{"id":254080,"date":"2025-12-02T10:20:56","date_gmt":"2025-12-02T09:20:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.brundisium.net\/?p=254080"},"modified":"2025-12-02T10:20:56","modified_gmt":"2025-12-02T09:20:56","slug":"brindisi-sesto-giorno-di-protesta-lindotto-enel-resta-in-presidio-oggi-alle-15-lincontro-decisivo-in-confindustria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brundisium.net\/index.php\/brindisi-sesto-giorno-di-protesta-lindotto-enel-resta-in-presidio-oggi-alle-15-lincontro-decisivo-in-confindustria\/","title":{"rendered":"Brindisi, sesto giorno di protesta: l\u2019indotto Enel resta in presidio. Oggi alle 15 l\u2019incontro decisivo in Confindustria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-254082\" src=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia-226x300.jpg\" alt=\"\" width=\"226\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia-771x1024.jpg 771w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia-768x1020.jpg 768w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia-1157x1536.jpg 1157w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia-300x400.jpg 300w, https:\/\/www.brundisium.net\/brun\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/picchetti-enel-2-Copia.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/a>Alla sesta giornata consecutiva e alla quinta notte passata all\u2019aperto, la protesta dei lavoratori dell\u2019indotto Enel non accenna a fermarsi. Il presidio alla strada che porta all\u2019ingresso della centrale \u201cFederico II\u201d continua senza pause: centinaia di operai, circa 300 secondo le stime, presidiano l\u2019area giorno e notte chiedendo garanzie scritte sul proprio futuro occupazionale.<\/p>\n<p>Da una settimana lo scenario \u00e8 sempre lo stesso: tende improvvisate, coperte, caff\u00e8 caldo portato a turno dai colleghi, un tratto di strada che diventa punto di raccolta e di resistenza. \u00c8 una mobilitazione nata dal basso, senza proclami, alimentata dall\u2019incertezza che grava su chi finora ha lavorato nel ciclo del carbone e oggi teme di essere espulso da una transizione energetica che procede senza tutele adeguate.<\/p>\n<p>Oggi, luned\u00ec 2 dicembre, la tensione sale ulteriormente: alle 15 \u00e8 previsto in Confindustria l\u2019incontro tra Enel e i sindacati confederali, convocato per discutere del futuro dell\u2019indotto e dei nuovi cantieri legati alla riconversione del sito di Cerano. \u00c8 la prima occasione concreta, dopo giorni di protesta, per verificare se alle parole seguiranno impegni vincolanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le ragioni della protesta<\/strong><\/p>\n<p>Le prime avvisaglie erano arrivate il 27 novembre, a dieci giorni dall\u2019ultimo vertice romano sulla reindustrializzazione. Quella mattina circa 200 lavoratori si erano riuniti davanti ai cancelli di Cerano, denunciando \u00abpoche certezze e nessuna comunicazione\u00bb sul destino degli indiretti, mentre i cantieri delle ditte appaltatrici venivano spostati in aree giudicate insicure.<\/p>\n<p>Gianluca Volpe, Fim Cisl Taranto-Brindisi, ha sintetizzato il punto di rottura: il decreto che avrebbe dovuto rinviare la chiusura della centrale al 2026 non \u00e8 mai arrivato, nonostante le rassicurazioni estive. \u00abOgni settimana dicono che sta per essere pubblicato, ma non c\u2019\u00e8 nulla. Abbiamo chiesto un confronto al prefetto, non siamo stati convocati\u00bb, afferma. Nel frattempo, i cantieri vengono ricollocati \u00aba un metro e mezzo dai domi, in zone dove il carbone \u00e8 ancora presente e senza servizi essenziali\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 un tema di sicurezza, oltre che di dignit\u00e0. \u00abSe togli anche i servizi minimi diventa impossibile lavorare\u00bb, avverte Volpe. Il primo spostamento dei cantieri \u00e8 fissato per il 1\u00b0 dicembre: un passaggio che rischia di aggravare un clima gi\u00e0 teso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Licenziamenti gi\u00e0 avviati e un\u2019emorragia silenziosa<\/strong><\/p>\n<p>La protesta di Cerano non nasce nel vuoto. Molti addetti alla movimentazione del carbone hanno gi\u00e0 ricevuto la lettera di licenziamento o temono che arrivi nei prossimi giorni. Le situazioni pi\u00f9 critiche riguardano gli operai della Sir e della compagnia portuale Briamo, colpiti da tagli ormai in atto.<\/p>\n<p>\u00abQuesti padri di famiglia non possono essere lasciati soli\u00bb, \u00e8 l\u2019appello che arriva dal presidio. Enel viene chiamata alle proprie responsabilit\u00e0, non solo morali: la transizione energetica non pu\u00f2 tradursi in una perdita secca di posti di lavoro senza percorsi di reinserimento reali.<\/p>\n<p>Roberto Aprile, Cobas Brindisi, lega la mobilitazione alle \u00abrisposte insufficienti\u00bb emerse nell\u2019ultimo tavolo sulla decarbonizzazione. Domani \u00e8 previsto lo sciopero generale cittadino, annunciato come un momento in cui \u00abla citt\u00e0 intera dovr\u00e0 far sentire la propria voce: lavoratori, studenti, disoccupati. Il futuro di Brindisi \u00e8 in gioco\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un futuro incerto, una richiesta chiara<\/strong><\/p>\n<p>A Roma, nelle scorse settimane, il ministro Urso ha parlato di 61 progetti candidati per la reindustrializzazione e di un Accordo di Programma atteso nei primi mesi del 2026. Numeri importanti, ma privi di dettagli sulle mansioni future, sulle garanzie per gli appalti in fase di esaurimento e sugli ammortizzatori sociali necessari per accompagnare la transizione.<br \/>\nA mancare alla risposta &#8211; come sostenuto da tempo da alcuni osservatori &#8211; sono proprio le aree che Enel avrebbe dovuto dismettere e le certezze sulle fonti di finanziamento per le imprese green.<\/p>\n<p>La mobilitazione di Cerano nasce esattamente da qui: dalla distanza tra i piani annunciati e la realt\u00e0 di chi domani rischia di non avere pi\u00f9 un posto di lavoro.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attesa per l\u2019incontro di oggi<\/strong><\/p>\n<p>Il presidio rester\u00e0 attivo anche oggi e nelle prossime ore, fino a quando non arriveranno impegni scritti. Gli operai lo ripetono da giorni: non chiedono promesse, ma certezze verificabili.<\/p>\n<p>L\u2019incontro delle 15 in Confindustria \u00e8 considerato uno snodo decisivo. Da quello che emerger\u00e0 dipender\u00e0 non solo la prosecuzione della protesta, gi\u00e0 entrata nel suo sesto giorno, ma anche il clima sociale in un territorio che vive la transizione energetica come un passaggio irrinunciabile, purch\u00e9 non pagato dal territorio sotto forma di perdita di posti di lavoro.<\/p>\n<p>Il presidio attende risposte. E ormai il tempo a disposizione \u00e8 scaduto.<\/p>\n<p><em><strong>Ore.Pi.<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla sesta giornata consecutiva e alla quinta notte passata all\u2019aperto, la protesta dei lavoratori dell\u2019indotto Enel non accenna a fermarsi. Il presidio alla strada che porta all\u2019ingresso della centrale \u201cFederico II\u201d continua senza pause: centinaia di operai, circa 300 secondo le stime, presidiano l\u2019area giorno e notte chiedendo garanzie scritte sul proprio futuro occupazionale. 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