{"id":248732,"date":"2025-08-09T11:06:04","date_gmt":"2025-08-09T09:06:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=248732"},"modified":"2025-08-12T09:51:08","modified_gmt":"2025-08-12T07:51:08","slug":"paola-petrosillo-in-concerto-per-il-finale-di-verdi-in-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/paola-petrosillo-in-concerto-per-il-finale-di-verdi-in-citta\/","title":{"rendered":"Paola Petrosillo in concerto per il finale di &#8220;Verdi in Citt\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono voci che arrivano dove devono, senza forzare. Domenica 10 agosto, alle 21, nella cornice di piazza Duomo a Brindisi, davanti al Museo Archeologico \u201cRibezzo\u201d, la rassegna \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d si congeda cos\u00ec: con \u201cRose di me\u201d, il live in trio della cantautrice brindisina Paola Petrosillo, affiancata da Valerio Daniele alla chitarra e Marco Bardoscia al contrabbasso. L\u2019ingresso \u00e8 libero. Per chiudere la serata, il pubblico sar\u00e0 invitato a una degustazione di vini curata dalle cantine \u201cOtri del Salento\u201d e \u201cVignuolo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRose di me\u201d \u00e8 un&#8217;immagine che si apre a pi\u00f9 letture. Una rosa, forse, che nasce dentro. O frammenti di s\u00e9 che affiorano con la forza e la grazia dei petali. Ma \u00e8, anzitutto, il titolo del primo disco da solista di Paola Petrosillo, artista da anni impegnata in un lavoro di ricerca musicale che intreccia scrittura, oralit\u00e0, etnografia e suono. Nove canzoni nate \u201cdal giardino degli ultimi dieci anni\u201d, come ama dire lei: un diario in forma di musica che non alza il tono ma scava piano. Ogni pezzo \u00e8 un piccolo tratto dentro: di una ferita, di una nostalgia, di un\u2019infanzia che resiste sotto la pelle, di un dettaglio che resta anche mentre tutto cambia.<\/p>\n<p>Paola Petrosillo canta come quando si racconta qualcosa a bassa voce, per pudore o per affetto. Ogni canzone ha il passo delle cose vere: porta con s\u00e9 un odore, una stagione che non \u00e8 mai andata n\u00e9 andr\u00e0 via del tutto. Nel suo percorso artistico c\u2019\u00e8 spazio anche per il dialetto brindisino, usato non per guardare indietro ma per restare fedeli a qualcosa che vive ancora. Le parole arrivano dalla terra, dalla gente, dal mare, da un modo di stare al mondo che resiste nei gesti e nei suoni. Anche quando canta in italiano, la lingua madre resta nelle pause, negli accenti, nella forma delle frasi. Non serve sentirla per riconoscerla. \u00c8 come la luce di certi pomeriggi: non si guarda ma si capisce che \u00e8 casa.<\/p>\n<p>\u201cRose di me\u201d sbocciano oggi ma il loro sangue \u00e8 antico. Le canzoni sono scritte come si scrive una lettera: con urgenza, con una sincerit\u00e0 che si avverte prima di capirla. Dentro c\u2019\u00e8 tutto: il dolore, il silenzio, la memoria, la felicit\u00e0 fragile di certi attimi. La lingua \u00e8 quella italiana ma l\u2019accento \u00e8 il suo, quello della vita vissuta a Brindisi, nei giorni di vento e nel tempo meridiano, quando l\u2019infanzia non era ancora ricordo. Accanto a lei, Valerio Daniele e Marco Bardoscia sono co-autori di una narrazione che tiene insieme delicatezza e profondit\u00e0. Le corde di Daniele disegnano paesaggi che cambiano con passaggi che si fanno rarefatti, elettrici, a tratti quasi invisibili. Suoi gli arrangiamenti e la produzione artistica del disco. Bardoscia, che vanta collaborazioni importanti come quella con Paolo Fresu, crea uno spazio dove tutto pu\u00f2 accadere. La loro musica non riempie, lascia spazio. E in quello spazio accade qualcosa.<\/p>\n<p>Paola Petrosillo ha percorso strade diverse e ognuna le \u00e8 rimasta addosso. Dalla canzone popolare alla scrittura in dialetto, dai progetti collettivi al lavoro per l\u2019infanzia, ogni tappa le ha insegnato ad ascoltare prima di parlare, a cercare la voce giusta per ogni sentimento. Con \u201cRose di me\u201d, il suo primo disco da solista, questa voce si \u00e8 fatta ancora pi\u00f9 chiara, pi\u00f9 consapevole. Ha scelto di raccontarsi con semplicit\u00e0, senza mai semplificare. E quando arriva \u201cCoda dell\u2019occhio\u201d, il primo pezzo del disco diventato anche videoclip per la regia di Paco Maddalena, si capisce tutto. C\u2019\u00e8 uno sguardo che non si impone ma osserva. C\u2019\u00e8 un\u2019intimit\u00e0 che non si nasconde ma si protegge. C\u2019\u00e8 una forza che non si mostra ma si sente.<\/p>\n<p>Domenica 10 agosto, nella luce bassa di piazza Duomo a Brindisi, tutto questo prender\u00e0 forma. Senza effetti, senza barriere, senza distanza. Solo una voce, tre strumenti, una manciata di storie vere. \u201cRose di me\u201d non chiude con fragore: lascia un silenzio pieno come dopo una verit\u00e0 detta sottovoce. Un concerto che non cerca conferme ma resta. Dove serve. In fondo, nella parte pi\u00f9 nascosta dell\u2019ascolto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono voci che arrivano dove devono, senza forzare. Domenica 10 agosto, alle 21, nella cornice di piazza Duomo a Brindisi, davanti al Museo Archeologico \u201cRibezzo\u201d, la rassegna \u201cVerdi in Citt\u00e0\u201d si congeda cos\u00ec: con \u201cRose di me\u201d, il live in trio della cantautrice brindisina Paola Petrosillo, affiancata da Valerio Daniele alla chitarra e Marco Bardoscia al contrabbasso. L\u2019ingresso \u00e8 libero. 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