 il Comune, in quanto ente creditore, ad avere piena titolarit\u00e0 per opporsi nel merito della pretesa (come, d&#8217;altronde, \u00e8 avvenuto nella prima fase della proposta di piano).<\/p>\n<p>Ignorare \u2013 o fingere di ignorare \u2013 questa distinzione elementare tra soggetti processuali equivale a mistificare la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Pertanto, no. Non \u00e8 assolutamente vero che il mancato reclamo dell&#8217;Ader rende nulle le speranze che la Corte d&#8217;Appello sovverta la decisione del giudice di primo grado e ordini di respingere il piano di sovraindebitamento di Antonino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ore. Pi.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 un dettaglio, in apparenza marginale, che rischia di trasformare il caso Antonino in un imbarazzante cortocircuito istituzionale per l\u2019attuale amministrazione comunale. Ed \u00e8 la dichiarazione, resa dal sindaco Giuseppe Marchionna l\u20198 luglio al &#8220;Nuovo Quotidiano di Puglia&#8221; ed a &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;, secondo cui avrebbe appreso \u201csolo quel giorno\u201d della sentenza che consente all\u2019ex sindaco Giovanni Antonino di saldare un debito da 2,3 milioni di euro con appena 252mila euro, pagabili in 35 anni. &nbsp; Una dichiarazione che, alla luce dei fatti, risuona come un clamoroso falso. Infatti, secondo quanto riportato dall&#8217;edizione on line de &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221;, a smentire Marchionna ci sarebbe una mail ufficiale dell\u2019Avvocatura comunale, datata 3 giugno, indirizzata proprio al primo cittadino e ad altre figure chiave della giunta, tra cui le assessore al Bilancio e al Personale. In quel documento si comunicherebbe la pubblicazione della sentenza di omologa (avvenuta il 31 maggio), si spiegherebbe che \u00e8 immediatamente esecutiva e si inviterebbe a valutare un\u2019eventuale impugnazione. 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