{"id":248083,"date":"2025-07-27T18:14:22","date_gmt":"2025-07-27T16:14:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=248083"},"modified":"2025-07-27T18:14:22","modified_gmt":"2025-07-27T16:14:22","slug":"brindisi-associazioni-lassedio-alla-nostra-citta-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-associazioni-lassedio-alla-nostra-citta-continua\/","title":{"rendered":"Brindisi, Associazioni: &#8220;l\u2019assedio alla nostra citt\u00e0 continua&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ancora una volta, Brindisi sta attraversando uno dei ciclici periodi in cui deve scegliere tra una difesa perdente, in danno dell&#8217;ambiente e dell&#8217;occupazione, di una realt\u00e0 industriale anacronistica o imboccare realmente la strada verso uno sviluppo che sia fondato sull&#8217;innovazione e sulle fonti rinnovabili.<\/p>\n<p>Oggi Brindisi si trova ad affrontare contemporaneamente la fermata della centrale termoelettrica Brindisi sud e l&#8217;annuncio da parte di Eni della decisione di chiudere Eni Versalis. \u00c8 un caso pi\u00f9 unico che raro che avvenga in Italia questa contemporanea chiusura di impianti termoelettrici e di chimica di base, ma non sia la capacit\u00e0 di trasformare questo caso in un appuntamento e in impegni formali a livello nazionale, a differenza di quanto accade a Taranto.<\/p>\n<p>Dopo la fermata della centrale Brindisi sud nel mese di ottobre 2024, oltre un anno prima della chiusura a dicembre 2025 preventivata nel piano di decarbonizzazione.<\/p>\n<p>Il Governo ha dichiarato Brindisi area di crisi complessa e ha avviato un accordo di programma e la nomina di un commissario, nella persona del prefetto di Brindisi, per esaminare e rendere operative manifestazioni di interesse sostitutive della realt\u00e0 energetica esistente. Per\u00f2, a differenza di quanto accade a Taranto, non si riscontra un impegno, anche finanziario, che veda il Governo entrare in prima persona in questa fase di transizione.<\/p>\n<p>Eni prospetta la realizzazione di una gigafactory per produrre batterie da accumulo e ipotizza 700 posti di lavoro. In un primo tempo, si sono succedute dichiarazioni istituzionali e politiche a favore di questa transizione, ma poi queste dichiarazioni sono state contraddette da una serie di indicazioni che comportano un inquietante ritorno al passato. Facciamo riferimento alle posizioni che puntano a tenere la centrale Brindisi sud in riserva, senza, peraltro, specificare se si parla di riserva fredda o calda, ma anche a quelle che vorrebbero tenere il \u201ccracking\u201d nel petrolchimico in conservazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Enel, apparentemente contraria rispetto a quanto si propone, \u00e8 arrivata a chiedere al Governo di assumersi il costo di questa scelta o di nazionalizzare le centrali di Brindisi, Civitavecchia e Fiume Santo. Il tenere in riserva la centrale comporta bloccare l\u2019impianto, Il non avere la capacit\u00e0 di fare di Brindisi un caso nazionale comporta la sottovalutazione degli effetti sull&#8217;occupazione. Si pensi a quanti lavoratori, circa 2500 fra diretti e indiretti, sono oggi impegnati nei cicli produttivi del chimico e nel campo termoelettrico. Per\u00f2, ancora oggi, come tante volte ieri, il sostenere di intervenire in difesa delle imprese e dell&#8217;occupazione produce effetti contrastanti e sconcertanti, in danno del territorio, dell&#8217;ambiente e appunto soprattutto dell&#8217;occupazione. Posizioni politiche e sindacali arrivano a difendere l&#8217;indifendibile chimica di base attuale e a chiedere, assolutamente il ritorno al carbone, perfino con riferimento al trasporto su gomma del minerale fino alla centrale Brindisi sud! Fornendo al riguardo, l&#8217;insostenibile possibilit\u00e0 di far convivere combustibili fossili, quali il gas, con le prospettive di uso delle rinnovabili e dell&#8217;innovazione. Si arriva, perfino, a proporre lo spostamento a Brindisi della nave rigassificatrice che si vorrebbe collocare a Taranto per alimentare col gas gli altiforni dell\u2019acciaieria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Governo, peraltro, dona ulteriori 78 milioni di euro per realizzare a Taranto e non a Brindisi un HUB della cantieristica al servizio di impianti eolici offshore e, invece, di creare questo nuovo sviluppo Brindisi dona 35 milioni di euro a Edison per consentirle di avere quei fondi non riconosciuti nel PNRR per far ripartire il progetto del deposito costiero di GNL a costa Morena est, luogo cruciale per lo sviluppo dello scalo intermodale tra navi e linea ferroviaria e per la logistica portuale<\/p>\n<p>E compito delle forze politiche, soprattutto di quelle sindacali pretendere, come a Taranto, gli ammortizzatori sociali che garantiscano la transizione, i corsi di formazione e gli impegni per l&#8217;impiego di personale dell&#8217;attuale indotto nei progetti da realizzare. Va sottolineato che oggi e non domani pu\u00f2 essere costruito un futuro con precisi contenuti tecnici, economici, occupazionali e con la relativa fattibilit\u00e0 nelle manifestazioni di interesse citate e in progetti attivabili a Brindisi, solo se vi fosse la volont\u00e0 di creare questo nuovo sviluppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Enel ed Eni, \u00e8 bene ricordarlo a tutti, non licenziano i loro dipendenti. Ci aspettiamo, in primo luogo, che anche la Cgil chiarisca la propria posizione che con noi, in passato, \u00e8 stata chiara su questi temi, in primo luogo sul deposito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Enel, da tempo, ha presentato 13 idee progettuali:<br \/>\no AZIENDE<br \/>\no N\u00b0 ADDETTI DA ASSUMERE<br \/>\no INVESTIMENTI<br \/>\no Tempistica di realizzazione<\/p>\n<p>RENESYS ENERGY<br \/>\n\u2022 270 addetti<br \/>\n\u2022 85-100 milioni<br \/>\n\u2022 12-15 mesi<\/p>\n<p>SCANDIUZZI STEEL Constructions<br \/>\n\u2022 70 addetti<br \/>\n\u2022 10 milioni<br \/>\n\u2022 15 mesi<\/p>\n<p>GREENTHESIS<br \/>\n\u2022 30 addetti<br \/>\n\u2022 10 milioni<br \/>\n\u2022 12 mesi<\/p>\n<p>NADARA &#8211; BlueFloatEnergy<br \/>\n\u2022 circa 300\/400 addetti a regime (3000 con punte fino a 8000 nella fase di costruzione)<br \/>\n\u2022 circa 8 miliardi per la realizzazione di 2 parchi eolici marini galleggianti (Odra e Kailia)<br \/>\n\u2022 60 mes<\/p>\n<p>FINCOSIT<br \/>\n\u2022 50-250 addetti<br \/>\n\u2022 3-6 milioni<br \/>\n\u2022 8-12 mesi<\/p>\n<p>CISA S.p.A.<br \/>\n\u2022 100 addetti<br \/>\n\u2022 Non ancora definito<br \/>\n\u2022 Non definita<br \/>\nCBM Company SAS<br \/>\n\u2022 80 addetti<br \/>\n\u2022 25 milioni<br \/>\n\u2022 Non definita<\/p>\n<p>EEMAXX<br \/>\n\u2022 92 addetti<br \/>\n\u2022 100 milioni<br \/>\n\u2022 12 mesi<\/p>\n<p>ACT BLADE<br \/>\n\u2022 128 addetti<br \/>\n\u2022 15 milioni<br \/>\n\u2022 36 mesi<\/p>\n<p>RENEXIA S.p.A.<br \/>\n\u2022 1300 addetti<br \/>\n\u2022 500 milioni<br \/>\n\u2022 2 anni\u2026<\/p>\n<p>2G GROUP s.r.l.<br \/>\n\u2022 11 addetti<br \/>\n\u2022 700 mila<br \/>\n\u2022 14 mesi<br \/>\nARS ALTMANN AG<br \/>\n\u2022 80 addetti<br \/>\n\u2022 10 milioni urbanizzazione + 10 milioni impianto PV pensiline auto<br \/>\n\u2022 3 Anni<br \/>\nVIMIT ENERGIA<br \/>\n\u2022 230 addetti<br \/>\n\u2022 16,5 milioni<br \/>\n\u2022 15 mesi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In campo energetico \u00e8 necessario dare corso alla realizzazione della Piattaforma Eolica Offshore a sud di Brindisi, che dovrebbe, fra l&#8217;altro, produrre circa 1200 posti diretti nella fase di costruzione, a condizione, per\u00f2, che tutta la cantieristica connessa avvenga nel porto di Brindisi e nell\u2019area industriale. La produzione elettrica di tale impianto, attraverso un cavidotto sottomarino, si collegher\u00e0 nell&#8217;area occupata dalla dismessa centrale Brindisi Sud alla rete di trasmissione e distribuzione, da mettere quest&#8217;ultima in sicurezza.<\/p>\n<p>Le attuali opere di presa d&#8217;acqua e le pompe della centrale possono essere riattivate accanto alla realizzazione di due impianti: da un lato, quello di produzione di energia elettrica e idrogeno da moto ondoso, che sta ottenendo vari consensi e premi a livello internazionale, della societ\u00e0 brindisina Geco; dall&#8217;altro, quello progettato dalla societ\u00e0 brindisina Green Independence, che ha previsto e realizzato a livello sperimentale un grande impianto fotovoltaico che pu\u00f2 garantire contestualmente la desalinizzazione dell&#8217;acqua di mare, la produzione di idrogeno e quella di energia elettrica.<\/p>\n<p>Fra le 13 idee progettuali sopra richiamate, abbiamo sempre sostenuto la realizzazione dello stabilimento di ACT Blade, che, producendo pale eoliche innovative, prevedeva 128 posti di lavoro in fase iniziale e fino a 500 a regime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Restiamo sempre convinti della necessit\u00e0 di una GigaFactory per la produzione di pannelli fotovoltaici, che oggi, con l&#8217;interessamento diretto di Enel, potrebbe essere orientato verso la realizzazione dei pannelli fotovoltaici progettati da Green Independence.<br \/>\nSi \u00e8 parlato di idrogeno verde, quale quello che impianti sopra citati e altri che si potrebbero realizzare garantirebbero, con la creazione, che riteniamo necessaria, della Hidrogen Valley da tempo annunciata e la creazione di un Hub a Brindisi dell&#8217;idrogeno da utilizzare nella mobilit\u00e0 autoveicoli e di navi, nel polo chimico, accanto alla GigaFactory prospettata.<\/p>\n<p>Si ritiene importante un confronto con Eni per quel che riguarda linee di produzione di chimica verde e di bioplastica.<br \/>\nAbbiamo parlato di cantieristica connessa ad impianti eolici offshore, ma nelle manifestazioni di interesse si parla anche di Cantieristica Navale, su cui abbiamo espresso il pieno favore quando fu annunciata una programmazione da parte di societ\u00e0 del territorio, con riferimento alla costruzione di barche da diporto e a 300 posti di lavoro.<\/p>\n<p>Infine, dopo aver evidenziato lo squilibrio di risorse finanziarie e impegni progettuali fra quel che sta accadendo a Taranto e a Brindisi per le bonifiche, si sottolinea, ancora una volta, l&#8217;assurdit\u00e0 di progettare un deposito costiero di GNL nel porto di Brindisi, laddove \u00e8 necessario sviluppare lo scalo intermodale e la logistica ad esso connessa. A Molfetta, in condizioni ben diverse per quel che riguarda le infrastrutture e le potenzialit\u00e0 del porto, Lisa Logistic prevede un investimento che porterebbe a creare 750 posti di lavoro.<\/p>\n<p>Non da ultima, merita attenzione una delle manifestazioni di interesse che fa riferimento alla creazione di un rilevante Data Center, che potrebbe avere un utilizzo diretto dei due enormi dome di legno lamellare presenti a Cerano.<\/p>\n<p>Un impianto del genere viene ritenuto assolutamente necessario in regioni del sud e in un\u2019area strategica del Mediterraneo e pu\u00f2 creare notevoli prospettive, pur in considerazione della forte domanda energetica che comporta, sicuramente collegabile ad impianti da fonti rinnovabili, tenendo anche conto dell\u2019utilizzo possibile di notevole produzione di calore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Italia Nostra Brindisi, Legambiente circolo Tonino Di Giulio Brindisi, WWF Brindisi, A., Forum Ambiente Salute e Sviluppo, No al Carbone, Puliamo il mare Brindisi, Associazione \u201cVogatori Remuri Brindisi<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora una volta, Brindisi sta attraversando uno dei ciclici periodi in cui deve scegliere tra una difesa perdente, in danno dell&#8217;ambiente e dell&#8217;occupazione, di una realt\u00e0 industriale anacronistica o imboccare realmente la strada verso uno sviluppo che sia fondato sull&#8217;innovazione e sulle fonti rinnovabili. Oggi Brindisi si trova ad affrontare contemporaneamente la fermata della centrale termoelettrica Brindisi sud e l&#8217;annuncio da parte di Eni della decisione di chiudere Eni Versalis. \u00c8 un caso pi\u00f9 unico che raro che avvenga in Italia questa contemporanea chiusura di impianti termoelettrici e di chimica di base, ma non sia la capacit\u00e0 di trasformare questo caso in un appuntamento e in impegni formali a livello nazionale, a differenza di quanto accade a Taranto. Dopo la fermata della centrale Brindisi sud nel mese di ottobre 2024, oltre un anno prima della chiusura a dicembre 2025 preventivata nel piano di decarbonizzazione. 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