{"id":247259,"date":"2025-07-12T09:51:31","date_gmt":"2025-07-12T07:51:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=247259"},"modified":"2025-07-18T15:08:52","modified_gmt":"2025-07-18T13:08:52","slug":"turismo-brindisi-e-la-sfida-dellidentita-perche-serve-una-visione-comune-di-oreste-pinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/turismo-brindisi-e-la-sfida-dellidentita-perche-serve-una-visione-comune-di-oreste-pinto\/","title":{"rendered":"Turismo, Brindisi e la sfida dell\u2019identit\u00e0: perch\u00e9 serve una visione comune. Di Oreste Pinto"},"content":{"rendered":"<p>Il turismo a Brindisi sta vivendo una contraddizione evidente: da un lato, la proliferazione incontrollata di strutture ricettive \u2013 oggi oltre 600, per un totale di circa 5.000 posti letto, pari a uno ogni 18 abitanti \u2013 dall\u2019altro, l\u2019assenza di una reale domanda in grado di sostenere questa offerta. Per la stragrande maggioranza dell\u2019anno le strutture restano semivuote, i prezzi crollano, la qualit\u00e0 dei servizi ne risente.<br \/>\nUna spirale discendente che rischia di danneggiare strutturalmente un settore strategico, anche a causa, in alcuni casi, dell\u2019improvvisazione e dell\u2019abusivismo, in altri ancora della strumentalit\u00e0 di investimenti sostenuti da capitali di dubbia provenienza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti osservatori hanno giustamente sottolineato come si tratti di un fenomeno che riguarda anche altre citt\u00e0 italiane. Ma a Brindisi questo squilibrio assume un significato pi\u00f9 profondo, perch\u00e9 si innesta in un vuoto di visione complessiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Manca una regia pubblica. Manca, soprattutto, una comunicazione coordinata e coerente, capace di promuovere un\u2019immagine condivisa e riconoscibile della citt\u00e0. \u00c8 qui che gli enti locali hanno una responsabilit\u00e0 decisiva: non possono limitarsi a fare da spettatori di una crescita quantitativa, caotica e autoreferenziale, n\u00e9 tanto meno affidarsi o incrementare le iniziative estemporanee, molte delle quali prive di reale prospettiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con l\u2019amministrazione precedente, un tentativo in questa direzione era stato avviato: si era provato a costruire un\u2019immagine di Brindisi fondata sulle sue peculiarit\u00e0 pi\u00f9 evidenti \u2013 il mare, il bel tempo per almeno otto mesi l\u2019anno, il sistema parchi, la vocazione sportiva e nautica, la storia e le tradizioni.<br \/>\nQuesta visione si articolava anche attraverso iniziative legate alla tradizione agricola ed enoica del territorio, con eventi pensati per riscoprire e rivalutare le eccellenze locali, la riqualificazione di strutture abbandonate per un loro utilizzo turistico, la promozione del Sea Working e delle professioni legate all\u2019economia blu, un pi\u00f9 deciso coinvolgimento del sistema produttivo nell\u2019ambito turistico. Senza dimenticare la valorizzazione degli sport all\u2019aria aperta, dalle attivit\u00e0 marine al turismo attivo, dalle gare podistiche al ciclismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ovviamente non era tutto perfetto. Ma rappresentava un buon inizio: una narrazione semplice, concreta e di facile percezione e condivisione, costruita attorno a elementi reali e distintivi, capace di dare coerenza all\u2019offerta turistica della citt\u00e0 e, al tempo stesso, restituire orgoglio e senso di appartenenza ai suoi abitanti \u2014 nella convinzione che siano proprio loro i primi veri operatori del turismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, invece, quella traiettoria si \u00e8 persa.<br \/>\nPer carit\u00e0, va riconosciuta la scelta di dare continuit\u00e0 ad alcune esperienze di gestione innovativa degli spazi urbani (in primis Palazzo Guerrieri, Paradiso e Sant&#8217;Elia), si percepisce lo sforzo di puntare su determinati presupposti culturali e non mancano eventi e proposte di investimenti spot.<br \/>\nMa manca una strategia e manca un linguaggio comune. In sintesi, un\u2019immagine identitaria che possa guidare scelte, investimenti e politiche pubbliche: dalla progettualit\u00e0 turistica alla valorizzazione del patrimonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In assenza di una visione forte e condivisa, Brindisi rischia di ritrovarsi con un\u2019offerta turistica sovradimensionata, dequalificata e, soprattutto, scollegata da qualunque racconto credibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 urgente aprire un dibattito pubblico serio, partecipato e concreto: su cosa vuole essere Brindisi, su quali strumenti ha bisogno per diventarlo e su quale idea di sviluppo intende costruire.<\/p>\n<p>Non bastano le parole. Serve una direzione. Serve un\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Oreste Pinto<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il turismo a Brindisi sta vivendo una contraddizione evidente: da un lato, la proliferazione incontrollata di strutture ricettive \u2013 oggi oltre 600, per un totale di circa 5.000 posti letto, pari a uno ogni 18 abitanti \u2013 dall\u2019altro, l\u2019assenza di una reale domanda in grado di sostenere questa offerta. Per la stragrande maggioranza dell\u2019anno le strutture restano semivuote, i prezzi crollano, la qualit\u00e0 dei servizi ne risente. Una spirale discendente che rischia di danneggiare strutturalmente un settore strategico, anche a causa, in alcuni casi, dell\u2019improvvisazione e dell\u2019abusivismo, in altri ancora della strumentalit\u00e0 di investimenti sostenuti da capitali di dubbia provenienza. &nbsp; Molti osservatori hanno giustamente sottolineato come si tratti di un fenomeno che riguarda anche altre citt\u00e0 italiane. Ma a Brindisi questo squilibrio assume un significato pi\u00f9 profondo, perch\u00e9 si innesta in un vuoto di visione complessiva. &nbsp; Manca una regia pubblica. Manca, soprattutto, una comunicazione coordinata e coerente, capace di promuovere un\u2019immagine condivisa e riconoscibile della citt\u00e0. \u00c8 qui che gli enti locali hanno una responsabilit\u00e0 decisiva: non possono&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":204722,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-247259","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247259","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247259"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247259\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":247260,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247259\/revisions\/247260"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/204722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}