{"id":248566,"date":"2025-08-06T10:17:49","date_gmt":"2025-08-06T08:17:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=248566"},"modified":"2025-08-12T09:51:57","modified_gmt":"2025-08-12T07:51:57","slug":"il-vino-pugliese-ha-un-futuro-da-costruire-non-solo-un-passato-da-difendere-di-carmine-dipietrangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/il-vino-pugliese-ha-un-futuro-da-costruire-non-solo-un-passato-da-difendere-di-carmine-dipietrangelo\/","title":{"rendered":"Il vino pugliese ha un futuro da costruire, non solo un passato da difendere. Di Carmine Dipietrangelo"},"content":{"rendered":"<p>Dazi, calo dei consumi, cambiamenti climatici e comunicazione inefficace: il settore vitivinicolo affronta una trasformazione epocale. Il settore \u00e8 in difficolt\u00e0 in tutta Italia, stretto tra calo dei consumi, mutamenti climatici e nuove sfide commerciali. L\u2019inasprimento dei dazi USA peggiora un quadro gi\u00e0 critico. \u00c8 necessario un piano di rilancio strutturale, soprattutto per le regioni pi\u00f9 esposte, come la Puglia. L\u2019altro ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, partecipando a un incontro a Palazzo Chigi con i rappresentanti della filiera vitivinicola, ha sottolineato la necessit\u00e0 di una strategia condivisa a tutela del vino italiano, oggi minacciato da pressioni internazionali, dazi statunitensi e derive proibizioniste.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi ho sollecitato un approccio diverso alla crisi del vino. Non \u00e8 solo una questione agricola o commerciale: serve un cambiamento profondo, che investa anche la comunicazione e il rapporto con le giovani generazioni. Il recente aumento dei dazi USA del 15% sul vino europeo imbottigliato e frizzante \u00e8 solo l\u2019ultima aggravante in un contesto gi\u00e0 complesso.<\/p>\n<p>Il vino italiano da tempo affronta trasformazioni strutturali: consumi interni in calo, cambiamenti climatici, dinamiche globali sempre pi\u00f9 incerte. Tutti segnali che richiedono strategie nuove e coraggiose. E proprio in queste settimane, alle porte di una vendemmia che si preannuncia ottima per qualit\u00e0 e quantit\u00e0, tornano a galla tutte le contraddizioni del sistema. Dopo due annate difficili si prospetta una vendemmia buona, con leggero anticipo di maturazione. Ma restano molte incognite: le giacenze in cantina \u2014 soprattutto per i rossi \u2014 sono elevate, mentre i prezzi delle uve tendono al ribasso in quasi tutte le regioni.<\/p>\n<p>A pesare \u00e8 anche la contrazione dei consumi, dentro e fuori casa. Anche nei ristoranti si beve meno vino, complice il ricarico (soprattutto al calice) e la crescente attenzione alla salute, alimentata da campagne anti-alcol spesso troppo generalizzanti. Il vino rischia di essere assimilato indiscriminatamente agli abusi di alcol, allontanandosi dal modello di consumo consapevole e culturale che l\u2019Italia ha rappresentato per decenni.<\/p>\n<p>A livello internazionale, le difficolt\u00e0 aumentano: oltre ai dazi USA, si registra un ritorno a politiche protezionistiche in mercati strategici come la Cina e la Russia. Il quadro \u00e8 chiaro: non \u00e8 una crisi passeggera. Serve una strategia ampia e duratura, che rafforzi la filiera e riequilibri domanda e offerta.<\/p>\n<p>Il rilancio del vino passa anche da un nuovo modo di raccontarlo e tutelarlo. Serve una promozione pi\u00f9 incisiva, capace di restituire valore alla cultura del \u201cbere bene\u201d, fondata su qualit\u00e0, territorio e convivialit\u00e0. Ma occorre anche agire sui volumi: la questione delle eccedenze non pu\u00f2 pi\u00f9 essere ignorata. Esistono strumenti \u2014 come la regolazione delle rese (a partire da quelle che consentono 400 quintali di uve per vini da tavola) e la revisione delle autorizzazioni di impianto \u2014 ma servono visione strategica e coraggio.<br \/>\nIn questo contesto, la Puglia si trova in una posizione particolarmente delicata. Con una media annua di circa 11 milioni di ettolitri, \u00e8 la seconda regione italiana per volume produttivo dopo il Veneto. Ma ancora troppo vino \u00e8 classificato come da tavola o IGP, e la quota di DOC e DOCG resta limitata. Questo la rende pi\u00f9 vulnerabile alle oscillazioni del mercato e alla pressione sui prezzi.<\/p>\n<p>Nel Salento, la crisi colpisce duramente le aziende che puntano su vitigni autoctoni come Negroamaro, Primitivo e Susumaniello. Le giacenze dei vini rossi sono elevate, i contratti spesso sottocosto, e anche le aziende che producono biologico e qualit\u00e0 faticano a ottenere il giusto riconoscimento.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge una debolezza strutturale sul fronte della comunicazione e dell\u2019internazionalizzazione. Troppo spesso il vino pugliese \u00e8 percepito come prodotto di massa, anzich\u00e9 come espressione autentica di un territorio ricco di storia, biodiversit\u00e0 e cultura contadina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure, qui si trovano alcuni dei paesaggi vitati pi\u00f9 antichi e suggestivi d\u2019Europa, lungo l\u2019Appia Antica, in contesti ideali per valorizzare il vino attraverso enoturismo, agricoltura biologica e narrazione delle identit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Serve un piano nazionale di rilancio \u2014 come indicato anche dalla premier \u2014 ma che si concretizzi a livello regionale, partendo dalle aree pi\u00f9 vulnerabili. Un piano che investa in promozione, formazione, filiera corta, ma anche in strumenti per la gestione delle eccedenze. Che favorisca aggregazioni tra produttori, accesso a nuovi canali e differenziazione dei mercati.<\/p>\n<p>Oggi non basta pi\u00f9 produrre. Occorre saper vendere, raccontare, innovare. E bisogna farlo parlando ai giovani, ai mercati emergenti, alle reti digitali. Il vino non \u00e8 solo una bevanda alcolica: \u00e8 patrimonio culturale, paesaggistico e sociale. \u00c8 tempo di riconoscerlo come tale, e di proteggerlo con azioni concrete e coraggiose.<br \/>\nE la Regione Puglia? E\u2019 chiamata a fare la sua parte evitando sprechi e finalizzando con rigore e coraggio meglio i suoi interventi nel settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Carmine Dipietrangelo<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Amministratore di Tenute Lu spada<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dazi, calo dei consumi, cambiamenti climatici e comunicazione inefficace: il settore vitivinicolo affronta una trasformazione epocale. Il settore \u00e8 in difficolt\u00e0 in tutta Italia, stretto tra calo dei consumi, mutamenti climatici e nuove sfide commerciali. L\u2019inasprimento dei dazi USA peggiora un quadro gi\u00e0 critico. \u00c8 necessario un piano di rilancio strutturale, soprattutto per le regioni pi\u00f9 esposte, come la Puglia. 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