{"id":25364,"date":"2014-10-22T06:05:58","date_gmt":"2014-10-22T04:05:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brundisium.net\/brun\/?p=25364"},"modified":"2014-10-24T12:02:38","modified_gmt":"2014-10-24T10:02:38","slug":"ordine-o-dis-ordine-di-tiziana-piliego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/ordine-o-dis-ordine-di-tiziana-piliego\/","title":{"rendered":"Ordine o dis&#8230;Ordine? Di Tiziana Piliego"},"content":{"rendered":"<p>In questo paese pu\u00f2 succedere di tutto, anche che qualcuno all\u2019improvviso si svegli e si ricordi di applicare una legge vecchia di 50 anni mai applicata fino ad ora. Succede cos\u00ec, con una semplice lettera raccomandata, che una intera generazione di sfortunati giornalisti che non ha avuto pi\u00f9 la possibilit\u00e0 o l\u2019opportunit\u00e0, e non la voglia, di lavorare onestamente e regolarmente con contributi e stipendio, si ritrovi ad essere estromessa dall\u2019Ordine professionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 l\u2019articolo 41 della legge n. 69 del 1963, recita testualmente: \u201c<em>\u00c8 disposta la cancellazione dagli elenchi dei professionisti o dei pubblicisti dopo due anni di inattivit\u00e0 professionale. Tale termine \u00e8 elevato a tre anni per il giornalista che abbia almeno dieci anni di iscrizione. Nel calcolo dei termini suindicati non si tiene conto del periodo di inattivit\u00e0 dovuta all&#8217;assunzione di cariche o di funzioni amministrative, politiche o scientifiche o all\u2019espletamento degli obblighi militari. Non si fa luogo alla cancellazione per inattivit\u00e0 professionale del giornalista che abbia almeno quindici anni di iscrizione all&#8217;albo, salvo i casi di iscrizione in altro albo, o di svolgimento di altra attivit\u00e0 continuativa e lucrativa<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nulla da eccepire se la legge fosse stata applicata con rigore ogni anno, provvedendo, in tal modo, alla revisione costante dell\u2019Albo. Ma le cose che non vanno sono tante. Perch\u00e9 solo ora l\u2019Ordine si \u00e8 accorto di tutta questa gente che non fa pi\u00f9 il giornalista, per vari motivi? Perch\u00e9 si \u00e8 deciso di esentare da questa scellerata scrematura, coloro che hanno un\u2019anzianit\u00e0 di iscrizione che supera i 15 anni? Perch\u00e9 la scelta di questo limite temporale? Secondo quale criterio?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molti dei giornalisti che rischiano la cancellazione hanno avuto un iter piuttosto travagliato per ottenere il \u201cpatentino\u201d.<\/p>\n<p>Generalmente occorrono due anni di lavoro regolarmente retribuito, ma c\u2019\u00e8 pi\u00f9 di qualcuno che ha dovuto penare anche 5 \u2013 6 anni per ottenerlo. Perch\u00e9, non \u00e8 un mistero, \u00e8 difficile trovare un editore disposto a versare regolarmente i contributi previdenziali durante i due anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019ambiente giornalistico il lavoro nero \u00e8 prassi comune. Si fa leva sull\u2019entusiasmo di chi vuole intraprendere questo affascinante mestiere, si fa leva sulla passione che ci spinge ad accettare anche orari di lavoro e situazioni che di umano hanno poco. E si fa leva anche sulla mania di apparire piuttosto che dell\u2019essere e del saper fare, perch\u00e9 diciamolo, sono pochi che svolgono il faticoso lavoro come andrebbe fatto, cercando le notizie, indagando, facendo quello che ormai sembra essere scomparso: il giornalismo d\u2019inchiesta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E allora questa revisione dell\u2019albo stride un po\u2019 troppo anche perch\u00e9, nel frattempo, giornalisti che non lavorano pi\u00f9 da molto tempo, hanno continuato a versare la quota annuale di iscrizione. La quota di 100 euro che puntualmente, ad ogni inizio d\u2019anno, l\u2019Ordine reclama.<\/p>\n<p>Questa improvvisa manovra di revisione, \u00e8 stata giustificata con l\u2019applicazione di una legge, anche se, vale la pena ribadirlo, prima d\u2019ora non era mai successo, ed in parte con l\u2019arrampicata sugli specchi di voler arginare e debellare il lavoro nero. Si ha l\u2019impressione che in tutti questi anni l\u2019Ordine abbia avuto il \u201cprosciutto sugli occhi\u201d e non si \u00e8 mai accorto che il lavoro nero \u00e8 quasi la normalit\u00e0, almeno nelle piccole realt\u00e0 locali, quelle che servono ai futuri giornalisti per \u201cfarsi le ossa\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuno ha mai osato denunciare all\u2019Ordine lo sfruttamento all\u2019interno delle redazioni, il lavoro malpagato o per nulla pagato e non si tratta di essere complici di un sistema marcio, ma semplicemente di tenersi stretta quella piccola possibilit\u00e0 di avere un futuro da giornalista. Chiunque avesse denunciato queste situazioni di sfruttamento, sarebbe stato allontanato perch\u00e9 tanto dietro la porta ci sarebbe stato qualcun altro pronto a sostituirlo.<\/p>\n<p>Il problema allora non \u00e8 il pubblicista che non lavora pi\u00f9 regolarmente, anzi quello semmai serve a riempire le casse dell\u2019Ordine con l\u2019obolo annuale. \u00c8 tutto il sistema dell\u2019Ordine professionale che va rivisitato. E&#8217; chi non rispetta le regole che deve eventualmente essere colpito. Con questa revisione si colpisce invece l\u2019anello pi\u00f9 debole della catena. Quell\u2019anello che una volta uscito dal sistema, potr\u00e0 rientrarci con estrema fatica, perch\u00e9 sar\u00e0 veramente difficile ritrovare un editore disposto a stipendiarti e a versare regolarmente i contributi per due anni. Di questi tempi \u00e8 davvero difficile\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sar\u00f2 per questo che dopo la lettera dello scorso mese di febbraio nessuno dell\u2019ambiente giornalistico ha ancora mosso un dito e mi viene difficile pensare che ci sia rassegnazione, se cos\u00ec fosse le possibilit\u00e0 sono due: ho avete fatto i giornalisti per hobby e quindi la cosa non vi tange o siete allineati con questa politica di tagliare risorse umane indiscriminatamente.<\/p>\n<p>Forse il tempo dar\u00e0 le risposte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Tiziana Piliego<\/strong><\/em><br \/>\n<em> <strong>Giornalista Pubblicista a tempo determinato<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo paese pu\u00f2 succedere di tutto, anche che qualcuno all\u2019improvviso si svegli e si ricordi di applicare una legge vecchia di 50 anni mai applicata fino ad ora. Succede cos\u00ec, con una semplice lettera raccomandata, che una intera generazione di sfortunati giornalisti che non ha avuto pi\u00f9 la possibilit\u00e0 o l\u2019opportunit\u00e0, e non la voglia, di lavorare onestamente e regolarmente con contributi e stipendio, si ritrovi ad essere estromessa dall\u2019Ordine professionale. &nbsp; Gi\u00e0, perch\u00e9 l\u2019articolo 41 della legge n. 69 del 1963, recita testualmente: \u201c\u00c8 disposta la cancellazione dagli elenchi dei professionisti o dei pubblicisti dopo due anni di inattivit\u00e0 professionale. Tale termine \u00e8 elevato a tre anni per il giornalista che abbia almeno dieci anni di iscrizione. Nel calcolo dei termini suindicati non si tiene conto del periodo di inattivit\u00e0 dovuta all&#8217;assunzione di cariche o di funzioni amministrative, politiche o scientifiche o all\u2019espletamento degli obblighi militari. 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