{"id":252901,"date":"2025-11-06T10:43:51","date_gmt":"2025-11-06T09:43:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=252901"},"modified":"2025-11-06T10:43:51","modified_gmt":"2025-11-06T09:43:51","slug":"cannabis-light-dissequestrate-in-puglia-800-piante-ancora-una-volta-la-giustizia-sconfessa-il-decreto-sicurezza-il-decreto-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/cannabis-light-dissequestrate-in-puglia-800-piante-ancora-una-volta-la-giustizia-sconfessa-il-decreto-sicurezza-il-decreto-sicurezza\/","title":{"rendered":"Cannabis light, dissequestrate in Puglia 800 piante: ancora una volta la giustizia sconfessa il decreto sicurezza il Decreto Sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>Il recente dissequestro di oltre 800 piante di canapa sativa light da parte del Tribunale del Riesame di Brindisi conferma un dato ormai evidente in tutto il Paese: la giustizia continua a \u201csmontare\u201d, caso dopo caso, l\u2019impianto repressivo del Decreto Sicurezza. Non \u00e8 il primo episodio, e certamente non sar\u00e0 l\u2019ultimo, in cui i tribunali riconoscono le legittimit\u00e0 di coltivazioni avviate nel pieno rispetto delle normative europee e delle filiere certificate. A sconfessare il sopra citato decreto sicurezza risulta fondamentale anche la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del luglio 2019, richiamata nelle diverse sentenze dei Tribunali che acclarano i principi generali del diritto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dunque, il Decreto Sicurezza, nella sua impostazione pi\u00f9 rigida e ideologica, sta producendo danni concreti anche nel settore agricolo: blocca investimenti, scoraggia l\u2019innovazione in agricoltura, alimenta un clima di sospetto verso produttori che operano nella legalit\u00e0 e nella trasparenza. In nome di una \u201csicurezza\u201d mal interpretata, si colpisce una coltura che, tra l\u2019altro, ha applicazioni virtuose nei settori del tessile, dell\u2019edilizia green, della bioedilizia, della farmaceutica, dell\u2019alimentare e della medicina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa impostazione, quindi, non solo \u00e8 in contrasto con la giurisprudenza prevalente, ma anche con le politiche europee, che puntano a diversificare le coltivazioni, ridurre l\u2019impianto ambientale e garantire la sostenibilit\u00e0 economica ai territori rurali. In Europa la canapa \u00e8 considerata una straordinaria leva per l\u2019economia circolare. In Italia, invece, \u00e8 ancora trattata come un problema di ordine pubblico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A pagarne le conseguenze sono soprattutto i piccoli produttori, che rappresentano l\u201980% circa del tessuto agricolo del nostro Paese. Molti di loro avevano trovato nella canapa una risposta concreta alle difficolt\u00e0 economiche, alle crisi climatiche e alla marginalizzazione dei territori interni. \u00c8 opportuno, oltretutto, sottolineare che la canapa light non \u00e8 solo una pianta. \u00c8 un settore che coinvolge circa trenta mila addetti, tremila aziende e un indotto economico che supera i due miliardi di euro. Ed invece di incentivare un settore in crescita, il Governo contribuisce ad alimentare disoccupazione agricola e abbandono delle campagne con norme, qual \u00e8 il Decreto Sicurezza, che producono incertezza e paura. \u00c8 una scelta incomprensibile, miope, e in palese contraddizione con gli obiettivi di sostenibilit\u00e0, coesione e rilancio delle aree rurali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ALPAA in tutte le sue articolazioni, denuncia con decisione l\u2019avversato Decreto Sicurezza che si conferma, oltretutto, anacronistico e deleterio anche in questo caso, criminalizzando ci\u00f2 che altrove \u00e8 motore di sviluppo. \u00c8 necessario ed urgente che il Parlamento e il Governo avviino una revisione del quadro normativo, partendo dal riconoscimento pieno della coltivazione della canapa che ha scopi legittimi, ovvero identificando tale produzione come coltura legale, utile e strategica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sicurezza vera si costruisce con il lavoro, la legalit\u00e0, la conoscenza. Non con la repressione cieca. Motivo per cui, si adotter\u00e0 ogni utile iniziativa a difesa degli interessi legittimi dei produttori\/lavoratori interessati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ALPAA PUGLIA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il recente dissequestro di oltre 800 piante di canapa sativa light da parte del Tribunale del Riesame di Brindisi conferma un dato ormai evidente in tutto il Paese: la giustizia continua a \u201csmontare\u201d, caso dopo caso, l\u2019impianto repressivo del Decreto Sicurezza. Non \u00e8 il primo episodio, e certamente non sar\u00e0 l\u2019ultimo, in cui i tribunali riconoscono le legittimit\u00e0 di coltivazioni avviate nel pieno rispetto delle normative europee e delle filiere certificate. A sconfessare il sopra citato decreto sicurezza risulta fondamentale anche la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione del luglio 2019, richiamata nelle diverse sentenze dei Tribunali che acclarano i principi generali del diritto. &nbsp; Dunque, il Decreto Sicurezza, nella sua impostazione pi\u00f9 rigida e ideologica, sta producendo danni concreti anche nel settore agricolo: blocca investimenti, scoraggia l\u2019innovazione in agricoltura, alimenta un clima di sospetto verso produttori che operano nella legalit\u00e0 e nella trasparenza. 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