{"id":249558,"date":"2025-08-31T19:09:14","date_gmt":"2025-08-31T17:09:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=249558"},"modified":"2025-08-31T19:29:42","modified_gmt":"2025-08-31T17:29:42","slug":"archiviata-linchiesta-sul-disastro-ambientale-il-pensiero-di-salute-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/archiviata-linchiesta-sul-disastro-ambientale-il-pensiero-di-salute-pubblica\/","title":{"rendered":"Archiviata l&#8217;inchiesta sul disastro ambientale: la nota di Salute Pubblica"},"content":{"rendered":"<p>La notizia scientifica che anche\u00a0a Brindisi il CVM\u00a0ha avuto il suo impatto negativo sulla salute dei lavoratori giunge in coincidenza della archiviazione di una lunga serie esposti presentati negli anni 2010 da soggetti pubblici e privati all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La notizia \u00e8 stata riportata anche da\u00a0Ansa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta di 35 procedimenti penali derivanti da esposti presentati dal 2013 al 2017 e riuniti in uno solo del quale, dopo aver disposto una consulenza tecnica di tipo ambientale, \u00e8 stata chiesta l\u2019archiviazione. Gli esponenti erano stati numerosi e andavano dal Comitato Noalcarbone, a Brindisi Bene Comune, al Forum Ambiente Salute e Sviluppo, all\u2019ARPA Puglia, all\u2019Ordine dei Medici a comuni cittadini affetti o deceduti per malattie come le leucemie riferibili all\u2019inquinamento,\u00a0 tutti residenti intorno all\u2019area industriale, che avevano presentato circostanziate relazioni nel 2014 e nel 2017, quest\u2019ultima in occasione della pubblicazione dello studio epidemiologico Forestiere, dal nome di uno dei suoi autori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 7 agosto 2024 il Sostituto Procuratore della Repubblica, Francesco Carluccio, chiedeva al GIP l\u2019archiviazione del procedimento. Le motivazioni riguardavano la\u00a0prescrizione\u00a0dei reati per le condotte antecedenti alla legge n. 68\/2015, che ha introdotto le nuove fattispecie penali ambientali, l\u2019impossibilit\u00e0 di individuare responsabilit\u00e0 penali personali\u00a0(es. chi ha inquinato e chi non ha bonificato sono soggetti diversi e\/o deceduti) e l\u2019assenza di prove sufficienti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla richiesta di archiviazione si opponeva solo il gruppo di persone o parenti di persone colpite da malattie correlabili all\u2019inquinamento industriale, sostenendo sia la\u00a0permanenza del reato\u00a0di gestione di discarica abusiva, non essendo ancora avvenuta la bonifica dei luoghi (es. area Micorosa), sia la possibilit\u00e0 di\u00a0perseguire i reati ambientali anche dopo il 2015, se gli effetti dell\u2019inquinamento sono ancora presenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 10 aprile scorso il Giudice per le indagini preliminari, Barbara Nestore, rigettava l\u2019opposizione e disponeva l\u2019archiviazione del procedimento con le motivazioni che le attivit\u00e0 di\u00a0messa in sicurezza e bonifica sono iniziate nel 2014, interrompendo la permanenza del reato e che, anche volendo ipotizzare la permanenza,\u00a0i reati sono prescritti. Inoltre il reato di omessa bonifica \u00e8\u00a0insussistente\u00a0in quanto la bonifica \u00e8 stata avviata. Infine, ulteriori indagini\u00a0non avrebbero valore decisivo, anche per l\u2019assenza di soggetti penalmente responsabili individuabili dopo tanto tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si chiude, forse, cos\u00ec la stagione della\u00a0via giudiziaria alla salute, il tentativo, cio\u00e8, di correggere le condizioni inquinanti che impattavano sulla salute di lavoratori e cittadini attraverso la repressione dei reati connessi,\u00a0via\u00a0intrapresa da alcune realt\u00e0 della societ\u00e0 civile anche a Brindisi negli anni 1990 *(esposto di Medicina Democratica nel 1997). Si pu\u00f2 ben dire che a Brindisi il metodo non ha funzionato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nelle sue conclusioni la richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica argomenta sul carattere non sempre appropriato\u00a0 del ricorso al diritto penale per questo genere di problematiche.<br \/>\n<em>\u201cPur con tutte le difficolt\u00e0 dovute al passare degli anni \u2013 scrive il magistrato inquirente \u2013 e alla probabile estinzione delle persone giuridiche, i problemi della causalit\u00e0 affrontati in un ambito penale, pur ripresentandosi in una eventuale causa civile (\u2026), potrebbero essere tuttavia affrontati utilizzando diversi criteri di imputazione della responsabilit\u00e0 di natura oggettiva ed in particolare facendo ricorso al criterio dell\u2019aumento del rischio che deve essere invece ripudiato in materia penale. In tale diverso contesto, al di fuori del contenitore del processo penale, le ragioni di tutela e la riparazioni dei torti civili subiti potrebbero trovare, forse, migliore sorte.<\/em><br \/>\n<em>Coltivando l\u2019idea che il processo penale non sia molto spesso il miglior contesto (spesso non lo \u00e8) entro il quale far valere istanze sacrosante di giustizia e di tutela di diritti (come il diritto ad un ambiente salubre ed il diritto alla salute ed alla protezione della vita e dell\u2019incolumit\u00e0 pubblica) si approda al convincimento che un lavoro come quello svolto dal dott. Scarselli (il consulente tecnico ndr) abbia almeno una sua utilit\u00e0 (si spera) per altri soggetti istituzionali ai quali spetta il compito di agire, con diversi ruoli, per concorrere ad assicurare la salvaguardia di quei diritti.<\/em><br \/>\n<em>Un compito che sar\u00e0 eminentemente \u201cpolitico\u201d per quei soggetti istituzionali rappresentativi degli interessi generali della collettivit\u00e0. Un compito che sar\u00e0 invece di vigilanza democratica e critica per quei soggetti come sono le associazioni private e gli enti esponenziali di interessi diffusi che da anni conducono meritorie campagne informative ed agiscono come fattori di pressione e di cambiamento anche culturale. Un compito che sar\u00e0 di continua sorveglianza e vigilanza e controllo tecnico per gli enti istituzionali (come A.R.P.A\u2026 A.Re.S., ASL) preposti a tali compiti\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una opinione che si pu\u00f2 non condividere completamente ma che fa luce sul ruolo di altri soggetti pubblici e anche istituzionali che avrebbero dovuto per loro mandato vigilare sul rispetto delle norme e dei limiti di legge attrezzandosi con i mezzi pi\u00f9 idonei. Vero \u00e8 anche che mentre non si sono celebrati processi penali, numerosissimi sono stati i riconoscimenti di malattia professionale e i risarcimenti in sede civile di cui non si hanno notizie pubbliche. Magre consolazioni per famiglie che prematuramente hanno perso i loro cari a causa delle nocivit\u00e0 sui luoghi di lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un merito alle attivit\u00e0 di indagine, pur non sfociate in processi dibattimentali e condanne, va comunque riconosciuto: quello di aver richiamato l\u2019attenzione della societ\u00e0 sui pericoli per la salute di una industrializzazione senza controlli, aver sollecitato studi epidemiologici che dalla met\u00e0 degli anni \u201990 in poi si sono moltiplicati come mai prima mettendo in relazione i danni alla salute dei cittadini con le emissioni industriali in modo sempre pi\u00f9 scientificamente plausibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019elenco dei soggetti esponenti, che include anche enti pubblici come ARPA, ad esempio, dimostra che l\u2019industrializzazione selvaggia non \u00e8 stata accettata supinamente dalla societ\u00e0 civile che meglio delle istituzioni politiche ha cercato di proteggere l\u2019ambiente e la salute.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Brindisi, 31 agosto 2025<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(*) Dopo le indagini seguite allo scoppio del P2t che provoc\u00f2 la morte di due operai il 7 dicembre 1977 e conclusesi senza l\u2019individuazione di responsabili, nel 1995 fu aperto un procedimento sull\u2019impianto di produzione del PVC. A segnalare problemi in quella produzione fu il lavoratore Luigi Caretto che aveva lavorato anche nell\u2019impianto gemello di Porto Marghera e aveva scritto al giudice inquirente di Venezia, Felice Casson. Questi aveva informato la Procura della Repubblica di Brindisi che aveva avviato un\u2019indagine e sequestrato gli impianti. Ma dopo alcune attivit\u00e0 peritali tra cui una indagine epidemiologica svolta dal prof Cesare Maltoni, gli inquirenti nel 2003 chiesero l\u2019archiviazione che arriv\u00f2 nel 2007.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SALUTE PUBBLICA<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia scientifica che anche\u00a0a Brindisi il CVM\u00a0ha avuto il suo impatto negativo sulla salute dei lavoratori giunge in coincidenza della archiviazione di una lunga serie esposti presentati negli anni 2010 da soggetti pubblici e privati all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. &nbsp; La notizia \u00e8 stata riportata anche da\u00a0Ansa &nbsp; Si tratta di 35 procedimenti penali derivanti da esposti presentati dal 2013 al 2017 e riuniti in uno solo del quale, dopo aver disposto una consulenza tecnica di tipo ambientale, \u00e8 stata chiesta l\u2019archiviazione. Gli esponenti erano stati numerosi e andavano dal Comitato Noalcarbone, a Brindisi Bene Comune, al Forum Ambiente Salute e Sviluppo, all\u2019ARPA Puglia, all\u2019Ordine dei Medici a comuni cittadini affetti o deceduti per malattie come le leucemie riferibili all\u2019inquinamento,\u00a0 tutti residenti intorno all\u2019area industriale, che avevano presentato circostanziate relazioni nel 2014 e nel 2017, quest\u2019ultima in occasione della pubblicazione dello studio epidemiologico Forestiere, dal nome di uno dei suoi autori. &nbsp; Il 7 agosto 2024 il Sostituto Procuratore della Repubblica, Francesco Carluccio, chiedeva al GIP l\u2019archiviazione del procedimento. 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