{"id":251870,"date":"2025-10-20T14:58:12","date_gmt":"2025-10-20T12:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=251870"},"modified":"2025-10-20T14:58:12","modified_gmt":"2025-10-20T12:58:12","slug":"presentata-la-nuova-stagione-teatrale-della-citta-di-mesagne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/presentata-la-nuova-stagione-teatrale-della-citta-di-mesagne\/","title":{"rendered":"Presentata la nuova stagione teatrale della citt\u00e0 di Mesagne"},"content":{"rendered":"<p>Il Teatro Comunale di Mesagne riapre le sue porte alla parola viva, al gesto e al pensiero che attraversano la scena contemporanea. La nuova stagione intreccia ironia e impegno, memoria e visione, restituendo al teatro il suo ruolo pi\u00f9 autentico: spazio di confronto e conoscenza, luogo in cui l\u2019arte si misura con la complessit\u00e0 del presente. Parte il 19 gennaio la stagione teatrale del Comune di Mesagne, 7 spettacoli in tutto, organizzata in collaborazione con Puglia Culture.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>19 gennaio &#8211; Dario Fo rivive nell\u2019interpretazione di Lodo Guenzi in \u201cMorte accidentale di un anarchico\u201d, regia di Giorgio Gallione, satira lucidissima e ancora necessaria sul potere e le sue ombre.<br \/>\nNel 1921 un emigrante italiano \u201cvol\u00f2\u201d fuori dalla finestra del palazzo della polizia di New York: \u00e8 questo l\u2019episodio che Dario Fo prende a pretesto per questa farsa tragica, divertentissima e inquietante che dopo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni \u00e8 ancora oggi rappresentata con grande successo in tutto il mondo. La \u201cmorte accidentale\u201d, cos\u00ec ironicamente definita da Fo, \u00e8 in realt\u00e0 quella dell\u2019anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 dal quarto piano della Questura di Milano durante uno degli interrogatori relativi alla strage di Piazza Fontana. Un \u201cmalore attivo\u201d, cos\u00ec lo defin\u00ec l\u2019inchiesta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5 febbraio &#8211; Giobbe Covatta con \u201c70. Riassunto delle puntate precedenti\u201d costruisce un racconto umano e politico, leggero e profondo, sul tempo, le generazioni e il diritto al futuro.\u00a0 Alla soglia dei 70 anni di vita e 40 anni di carriera, Giobbe Covatta festeggia proponendo un\u2019\u201cabbuffata\u201d dei suoi pezzi storici e meno storici.<br \/>\nIl menu dello spettacolo prevede una degustazione di prodotti tipici del comico napoletano: religione, ambiente, ecologia, donne, terzo mondo, vecchiaia, il tutto \u00e8 condito con la solita ironia e verve comica di questo artista.<br \/>\nLo spettacolo narra il percorso fatto dallo \u201cchef\u201d per arrivare all\u2019uso sapiente delle sue ricette e all\u2019amore per le tematiche sociali affrontate sempre con la leggerezza ed un\u2019intelligente comicit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>14 febbraio &#8211; Con Greg e Ninni Bruschetta, \u201cA Mirror\u201d riflette \u2014 letteralmente \u2014 sul teatro stesso, sull\u2019identit\u00e0 e sull\u2019illusione scenica. In uno stato autoritario, ogni opera deve ottenere l\u2019approvazione del Ministero della Cultura. Ma ci\u00f2 che sembra un banale evento celebrativo si rivela essere una performance teatrale clandestina, organizzata da un gruppo di attori ribelli. Mentre le forze dell\u2019ordine sono pronte a intervenire, verit\u00e0 e finzione si confondono in un gioco scenico vertiginoso.<br \/>\n&#8220;A Mirror&#8221; \u00e8 un geniale dispositivo metateatrale che riflette sul potere, sulla censura e sulla libert\u00e0 di espressione. Con ironia tagliente e ritmo serrato, lo spettacolo porta il pubblico al centro dell\u2019azione, chiedendogli di prendere posizione. In bilico tra thriller distopico, satira politica e commedia nera, il testo esplora la responsabilit\u00e0 dell\u2019arte in tempi oscuri e il bisogno di verit\u00e0 in un mondo che preferisce le bugie.<br \/>\nUno spettacolo ambiguo, fluido e imprevedibile, in cui nulla \u00e8 come sembra. La versione italiana vede protagonisti Ninni Bruschetta, Claudio \u2018Greg\u2019 Gregori, Fabrizio Colica e Paola Michelini, con la regia di Giancarlo Nicoletti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>27 febbraio &#8211; Koreja con \u201cModugno prima di volare\u201d, regia di Salvatore Tramacere, con Angelo De Matteis, Emanuela Pisicchio ed Enrico Stefanelli.<br \/>\nAncora poco note sono le vere radici di Domenico Modugno, spesso confuso per siciliano o legato solo a Polignano a Mare. Un\u2019indagine tra fonti, immagini e testimonianze restituisce il contesto salentino in cui matur\u00f2 la sua identit\u00e0 artistica, prima del successo di Volare.<br \/>\nAncora pochi conoscono le vere origini di Domenico Modugno. I pi\u00f9 pensano fosse originario di Polignano a Mare, citt\u00e0 dove effettivamente nacque. Altri addirittura credono fosse siciliano, per via di un equivoco risalente ai primi anni Cinquanta e che ha a che fare con Frank Sinatra e il dialetto salentino, molto simile a quello siciliano. Equivoco mai chiarito dall\u2019interessato, che anche per questioni di opportunit\u00e0 rimase siciliano per molto tempo, almeno fino alla vittoria del Festival di Sanremo del 1958, quando, diventando Mr Volare, cambi\u00f2 radicalmente il panorama della musica in Italia e all\u2019estero.Vale allora la pena approfondire il tema delle sue origini, recuperare la memoria del contesto storico e culturale nel quale il giovanissimo Modugno nutri la sua vena creativa cosi da rintracciare le connessioni culturali e linquistiche che hanno poi preso forma nella sua produzione artistica. Punto di partenza di questa elaborazione \u00e8 un materiale variegato composto da pubblicazioni recenti e ritagli di giornale dell\u2019epoca, fotografie private e preziose testimonianze orali ritrovate di chi visse insieme a lui gli anni del Dopoguerra in un piccolo paese del Nord Salento, lo stesso che lasci\u00f2 per andare a Roma e realizzare il suo sogno: diventare attore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>13 marzo &#8211; \u201cL\u2019Amleto take away\u201d di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari \u00e8 un urlo ironico e disperato sul mestiere dell\u2019attore e sulla condizione umana. Amleto take away \u00e8 un affresco tragicomico che gioca sui paradossi, gli ossimori e le contraddizioni del nostro tempo che, da sempre, sono fonte d\u2019ispirazione per il nostro teatro \u2018controtemporaneo\u2019. \u00c8 una riflessione ironica e amara che nasce dall\u2019osservazione e dall\u2019ascolto della realt\u00e0 circostante, che ci attrae e ci spaventa. In questo percorso s\u2019inserisce, un po\u2019 per provocazione e un po\u2019 per gioco meta-teatrale, l\u2019Amleto di Shakespeare. Amleto, simbolo del dubbio e dell\u2019insicurezza, icona del disagio e dell\u2019inadeguatezza, \u00e8 risultato il personaggio ideale cui affidare il testimone di questa indagine. Ma l\u2019Amleto di Amleto Take away \u00e8 un perdente consapevole, un numero nove ma con la maglia dell\u2019Inter di qualche anno fa, portato alla follia dalla velocit\u00e0, dalla virtualit\u00e0 e dalla pornografia di questa realt\u00e0. \u00c8 in seria difficolt\u00e0 circa il senso delle cose, travolto da una crisi cos\u00ec generalizzata e profonda che mette a repentaglio storie solide e consolidate come il suo rapporto d\u2019amore con Ofelia e il suo rapporto con il teatro. \u00c8 un Amleto che inizia il suo celebre soliloquio con: \u201cTo be or FB, that is the question\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>21 marzo &#8211; Luigi D\u2019Elia, in \u201cFare un fuoco\u201d &#8211; di e per la regia di Francesco Niccolini e Luigi D\u2019Elia, con Luigi D\u2019Elia \u2013 fa della narrazione un atto di resistenza poetica, un canto civile dedicato alla terra e alla memoria.\u00a0 Un uomo capace di grandi sogni decide di attraversare una delle regioni pi\u00f9 impervie dello Yukon. Deve raggiungere i suoi compagni in una vecchia miniera dove sono convinti di trovare molte pepite d\u2019oro. Basta arrivare prima di tutti. Decide di partire all\u2019alba di un giorno d\u2019inverno, uno di quei giorni in cui all\u2019estremo Nord del mondo la temperatura scende a 60 gradi sottozero.<br \/>\nLa settimana prima della partenza la passa insieme a una donna inuit: lei conosce il Silenzio Bianco, lo mette in guardia. Ma l\u2019uomo \u00e8 sicuro di s\u00e9: lui e Lampo, il suo husky, hanno sempre saputo cavarsela.<br \/>\nQuel viaggio, breve, meno di dodici ore, diventer\u00e0 la corda tesa fino allo spasimo di un tentativo cieco di mettere alla prova i propri limiti, soggiogare la natura, fino a tradire s\u00e9 stessi, la propria anima, il proprio corpo, la fedelt\u00e0 di un cane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>14 aprile &#8211; Chiude la stagione Enzo Iacchetti con \u201cBuongiorno Ministro\u201d, commedia amara che intreccia umorismo e critica sociale, restituendo al teatro la sua funzione di specchio lucido e impietoso del potere.\u00a0 Buongiorno, Ministro! \u00e8 una bellissima commedia spagnola, in prima assoluta per l\u2019Italia, un mix di comicit\u00e0 grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare, scritta in modo elegante e indimenticabile da una delle penne pi\u00f9 geniali della drammaturgia spagnola.<br \/>\nUna commedia da infarto, senza freni, che non risparmia al pubblico una successione quasi senza sosta di esilaranti gag e battute pirotecniche, rese ancora pi\u00f9 divertenti da un cast di tutto riguardo che vede nei suoi protagonisti, Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti, due mattatori irresistibili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una stagione di grandi interpreti e di domande necessarie, in cui il Teatro Comunale di Mesagne riafferma la propria vocazione: essere luogo di pensiero condiviso, di emozione e di libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Teatro Comunale di Mesagne riapre le sue porte alla parola viva, al gesto e al pensiero che attraversano la scena contemporanea. La nuova stagione intreccia ironia e impegno, memoria e visione, restituendo al teatro il suo ruolo pi\u00f9 autentico: spazio di confronto e conoscenza, luogo in cui l\u2019arte si misura con la complessit\u00e0 del presente. Parte il 19 gennaio la stagione teatrale del Comune di Mesagne, 7 spettacoli in tutto, organizzata in collaborazione con Puglia Culture. &nbsp; 19 gennaio &#8211; Dario Fo rivive nell\u2019interpretazione di Lodo Guenzi in \u201cMorte accidentale di un anarchico\u201d, regia di Giorgio Gallione, satira lucidissima e ancora necessaria sul potere e le sue ombre. Nel 1921 un emigrante italiano \u201cvol\u00f2\u201d fuori dalla finestra del palazzo della polizia di New York: \u00e8 questo l\u2019episodio che Dario Fo prende a pretesto per questa farsa tragica, divertentissima e inquietante che dopo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni \u00e8 ancora oggi rappresentata con grande successo in tutto il mondo. 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